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Consumatori

Imposta/canone Rai in bolletta energetica. Le ultime novita’

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Firenze, 9 Marzo 2016. La premessa (e promessa) del Governo all’indomani della legge di stabilità era che dal 2016 pagare il canone sarebbe diventato “più facile”.
In barba alle semplificazioni, la bozza di decreto ministeriale di cui oggi si ha notizia (1) disciplina addirittura il meccanismo di rimborso per i canoni pagati ingiustamente.
Ora, prevedere un meccanismo di rimborso dell’imposta/canone Rai per i versamenti non dovuti è concetto che cozza –e parecchio– con l’idea di “macchina perfetta” che dal 1 gennaio 2016 Rai, Agenzia delle Entrate e Governo ci propinano sul nuovo metodo di riscossione.
La “cura” che il Ministero dello sviluppo economico propone per le patologie del meccanismo, cioè per gli errori possibili di tutti i soggetti coinvolti – società elettriche, Acquirente Unico, Agenzia delle Entrate, Comuni- è il prelievo dalle tasche dei contribuenti per imposte che non sono tenuti a pagare.
E’ evidentemente questo il senso della norma sui rimborsi contenuta nella nuova bozza di decreto ministeriale sulla riscossione in bolletta dell’imposta/canone Rai: voi intanto pagate, prima o poi questi tributi vi verranno restituiti.
E’ legittimo? No!. Un prelievo fiscale su persone non soggette all’imposta, salvo restituzione, viola ogni principio di ragionevolezza, prima ancora che la legge e la Carta costituzionale.
Un provvedimento che –se adottato con questa formulazione– sarà decisamente impopolare e si trasformerà in un boomerang. Se ciò accadesse, daremo tutte le indicazioni ai contribuenti su come salvaguardare le proprie tasche.
Perchè, in barba alla pubblicità Rai su quanto è bello e facile pagare il canone in bolletta, in realtà  l’affare si complica e di molto:

previsione di rimborsi per i canoni pagati ma non dovuti, rimborsi le cui modalità di erogazione saranno previsti con altro, e nuovo provvedimento. Il gioco delle scatole cinesi, insomma;
in caso di pagamento parziale delle bollette, l’importo va a soddisfare prima le società elettriche e poi, solo in caso di ulteriore capienza, il canone. Ciò salvo comunicazione dal parte del contribuente (da fare con raccomandata con ricevuta di ritorno – euro 5,45) sulla corretta imputazione di pagamento;
sui cambi di gestore, le compagnie sono tenute a comunicare la variazione all’Agenzia delle Entrate entro un mese. Cosa accade allora se cambio gestore e i due danno comunicazione in tempi sfalsati? Meglio sarebbe che la comunicazione fosse simultanea alla variazione, si ridurrebbero i rischi di doppi pagamenti. Ma questo evidentemente è tema di scarso interesse per il Ministero.

La nuova bozza detta finalmente un termine per la “collezione dei dati” sulla composizione delle famiglie anagrafiche: il 31 maggio 2016, ma non scioglie il vero nodo. Tutto il meccanismo si regge infatti sui Comuni, unici detentori delle liste anagrafiche e quindi della composizione delle famiglie anagrafiche, ognuna delle quali, in possesso di un apparecchio tv, deve pagare l’imposta. I Comuni hanno gli strumenti per inviare i dati all’Agenzia delle Entrate entro il 31 maggio? Una settimana fa la stessa Agenzia delle Entrate, per voce di Paolo Savini  -Direttore gestione tributi, dubitava della fattibilità dell’operazione, definita “particolarmente complessa”. E’ cambiato qualcosa nel frattempo?
Per concludere. La nuova bozza aggiunge un dato utile: chi è tenuto al pagamento del canone ma non ha un’utenza elettrica intestata nella propria abitazione di residenza, dovrà pagare entro il 31 ottobre 2016, in un’unica soluzione, con un versamento effettuato utilizzando “appositi codici” istituiti dall’Agenzia delle Entrate.

