Seguici su

Consumatori

Il NYT mette in dubbio la genuinità dell’olio italiano

Pubblicato

il

L’articolo del New York Times ha messo in fibrillazione il mercato dell’olio extravergine di olivamade in Italy, per cercare di capire cosa sta succedendo e le possibili ripercussioni abbiamo chiesto a Paolo Russo, già presidente della Commissione della Camera dei Deputati nella scorsa legislazione, alcune riflessioni.
Durante la sua presidenza, molteplici le norme emanate sulla tutela del made in Italy, e dell’olio extravergine di oliva.

Presidente cosa ne pensa dell’articolo uscito sul new york times che attacca la genuinità dell’olio extravergine di oliva italiano?

Il NYT dice delle mezze verità, con un mezzo molto efficace ma la verità è difficile racchiuderla in un fumetto che appare vada a braccetto con azioni di disturbo e anti tutela del vero olio extra vergine made in Italy. Voglio dire che appare sospetto che l’attacco
viene dagli USA dove è notorio che il made in Italy sia il prodotto più ricercato e apprezzato. Questo, forse, dà fastidio a qualche azienda che non vuole bene all’Italia e che vuole sostituire sugli scaffali il nostro prodotto? Le domande sono tante. L’esperienza però mi insegna che certe cose non accadono per caso.

Ci sono dei presupposti affinché questo articolo dovesse essere pubblicato?

Il NYT ha sollevato un problema e non possiamo sottovalutarlo. Non mi indigno per quello che scritto. Lastampa è libera. E’ un suo problema sé chi ha disegnato e forse ha anche scritto “sotto dettatura” di qualcheinteresse. Il problema delle regole di trasparenza esiste, in questo settore, non riguarda l’Italia. Se la legge salva olio, che la Commissione da me presieduta nella scorsa legislatura fosse stata applicata anche negliUSA, il NYT non avrebbe potuto scrivere quelle cose in questo modo. Da noi le leggi ci sono, da loro invece, diciamo c’è un po’ più di libertà di circolazione delle merci e questo non li autorizza a dire certe cose.

Il fatto che si indichi Napoli ed il Porto quale luogo di smistamento dell’olio “tagliato” avrà ripercussioni su una regione già tanto bistrattata?

Le rispondo con una metafora “certe bugie fanno già il giro del mondo nello stesso tempo in cui al mattino la verità si sta mettendo ancora le pantofole”. C’è troppo fumetto nelle verità che si vogliono raccontare.

Cosa si può fare per rispondere ad un attacco così grave?

Confrontandosi con la stampa americana e non solo e informando correttamente i consumatori statunitensi sul vero olio extra vergine di oliva di alta qualità italiana. Dobbiamo però anche isolare certi comportamenti che non fanno bene al Made in Italy.

Chi deve difendere i bravi imprenditori, e agricoltori che cercano di immettere sul mercato prodotti di eccellenza italiana?

Il Parlamento ha varato una legge che tutela il vero olio extra vergine di oliva italiano. Ci dicono che i princìpi di questa legge potrebbero essere applicati ad un più articolato provvedimento che diventi una legge quadro in difesa di tutto l’agroalimentare di eccellenza del made in Italy. Basterebbe applicarla per avviare un processo virtuoso nei comportamenti di tutta la filiera e non solo della buona rappresentanza del settore. Ho sempre il sospetto, però, che vi sia una coincidenza che certi attacchi al made in Italy abbiano, forse, qualche pezzo di regia nel nostro Paese perché non so spiegarmi l’indignazione di certe categorie, che notoriamente hanno fatto grandi cose per il made in Italy. Forse sarò in errore, ma la loro pronta agitazione mi inquieta al pari del danno che certi fumetti provocano nell ’opinione pubblica.

Anna Zollo

Clicca per commentare

You must be logged in to post a comment Login

Leave a Reply

Consumatori

Bollette della luce come per l’acqua, da oggi pagheremo la corrente anche ai morosi e le aziende non potranno più fallire

Pubblicato

il

Codici: ecco l’ultima perla dell’Autorità per l’energia, la socializzazione integrale della morosità

“Quando ci sono da socializzare i profitti si chiamano in causa le aziende, quando invece si devono spalmare i debiti si chiama il consumatore – afferma Luigi Gabriele di Codici – l’ultima perla di questa Autorità per l’energia, la peggiore Autorità di tutti i tempi”.

Dopo il Canone Rai anche l’evasione delle bollette elettriche verrà spalmata su tutti i consumatori in bolletta, verrà qui inserita un’altra voce che costituirà il contributo che verrà pagato da tutte le famiglie per coprire i costi lasciati dai clienti morosi, quindi chi paga la bolletta elettrica, già salata a prescindere dal proprio consumo in seguito alla nuova riforma tariffaria, dovrà pagare anche per chi la evade.

Ovviamente questo provvedimento andrà a danneggiare i consumatori ed andrà invece a salvaguardare le aziende, queste morosità infatti hanno in passato portato al fallimento di alcune di esse del mercato libero.

Già esiste Il CMOR, e cioè il coefficiente per morosità delle utenze energia, cioè il corrispettivo eventualmente addebitato dal nuovo fornitore di energia al cliente finale, il quale abbia situazioni di morosità pregressa nei confronti del suo precedente fornitore di energia elettrica. A causa di un inadempimento contrattuale nei confronti del precedente, il cliente finale moroso diventa quindi debitore per il pagamento del corrispettivo CMOR nei confronti dell’attuale fornitore.
Ingiusto ma perlomeno rimaneva configurato tra moroso e nuovo fornitore.

