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approfondimento agienergia.it

Eccessiva frammentazione delle gestioni, obiettivi di risanamento delle reti clamorosamente mancati, situazione infrastrutturale carente soprattutto per quanto attiene la parte fognatura e depurazione delle acque reflue, regole e tariffe differenti da zona a zona talvolta anche in maniera clamorosa.

Questo è il quadro complessivo che il “Blue Book 2014” (il rapporto sullo stato del Servizio Idrico Integrato realizzato da Federutility la Federazioni dei Gestori), presenta alle istituzioni e agli addetti ai lavori ma non ai consumatori a 20 anni dall’emanazione di quella che doveva essere la Legge di riordino e rilancio del settore, la oramai famosa Legge 36/94 detta “Legge Galli”.

Un buco nell’acqua che viene esposto e commentato nello stesso modo dalla notte dei tempi del sevizio idrico integrato italiano e che sembra sempre di più una giustificazione dell’intero sistema sui risultati assolutamente negativi per non dire catastrofici ottenuti.

Non è difatti possibile, in un Paese che ambisce posti di primo piano nell’élite economica ed industriale mondiale, che si possa ancora osservare, dopo tutti questi anni e questi sprechi questa clamorosa assenza di risultati senza quasi battere ciglio, come se fosse fatalisticamente normale che ciò sia così. Legislatore, regolatori, Autorità, Gestori dovevano senza se e senza ma trovare il connubio di giuste regole per poter se non già arrivare per lo meno tendere a risultati tecnico-gestionali avanzati, in linea con le ambizioni internazionali del Paese. Hanno avuto vent’anni di tempo, non è stato fatto nessun passo avanti per la tutela degli interessi di tutti, si perché l’acqua nonostante i referendum, è di tutti.

Il fabbisogno d’investimenti mai garantito in tariffa, le stesse tariffe ben inferiori al desiderata dei Gestori, l’altissimo livello di morosità e di evasione nella corresponsione del prezzo del servizio si sono, di fatto, cristallizzati intorno al Sistema dei gestori che ne sta, da ultimo, traendo quasi una auto-giustificazione per i conseguenti catastrofici risultati tecnici ed infrastrutturali.

E questo è un dato di fatto difficilmente controvertibile: la presenza dopo vent’anni degli stessi Gestori (spesso se non sempre Società ex-municipalizzate quindi troppo influenzati da fatti di politica locale e nazionale) che lamentano un’eccessiva frammentazione del Servizio ma che comunque gestiscono le migliori posizioni ingrandendo esponenzialmente gli abitanti ed i bacini servizi (AMGA oggi IREN, A2A, HERA, ACEA, ecc.) stride con la protesta contro un sistema inefficiente: un sistema che, invece, gli ha permesso di ingrandirsi (e di molto) e che invece, se il grido di protesta fosse sincero avrebbe registrato fenomeni diametralmente opposti e coerenti come la fuga dei Gestori, la contrazione dei bacini di utenza, le Società ex-municipalizzate che si sarebbero concentrare solo sui territori di origine per limitare i danni.

Viceversa, a conferma delle migliori leggi sull’adattamento, in questo ventennio i Gestori si sono stabilizzati, cristallizzandosi anche come classe dirigente intorno al Sistema, cristallizzato anch’esso, assumendone pian piano la forma inefficiente e inerte.

Di tutto ciò chi ha fatto veramente le spese sono stati i cittadini consumatori, spesso ignari di scelte, incapaci di agire (perlomeno nella prima parte del ventennio) costretti a subire regole e comportamenti spesso vessatori. Sono innumerevoli i casi di mala gestione che non risparmiano nemmeno grandi città come Roma, o province non sempre del solito mezzogiorno, come quelle del Nord Est, oppure casi eclatanti come quelle di Frosinone, Latina, ecc.

E questo da parte di tutta la filiera: Legislatore, Autorità d’Ambito, Gestori. Ne sono casi importati, ad esempio, la mancata applicazione, di fatto, dei risultati referendari,l’intervento a 3 anni di distanza dell’AEEGSI per la restituzione delle quote di depurazione, la querelle Arsenico nel Lazio, le multe dell’Unione Europea per la mancanza di depurazione in alcune grandi città italiane, le tariffe in parte d’Italia ancora legata a regole CIPE ante 1994, la mancata applicazione di tutte le regole nazionali di concertazione con i consumatori, ecc.

Con questi risultati per fare un parallelo sportivo, qualsiasi Presidente, Allenatore e Giocatori dopo una, massimo due stagioni, sarebbero licenziati e mandati a casa. Qui invece accade il contrario, anzi si pretende.

Tariffe remunerative, fiducia delle banche, ripresa degli investimenti: questo si ma probabilmente serve prima un’altra Squadra completa, dalle tribune agli spogliatoi.

L’unico raggio di luce attualmente in questo tetro scenario è quello dell’avvento in campo dell’Autorità dell’Energia Elettrica Gas e del servizio idrico con funzioni programmatorie e regolatorie anche nel Servizio Idrico Integrato.

Cosa non facile e che è stata anche per parecchio tempo fortemente contrastata da Ministeri ed Uffici che null’altro avevano come obiettivo se non quello di mantenere l’assurda cristallizzazione già esposta. Soprattutto occorre un meccanismo che tenga lontana la partitocrazia dal sistema del SII. Soprattutto quella locale, che dovrà e legittimamente potrà, fare la sua parte ma con un ruolo del tutto di programmazione trasparente ma non di Governance.

Tutti noi auspichiamo che l’AEEGSI e il suo collegio, abbia la forza di fissare regole tali che possano finalmente giocoforza costringere i Gestori a rompere la cristallizzata inefficienza ed immobilismo che li hanno caratterizzati in questo ventennio, applicare finalmente quelle regole tra l’altro già esistenti a livello nazionale per un corretto e responsabile rapporto con i consumatori per ottenere tutti insieme quei risultati che possano fare dell’Italia il Paese che tutti vogliamo.

Il gap finanziario che serve per dare la svolta alla carenza infrastrutturale del Paese i cittadini ed i consumatori lo possono coprire: ma con la compartecipazione e la consapevolezza che meritano nel fissare insieme al Sistema gli obiettivi.

Saremo tutti li pronti a fare la nostra parte per un coerente e sostenibile sviluppo del Sistema affinché si possa preservare il prezioso bene acqua per noi e per le generazioni future.
I consumatori vogliono acqua ad un prezzo equo e sostenibile ma non tollerano sprechi, disagi e disservizi.

Luigi Gabriele Affari Istituzionali e Regolatori Associazione consumatori Codici
Fonte: agienergia.it