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Il tipo di cellulare cambia in base all’eta. Lo svela una ricerca

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idealo: ogni fascia d’età ha il suo smartphone di riferimento

 

Inoltre, a seconda del dispositivo mobile che si possiede, è possibile prevedere i budget di spesa a disposizione: ad esempio, gli utenti Apple tendono a spendere online generalmente di più di quelli Samsung. Gli utenti Xiaomi si collocano a metà tra i due.   

 

22  Ottobre 2018 – Recentemente, idealo – portale internazionale di comparazione prezzi – ha analizzato i propri dati per capire quali smartphone vengono maggiormente desiderati e acquistati, con che frequenza e soprattutto da chi. Grazie alle numerose intenzioni di acquisto a disposizione è stato anche possibile capire quali sono i modelli più convincenti per gli utenti, che quindi procedono diretti all’acquisto.  

Giovani tra i 18 e i 24 anni

Tra i modelli più acquistati in assoluto dai giovani vi è l’iPhone X. Tuttavia, questo si colloca solo al terzo posto se consideriamo la classifica dei modelli acquistati con minor esitazione. In questo caso, quindi, al primo posto abbiamo Honor 9, seguito da Samsung Galaxy S8. Al terzo posto, come detto, troviamo l’iPhone X. Anche le due posizioni successive sono legate al brand di Cupertino, vale a dire l’iPhone 6 Plus e l’iPhone 8 Plus.

Ragazzi tra i 25 e i 34 anni

Diversa la situazione tra i giovani 25-34. In questa fascia di età il prodotto che con più probabilità diventa un acquisto vero e proprio dopo la comparazione è il Samsung Galaxy A8 2018 Duos, per il quale si registra il rapporto più alto tra intenzioni di acquisto e visite alla pagina relativa. A seguire, troviamo ancora un modello della casa sudcoreana: il Samsung Galaxy A3 2017. Nella top 5 sono infine presenti Huawei Mate 10 Lite, Honor View 10 e Huawei P8 Lite 2017.  

Fascia di età tra i 35 e i 44 anni

Dati interessanti quelli che riguardano la fascia di pubblico 35-44, che si fida ciecamente del brand cinese Huawei. in particolare, questo target di utenti si è dimostrato molto interessato ai modelli Huawei P Smart, Huawei Mate 10 Lite e Huawei P8 Lite 2017, concludendo quasi sempre l’acquisto dopo aver confrontato i prezzi delle offerte. A seguire, nella classifica è possibile trovare Honor 9 Lite al quarto posto e Samsung Galaxy A8 2018 Duos.

Fascia di età tra i 45 e i 54 anni

Per gli utenti tra i 45 e i 54 anni il modello che più di altri diventa un acquisto è il Samsung Galaxy A8 2018 Duos. È interessante notare come questo dispositivo sia presente anche nelle fasce 25-34 e 35-44. Altri modelli particolarmente apprezzati sono poi Huawei Mate 10 Lite e Honor 9 Lite, seguiti da Samsung Galaxy A5 2017 e da Honor View 10.

Over 55

Interessante anche la situazione rilevata tra il pubblico senior, fascia di età molto interessata ad informarsi sui dispositivi Apple che poi, però, solitamente non vengono acquistati. Gli over 55 sembrano essere particolarmente attenti al rapporto qualità/prezzo, quindi prediligono prodotti di brand come Samsung e Huawei. Per questo pubblico, gli smartphone più convincenti sono: Huawei Mate 10 Lite, Samsung Galaxy A5 2017, Samsung Galaxy A8 2018 Duos, Huawei Mate 10 Pro e Huawei P8 L

ite 2017.

“Dimmi che smartphone usi e ti dirò cosa acquisti”

L’analisi di idealo ha inoltre cercato di capire se ci sia una correlazione diretta tra lo smartphone che si possiede e la propensione a spendere di più o di meno da parte dell’utente. Per questo motivo, sono stati analizzati i quattro brand più desiderati nel 2018: Apple (25,4% delle intenzioni di acquisto nella categoria Smartphone), Huawei (22,3%), Samsung (19,4%) e Xiaomi (7,8%). Quest’ultimo è il brand che è cresciuto di più rispetto al 2017, vivendo un vero e proprio boom nel corso degli ultimi mesi. A seguire Huawei, con un +14,4% mentre Apple e Samsung sono andate incontro a un calo, in parte dovuto alla crescita di Xiaomi: rispettivamente –7,2% e –20,5%.

