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Immobiliare. Codici, Altroconsumo e Codacons, scatenano la bufera contro le agenzie.

I procedimenti si sono aperti grazie alla segnalazioni delle associazioni.

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Su segnalazione del Codici, la decisione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che ha deliberato vessatorie diverse clausole contrattuali

Quando si ha a che fare con contratti immobiliari, incarichi di mediazione e proposte di acquisto, non tutti i cittadini possono avere le idee chiare sui propri diritti e le giuste procedure da seguire. Se poi chi dovrebbe guidare il cliente non garantisce tutte le tutele al consumatore, la situazione diventa ancor più difficile. Stiamo parlando vere e proprie clausole vessatorie che limitano la libertà contrattuale dei cittadini.
Grazie alle segnalazioni di Codici, oggi questo non potrà più accadere, visto che l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, ha deliberato come vessatorie alcune clausole contenute nei moduli contrattuali predisposti e impiegati dalla Gabetti Property Solution Franchising Agency S.r.L. I contratti in questione riguardavano il conferimento dell’incarico di mediazione per la vendita o la locazione di immobili e la formulazione della proposta irrevocabile d’acquisto o di locazione.
In particolare, secondo l’Associazione le clausole erano vessatorie perché potevano:

· limitare la libertà contrattuale del consumatore in ragione del rinnovo tacito dell’incarico e del patto di esclusiva per un tempo indefinito. Il consumatore sarebbe, quindi, vincolato al professionista anche là dove questi non si impegnasse per la conclusione della vendita. Vista la palese vessatorietà della clausola, in contrasto con il Codice del Consumo, Gabetti ha comunicato una nuova formulazione della clausola che prevede la possibilità per il consumatore, al momento della sottoscrizione del contratto, di optare per il tacito rinnovo dell’incarico con o senza esclusiva.
· sancire, a carico del consumatore, limitazioni alla facoltà di opporre eccezioni essendo prevista l’applicazione di una penale nell’ipotesi in cui questi rifiuti di far visitare l’immobile e senza fare salva l’ipotesi in cui ricorra un giustificato motivo. In questo caso, il cliente non può non contrarre per giusta causa. E’ prevista, inoltre, una penale nel caso in cui il cliente si rifiuti di far visitare l’immobile. Tale previsione è del tutto arbitraria perché non terrebbe conto dei motivi legittimi che il cliente può avere per impedire una o più visite dell’agente immobiliare.
· limitare la libertà contrattuale del consumatore in ragione della previsione dell’irrevocabilità della proposta senza indicare il termine entro cui il mediatore è tenuto a comunicarla al promissario venditore. In merito alla clausola in esame, Gabetti ha comunicato una nuova formulazione della stessa prevedendo espressamente l’obbligo dell’agente immobiliare di trasmettere tempestivamente al venditore/locatore la proposta d’acquisto raccolta.

Sono queste le motivazioni che hanno spinto Codici a segnalare il caso all’AGCM, che si è espressa per la tutela dei consumatori. Da tempo l’Associazione si batte per sconfiggere gli arbitri delle aziende che ledono i diritti dei cittadini attraverso clausole vessatorie, e finalmente oggi si è raggiunto un importante risultato in tal senso. Ora, infatti, spetterà alla Società immobiliare Gabetti Solutions Agency S.p.A. allinearsi al provvedimento dell’Autorità, con contratti adeguati e bilanciati.

Codici si rivolge a tutti i consumatori che hanno il sospetto di trovarsi in simili situazioni e che non sono sicuri di veder completamente tutelati i propri diritti all’interno dei contratti: contatta l’Associazione se anche tu temi di essere in presenza di contratti e procedure sbilanciate!

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Consumatori

Finanziamenti condizionati a polizze assicurative, avviate istruttorie per presunte pratiche commerciale scorrette su Agos, Findometic e Cardif

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, anche a seguito di una segnalazione dell’IVASS, ha avviato due distinti procedimenti istruttori per presunte pratiche commerciali scorrette nei confronti:
•    della società finanziaria Agos Ducato S.p.A. e della compagnia di assicurazione, operante nel Ramo Vita, Cardif Assurance Vie s.a.;
•    dell’istituto di credito Findomestic Banca S.p.A. e della compagnia di assicurazione, operante nel Ramo Danni, Cardif Assurances Risques Divers s.a..

Oggetto degli approfondimenti sono due autonome condotte poste in essere rispettivamente dalle citate società erogatrici dei finanziamenti e dalle predette compagnie di assicurazione.