Oggi si aggiunge l’integrale spalmatura a tutti gli utenti degli oneri non pagati dai morosi. Questo è drammatico, ma questa Autorità già lo ha reso operativo nel servizio idrico da un paio di anni, per questo in alcuni luoghi le bollette sono stratosferiche, oggi il problema è che lo stesso principio viene esteso all’elettricità.

Come sempre il bancomat d’Italia, il consumatore, subirà anche il rastrellamento delle morosità elettriche che ammonterebbero a 200 milioni di euro.

Continua a leggere

Consumatori

Bollette. Cos’è la truffa del POD e come difendersi

Pubblicato

il

 

Il cosiddetto Point Of Delivery è il codice identificativo dell’utenza di energia elettrica di un singolo consumatore

 

La “truffa del POD” è solo uno degli inganni che purtroppo continuano ad affliggere il nostro paese, ma sta diventando giorno dopo giorno più rilevante. Una truffa che può venire attuata sia dal vivo che tramite telefono e che ha l’obiettivo di estorcere al consumatore informazioni preziose per intestargli (di nascosto) nuovi contratti più onerosi.

Iniziamo col dire che il POD, ovvero il Point Of Delivery, è un codice che identifica l’utenza di energia elettrica di ciascuno di noi: viene riportato all’interno della bolletta della luce e, purtroppo, conoscerlo spesso e volentieri è sufficiente per richiedere un cambio di contratto anche senza informare il diretto interessato.

La truffa del POD può avere luogo sia attraverso un operatore porta a porta che attraverso una semplice telefonata e si svolge bene o male nelle seguenti modalità: l’utente viene contattato da un soggetto che si qualifica come operatore della compagnia in questione e chiede per l’appunto di avere il codice POD, fingendo spesso e volentieri di averne bisogno per verificare inconvenienti immaginari o per applicare tariffe più convenienti.

Il primo modo per difendersi da questo tipo di truffa consiste ovviamente nel non comunicare il proprio POD e non consegnare vecchie bollette. La stessa richiesta di questo tipo di informazioni deve suonare come un vero e proprio campanello d’allarme, visto che il vostro fornitore di energia elettrica è sempre e comunque a conoscenza del vostro codice identificativo.

Un altro consiglio, in caso di contatto telefonico, è quello di non pronunciare la parola “sì”: è infatti possibile che venga letteralmente “tagliata” ed “incollata” ad arte per venire trasformata in un assenso a proposte contrattuali che in realtà non sono mai state sottoposte all’attenzione del contraente.

Se vi rendete conto di avere subito la truffa del POD, o se e ritenete di avere ricevuto una visita o una telefonata sospetta, contattate immediatamente sia il vostro fornitore di energia elettrica sia la Polizia. Questi raggiri vanno combattuti e da questo punto di vista noi di CODICI siamo da anni a disposizione, per fornire una consulenza ed aiutare i cittadini ad orientarsi in quella che purtroppo a volte sembra una giungla. Il nostro sportello legale è sempre aperto, quindi non abbiate timore di segnalarci eventuali comportamenti scorretti: il nostro numero di telefono è lo 065571996, mentre la nostra mail è segreteria.sportello@codici.org.

 

Continua a leggere

Consumatori

Dopo il provvedimento dell’Autorità, Trenitalia interviene sui propri sistemi telematici di prenotazione e acquisto, più 30% di soluzioni di viaggio offerte

Pubblicato

il

Il 19 luglio scorso, l’Autorità ha sanzionato con 5 milioni di euro Trenitalia S.p.a. per una pratica commerciale gravemente scorretta consistente nell’omissione di numerose soluzioni di viaggio con treni regionali dall’insieme dei risultati derivanti dalla consultazione del motore orario (il sistema telematico di informazione, ricerca e acquisto di biglietti accessibile alla clientela sul sito internet www.trenitalia.com, tramite App Trenitalia per smartphone e tablet e presso le Emettitrici Self Service (ESS) di stazione), nel caso di selezione della banca dati denominata “tutti i treni” (ridenominata, già nel corso del procedimento istruttorio, in “principali soluzioni”).

L’Autorità ha altresì disposto la pubblicazione di una dichiarazione di rettifica su tutti gli strumenti di prenotazione e acquisto dei biglietti Trenitalia e ha vietato a Trenitalia la continuazione della pratica commerciale scorretta accertata.

A seguito dell’incisivo e complesso intervento dell’Autorità, Trenitalia ha rivisto il funzionamento del motore orario in senso più completo e trasparente verso gli utenti, attraverso l’implementazione di misure tecniche che l’Autorità ha ritenuto idonee a superare i profili  omissivi e ingannevoli della pratica commerciale censurata.

Dal 20 gennaio 2018, dopo i definitivi interventi eseguiti dal professionista, il sistema di ricerca appare adesso in grado di offrire ai consumatori una possibilità di scelta e acquisto di combinazioni di viaggio molto più ampia, pari a circa il 30% in più di soluzioni di viaggio, in particolare inclusive di treni regionali che prima non erano visualizzabili dall’utente nella consultazione della banca dati “tutti i treni”. Tali risultati vengono ora restituiti in maniera del tutto uniforme sia sul sito aziendale, che attraverso l’App Trenitalia e le emettitrici self service.

Si tratta di un significativo risultato a vantaggio dei consumatori, i quali, ad esito dell’attività di enforcement dell’Autorità, dispongono ora della possibilità di effettuare scelte commerciali più ampie, complete e consapevoli, nell’ambito di sistemi tecnicamente sofisticati di prenotazione e caratterizzati dalla presenza di algoritmi.

Roma, 9 febbraio 2018

Continua a leggere