Secondo idealo, gli utenti che possiedono Apple tendono a spendere di più rispetto agli utenti Samsung e Huawei, ad esempio. La top 10 dei prodotti più acquistati in assoluto dagli utenti Apple, che comprende quasi tutti prodotti dello stesso brand di Cupertino, costa complessivamente 3.021,76 €. Questa sorta di „echo chamber Apple“ è confermata da un dato interessante: i primi dieci modelli desiderati da chi utilizza iOS per fare le proprie ricerche sono tutti Apple. Nel caso di Android, invece, abbiamo 5 dispositivi Android e 5 Apple.

Ma chi sono gli utenti più appassionati del brand? In base ai dati di Google Analytics,  si tratta per la percentuale maggiore di ragazzi tra i 25 e i 34 anni (29,7%) seguiti dagli utenti 35-44 (29,3%) e in terza posizione dalla fascia 45-54 (17,1%). Le ricerche effettuate da uomini e donne si equivalgono (donne 49,7% vs uomini 50,3%).

Per quanto riguarda invece i “proprietari” di prodotti Samsung la somma del costo dei 10 prodotti più acquistati online ammonta a 1.437,07 €, meno della metà delle potenziali possibilità di spesa degli utenti Apple, e comprende prodotti di differenti brand. Questi utenti appartengono in particolar modo alla fascia di età 35-44 (31,0%), seguita dalla fascia 25-34 (23,3%) e in maniera leggermente inferiore da quella 45-54 (21,0%). Anche in questo caso pubblico femminile e maschile effettuano quasi le stesse ricerche (rispettivamente 48,9% vs 51,1%).

Il boom della cinese Xiaomi

L’analisi di idealo ha rivelato che i possessori di smartphone Xiaomi tendono a spendere leggermente più degli utenti Samsung (1.595,58 €) e a concentrarsi su prodotti della stessa marca, in particolar modo smartphone. Stupisce che l’utente digitale possessore di cellulare Xiaomi sia a grande maggioranza uomo (71,3% vs donna 28,7%). Gli utenti più coinvolti sono quelli tra i 35 e i 44 anni (30,8%), seguiti dai giovani 25-34 (24,3%) e dal pubblico 45-54 (20,1%). 

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ENERGIA, quando finisce il mercato di tutela? Ecco la risposta del Governo

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#Energia: SIMONE BALDELLI (FI) ha interrogato il #governo per sapere quali tutele e garanzie intende utilizzare nei confronti degli #utenti e dei #consumatori.

Interrogazione a risposta orale 3-00530presentato daBALDELLI Simonetesto diLunedì 18 febbraio 2019, seduta n. 128

  BALDELLISQUERIBARELLIBAGNASCOBONDGAGLIARDINOVELLIROSSO e ZANELLA. — Al Ministro dello sviluppo economico – Per sapere – premesso che:

la legge annuale per il mercato e la concorrenza (legge n. 124 del 2017) ha previsto la piena liberalizzazione del settore dell’energia elettrica e del gas, attraverso un percorso che si completerà il 1° luglio 2020 con la cessazione del regime di tutela e, contestualmente, l’ingresso consapevole del consumatore nel mercato libero e l’adozione di meccanismi che assicurino la pluralità di fornitori e di offerte;

tale percorso è caratterizzato da un insieme di misure attuative necessarie a garantire la messa a disposizione per i consumatori degli strumenti utili a partecipare e a scegliere con maggior consapevolezza e facilità sul mercato, ad avere una miglior qualità dei venditori e una maggior trasparenza e «certificazione» delle loro offerte, ad avere quindi la possibilità di individuare le forniture più affidabili e convenienti;

il 30 ottobre 2018, a valle della prima riunione del tavolo di coordinamento tra il Mise, l’autorità di regolazione per reti energia e ambiente (Arera) e l’Antitrust per la programmazione delle attività finalizzate al superamento della maggior tutela, il Sottosegretario Davide Crippa ha annunciato che il primo passo sarebbe stato «il completamento dell’iter dell’Albo di venditori» e la rapida riconvocazione del tavolo «per la presentazione di un programma operativo e condiviso»;

l’Arera nella sua relazione annuale ha evidenziato come il mercato finale della vendita di energia elettrica sia caratterizzato da un numero elevato di venditori – più di 400 – ma rimane ancora fortemente concentrato;