Secondo l’ipotesi istruttoria, Agos Ducato S.p.A. e Findomestic Banca S.p.A. avrebbero condizionato, di fatto, la concessione a favore dei consumatori di prestiti personali alla sottoscrizione da parte degli stessi di polizze assicurative prive di connessione con il finanziamento, realizzando in tal modo una “pratica legante” tra i prodotti bancari e assicurativi, in violazione degli artt. 24 e 25, comma 1, lett. a), del Codice del Consumo. Tali condotte sarebbero idonee a limitare considerevolmente la libertà di scelta dei consumatori in relazione ai prodotti di finanziamento in questione, nella misura in cui le imprese prospettano ai consumatori – intenzionati a richiedere prestiti – di poter accedere a questi ultimi solo sottoscrivendo le menzionate polizze assicurative, che nulla hanno a che vedere con il finanziamento, attuando un abbinamento forzoso tra le due tipologie di prodotti.

Dal canto loro, Cardif Assurance Vie s.a. e Cardif Assurances Risques Divers s.a. avrebbero posto in essere condotte contrarie alla diligenza professionale e idonee a falsare in misura apprezzabile il comportamento del consumatore, in violazione dell’art. 20, comma 2, del Codice del Consumo. Segnatamente, esse, pur essendo venute a conoscenza dell’abbinamento forzoso tra le proprie polizze assicurative e i finanziamenti erogati, rispettivamente, da Agos Ducato S.p.A. e Findomestic Banca S.p.A., avrebbero rifiutato la restituzione richiesta da parte di consumatori in sede di estinzione anticipata dei finanziamenti delle quote parti dei premi delle polizze assicurative de quibus, motivando il rifiuto con l’assenza di connessione tra le due tipologie di prodotti: nel far ciò, le due compagnie non avrebbero attuato nei confronti delle finanziarie alcuna attività di verifica circa gli abbinamenti forzosi e, in via generale, di monitoraggio e controllo circa la modalità di collocamento dei prodotti assicurativi in questione.

Per accertare queste condotte, nella giornata di oggi, 18 aprile 2018, i funzionari dell’Autorità hanno eseguito una serie di ispezioni nelle sedi delle suddette società, con l’ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

Roma, 18 aprile 2018

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Il packaging alimentare lo paga comunque il consumatore. Frutta e verdura sfusa o imballata?

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La novità dei sacchetti dell’ortofrutta a pagamento ha orientato le abitudini d’acquisto dei consumatori sulla scelta di alimenti confezionati, ma CODICI avverte, anche l’imballaggio si paga.

L’applicazione della normativa europea, che a partire da Gennaio scorso ha fatto sì che i sacchetti dell’ortofrutta siano diventati a pagamento (da 0,1 a 0,3 centesimi), ha influenzato sicuramente alcune abitudini d’acquisto da parte dei consumatori che si sono ritrovati a prediligere frutta e verdura confezionata in vaschette di plastica, polistirolo o cartoncino.

Naturalmente anche questi imballaggi sono a carico dei consumatori, sebbene il costo non venga percepito in maniera diretta, bensì sia inserito nel prezzo finale. Il prodotto confezionato risulta, a conti fatti, addirittura più caro.

Per quanto riguarda l’impatto ambientale, è evidente che l’ortofrutta in vaschette e coperta dal film plastico ha un peso notevole e comporta tempi di smaltimento più lunghi. La cosa migliore sarebbe non tanto quella di concentrarsi sui nuovi sacchetti biodegradabili, che da una recente parere del Consiglio di Stato sembra si potranno portare da casa, ma cercare di migliorare la sostenibilità e ridurre l’impatto ambientale di questi contenitori.

Considerando il problema della sostenibilità del packaging utilizzato per frutta e verdura, è nata la campagna social “Svesti la Frutta” (#svestilafrutta), lanciata dal portale greenMe.it. I promotori si sono chiesti: quanto abbia senso confezionare frutta e verdura, che già per natura grazie alla buccia hanno una loro protezione, e invitano a lottare in maniera attiva (e social) contro l’abuso degli imballaggi in plastica. L’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica, i produttori e le catene della grande distribuzione per favorire un’inversione di tendenza che rispetti l’ambiente e limiti gli sprechi, che Codici non può far altro che appoggiare.

 

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Consumatori

#Telemarketing e #Svuotacarrello ecco a cosa dovete fare attenzione

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Anche oggi(11 aprile 2018), con Salvo Sottile e @mimandarai3 abbiamo cercato di orientare i consumatori nel prestare più attenzione a quello che fanno.

➡️#telemarketing : ancora non è esecutiva la nuova legge che permette di inserire anche i numeri di cellulari nel registro delle opposizioni, ma ricordate che per i fissi questo è già possibile. Il link di riferimento è http://www.registrodelleopposizioni.it
Occhi aperti al nuovo ed aggressivo fenomeno del “trading on line” proposto attraverso la solita chiamata ingannevole.

➡️#svuotacarrello : prestare attenzione a quel che si compra significa non badare solo alle quantità ma anche al contenuto. Lo so è difficile, ma leggere le etichette ci insegna molto più di quello che pensiamo di sapere.
Per la spesa alimentare io mi orienterei al rapporto con un venditore di fiducia. Ma mettere subito in chiaro che se tradisci la mia fiducia, ti lascio e lo dico a quante più persone possibile.

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