Determinazione del valore commerciale dei veicoli

 

Un’indagine IVASS svela che è una rivista in Italia a dettare il prezzo di mercato, al ribasso, e non un soggetto istituzionale

 

Da un’indagine condotta dall’istituto di Vigilanza delle Assicurazioni (IVASS) risulta che per stabilire il valore commerciale del proprio veicolo, sia per i risarcimenti dei danni che per la compravendita, in Italia quasi tutte le compagnie assicurative e i rivenditori fanno riferimento solo alla rivista “Quattroruote”.

L’ammontare del danno indennizzabile è determinato sulla base del valore commerciale del veicolo, comprensivo degli accessori di serie, al momento dell’acquisto indicato sul listino redatto da “Quattroruote”.

Dall’indagine risulta che “Quattroruote” non consente una valutazione libera e gratuita, è necessario infatti iscriversi al sito pagando €2,99si paga ad ogni richiesta di quotazione, anche una volta iscritti e  per auto «storiche», il costo sale a €23,99. Quindi oltre ad avere una specie di posizione dominante, la fa anche pagare cara.

Ma il reale problema che danneggia i consumatori è che: il valore attribuito parrebbe mediamente più basso di quello che viene determinato nel mercato reale tra privati, se si leggono i rapporti con  le compravendite che avvengono on line nei portali più noti.

Pertanto il proprio veicolo viene sottovalutato, danneggiando così il consumatore.

Sulla base di quali parametri avvengono queste stime al ribasso? Sono oggettivi ed uguali per tutti?

E’ il caso di verificare se ci sia qualcosa di strano.

In Italia, per determinare il valore dei ricambi auto dopo gli incidenti, tutte le agenzie assicurative fanno capo alla rivista che, ribadiamo non è un soggetto istituzionale, seppur accreditata.

Il mondo auto invece, per la sua dimensione e vastità, avrebbe bisogno di un soggetto istituzionale che tenga registrate delle quotazioni, come accade per il settore immobiliare con l’osservatorio che fa capo all’Agenzia delle Entrate, e che tiene traccia delle valutazioni degli immobili area per area in virtù di elementi terzi.

L’Associazione Codici non mancherà di segnalare la questione all’Antitrust per capire se questa procedura sia corretta e trasparente.