nel Piano nazionale integrato per l’energia e il clima, inviato a Bruxelles l’8 gennaio 2019 dal Mise è stata confermata la volontà di completare il processo di piena liberalizzazione del mercato al dettaglio delineato dalla legge concorrenza, per garantire «lo sviluppo della competenza del consumatore e della sua fiducia nella possibilità di appropriarsi delle opportunità e dei benefici del mercato»;

nella riunione del 20 dicembre 2018 l’Agcm ha sanzionato per oltre 93 milioni di euro il gruppo Enel e per oltre 16 milioni di euro il gruppo Acea per aver abusato della propria posizione dominante nei mercati della vendita di energia elettrica in cui offrono il servizio pubblico di maggior tutela;

secondo l’Autorità, «tanto il gruppo Enel quanto il gruppo ACEA hanno sfruttato in modo illegittimo prerogative e asset, derivanti dall’essere fornitori di maggior tutela, per realizzare una dichiarata politica di “traghettamento” della clientela già fornita a condizioni regolate verso contratti a mercato libero», tale condotta «risulta illegittima e idonea ad amplificare artificialmente il vantaggio concorrenziale di cui tali gruppi già godono per motivi storico/regolamentari e legati alle caratteristiche della domanda»;

l’Autorità ha valutato le condotte proprio alla luce del percorso di piena liberalizzazione, valutando come «dal momento che il legislatore, in vista della abolizione della maggior tutela, ha previsto che vengano adottati “meccanismi che assicurino la concorrenza e la pluralità di fornitori e di offerte nel libero mercato”, le condotte abusive accertate hanno anche l’effetto di sottrarre illegittimamente all’azione di tali meccanismi la clientela tutelata che in esito alle stesse viene acquisita come clientela sul libero mercato»;

l’Agcm ha rilevato come le società coinvolte abbiano ottenuto margini aggiuntivi a danno dei consumatori oggetto del «traghettamento» messo in atto con la condotta abusiva –:

quali iniziative di competenza il Governo intenda assumere, di concerto con l’Arera, per prevenire lo sfruttamento indebito dei vantaggi informativi tra le società di vendita in regime di monopolio legale e le società di vendita sul mercato libero del medesimo gruppo;

quali iniziative di competenza e con quali tempistiche, il Governo intenda assumere, di concerto con l’Arera, affinché sia garantito, attraverso una pluralità di operatori affidabili e una pluralità di offerte chiare e trasparenti, un contesto di mercato realmente competitivo e concorrenziale nel quale tutti i consumatori possano divenire attori consapevoli di scelte sempre più semplici, convenienti e vantaggiose. 

Ecco la risposta del GOVERNO

Intervento in Aula – Interrogazione energia

#Energia: ho interrogato il #governo per sapere quali tutele e garanzie intende utilizzare nei confronti degli #utenti e dei #consumatori.

Pubblicato da Simone Baldelli su Martedì 19 febbraio 2019

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“Modifiche al Codice della Strada” Le Proposte di di Adiconsum

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Martedì 19 febbraio 2019
Camera dei Deputati – IX Commissione

Audizione Adiconsum su Proposte di legge
 “Modifiche al Codice della Strada”

Serve adeguata e completa cornice normativa

alla luce della diffusione della mobilità elettrica e sostenibile
   

Le Proposte di modifica di Adiconsum
19 febbraio 2019 – Nell’ambito dell’audizione alla IX Commissione della Camera dei Deputati, in merito alle proposte di legge “Modifiche al Codice della Strada”, Adiconsum, oltre a presentare le proprie osservazioni sui vari articoli, ha anche illustrato le proprie proposte di modifica al Codice della Strada per promuovere la mobilità elettrica e sostenibile.

Adiconsum si batte affinché il cittadino consumatore sia libero di scegliere una mobilità diversa da quella tradizionale senza alcuna discriminazione. A tal fine è necessario che il consumatore che opti per una mobilità differente possa muoversi in un contesto regolatorio chiaro e non discriminatorio.

In merito ai vari emendamenti al Codice della Strada, oggetto dell’audizione, ecco le principali proposte formulate da Adiconsum:

·       CONDIVISIBILE il beneficio degli spazi di parcheggio riservati a donne in STATO INTERESSANTE e ai genitori con figli fino a 3 anni offrendo, però, tale opportunità anche agli altri appartenenti il nucleo familiare che si prendono cura dei minori (nonni, zii, ecc.), indicati precedentemente nel contrassegno di famiglia

·       NON VIENE RITENUTA NECESSARIA la proposta di consentire la percorrenza della corsia riservata al trasporto pubblico locale a qualsiasi altro tipo di veicolo autorizzata come le biciclette

·       SÌ ad una linea di arresto riservata e avanzata per i velocipedi, ma che non occupi l’intera sede stradale e/o sia  posta lateralmente per non intralciare la ripartenza degli altri veicoli per la sicurezza della circolazione

·       CONDIVISA la possibilità per i ciclisti di utilizzare gli attraversamenti pedonali in assenza di quelli ciclabili, ma solo a piedi e non in sella alla bici

·       SÌ all’abolizione del servizio di piazza con veicoli a trazione animale, ad eccezione dei parchi e delle zone montane

·       NO alla proposta di obbligo di utilizzo di un abbigliamento tecnico per conducente e passeggero di ciclomotore/motoveicolo come formulato. Occorre differenziare la proposta in base alle prestazioni del mezzo, escludendo i ciclomotori sino a 50 cc.. Specificare  quali devono essere i capi tecnici obbligatori. NO all’obbligo di abbigliamento tecnico per il passeggero, tranne i tragitti lunghi in autostrada e su strade extraurbane principali

·       SÌ ad uniformare l’occupazione di aree di sosta o di parcheggio a pagamento da parte dei veicoli per persone invalide, oggi regolamentate da singole delibere comunali, dando la possibilità di occuparle senza costi, indipendentemente dalla disponibilità o meno dei posti riservati agli invalidi, in quanto l’accertamento della disponibilità del posto riservato risulta di difficile applicazione da parte delle Autorità preposte

·       NON CONDIVISIBILE la proposta di permettere nelle strade delle aree cittadine con limite di velocità a 30kmh la percorrenza contromano dei velocipedi perché creerebbe troppe variabili alla circolazione in base al luogo innalzando i rischi di incidenti soprattutto negli incroci, alle rotatorie, nei sensi unici.

Adiconsum, unica Associazione Consumatori a far parte di “Motus-E” (la prima associazione italiana costituita da industria, mondo accademico, associazioni ambientali e di opinione per promuovere la mobilità elettrica) ha presentato alla IX Commissione della Camera anche le proprie proposte di ricognizione degli ambiti di intervento per la modifica/integrazione del Codice della Strada più strettamente inerenti lo sviluppo della mobilità elettrica e sostenibile. A tal proposito Adiconsum ha chiesto alla Commissione di convocare anche le organizzazioni rappresentative della mobilità elettrica quali “Motus-E” ed E-MOB”. 

Proposte Adiconsum di modifica del Codice della Strada
alla luce della mobilità elettrica e sostenibile

4 sono le aree di intervento principali:

Classificazione dei veicoli: inserimento dei veicoli con propulsione alternativa al motore termico, disciplinandone tutti gli aspetti in modo univoco e paritario con particolare attenzione ai velocipedi elettrici
Stazioni di ricarica e aree di servizio: conversione e affiancamento alle attuali stazioni di  ricarica di punti di ricarica per i veicoli elettrici. Modifica delle norme del Codice riguardanti le aree di servizio qualificate come pertinenze delle strade ex art. 24, affinché possano investire nelle infrastrutture di ricarica. Necessarie le variazioni al Codice per definire la tipologia dell’area stradale dove si verifica la ricarica dei veicoli elettrici, oggi normata dai Comuni con discipline disomogenee
Segnaletica stradale: introduzione di indicazioni della segnaletica verticale e orizzontale sulla presenza di punti di ricarica
Targhe di immatricolazione: revisione dell’attuale sistema di immatricolazione per individuare con facilità e certezza il veicolo elettrico, come già proposto e applicato in alcuni Stati europei ed extraeuropei individuando specifiche targhe con colori differenti dal normale per auto elettriche e plug-in.


Clicca qui per il testo integrale Audizione Adiconsum

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Tutti a casa i membri del CDA AMA.

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La Raggi revoca l’intero CDA

Roma, 18 febbraio 2019 – La sindaca di Roma Virginia Raggi ha firmato un’ordinanza con cui si dispone la revoca per giusta causa del Consiglio di amministrazione di Ama Spa.

Il provvedimento è stato adottato a seguito di una memoria approvata dalla Giunta Capitolina che prende atto dei disservizi e del mancato raggiungimento da parte della governance degli obiettivi prefissati.

Contestualmente l’ordinanza assegna al Collegio Sindacale di Ama spa la gestione delle attività aziendali per il periodo di tempo strettamente necessario alla ricostituzione del Cda.

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