(1)  http://tlc.aduc.it/notizia/imposta+canone+rai+ultima+bozza+nuova+riscossione_132245.php

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Consumatori

Trasporto ferroviario Lazio, firmato il protocollo per ridurre le controversie con gli utenti

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Questo è l’assessore ai trasporti della Regione Lazio Michele Civita . Oggi abbiamo firmato un accordo che prevede che in caso di problemi con le ferrovie regionali del Lazio i consumatori posso conciliare anziché litigare.

Non abbiamo risolto i problemi dei consumatori che subiscono ogni giorno disservizi abominevoli, ma abbiamo almeno iniziato qualcosa.

Ho chiesto a Michele Civita di farci capire cosa intende fare la regione sulla mobilità innovativa, visto che ormai il Lazio è una sola grande città di 6 milioni di abitanti e da alcuni punti si impiegano anche 3 ore per raggiungere il centro della capitale.

Insomma non chiediamo Hyperloop Transportation Technologies . Il Governo americano ha appena approvato la richiesta preparare gli scavi tra la 53esima strada di New York e Washington D.C., luoghi che nei progetti di Elon Musk possono essere raggiunti in 29 minuti di viaggio, divisi da 364 chilometri di rete stradale che attualmente si possono percorrere in circa 3 ore.

Il Lazio sembra essersi fermato ai tempi della #ciociara di Sofia Loren. Quando dalla provincia si arrivava a #roma a dorso del mulo o i più fortunati in bicicletta monomarcia (come mi raccontava mio nonno).

Alcuni land tedeschi hanno annunciato da pochi giorni che sperimenteranno il trasporto pubblico gratuito per combattere l’inquinamento urbano.

 

Il Lazio che farà? Visto che è una delle aree urbane più popolose d’europa?

Lo sapremo solo dopo il #4marzo !!!

Codici Associazione Consumatori Luigi Gabriele

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Consumatori

Bollette della luce come per l’acqua, da oggi pagheremo la corrente anche ai morosi e le aziende non potranno più fallire

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Codici: ecco l’ultima perla dell’Autorità per l’energia, la socializzazione integrale della morosità

“Quando ci sono da socializzare i profitti si chiamano in causa le aziende, quando invece si devono spalmare i debiti si chiama il consumatore – afferma Luigi Gabriele di Codici – l’ultima perla di questa Autorità per l’energia, la peggiore Autorità di tutti i tempi”.

Dopo il Canone Rai anche l’evasione delle bollette elettriche verrà spalmata su tutti i consumatori in bolletta, verrà qui inserita un’altra voce che costituirà il contributo che verrà pagato da tutte le famiglie per coprire i costi lasciati dai clienti morosi, quindi chi paga la bolletta elettrica, già salata a prescindere dal proprio consumo in seguito alla nuova riforma tariffaria, dovrà pagare anche per chi la evade.

Ovviamente questo provvedimento andrà a danneggiare i consumatori ed andrà invece a salvaguardare le aziende, queste morosità infatti hanno in passato portato al fallimento di alcune di esse del mercato libero.

Già esiste Il CMOR, e cioè il coefficiente per morosità delle utenze energia, cioè il corrispettivo eventualmente addebitato dal nuovo fornitore di energia al cliente finale, il quale abbia situazioni di morosità pregressa nei confronti del suo precedente fornitore di energia elettrica. A causa di un inadempimento contrattuale nei confronti del precedente, il cliente finale moroso diventa quindi debitore per il pagamento del corrispettivo CMOR nei confronti dell’attuale fornitore.
Ingiusto ma perlomeno rimaneva configurato tra moroso e nuovo fornitore.

Oggi si aggiunge l’integrale spalmatura a tutti gli utenti degli oneri non pagati dai morosi. Questo è drammatico, ma questa Autorità già lo ha reso operativo nel servizio idrico da un paio di anni, per questo in alcuni luoghi le bollette sono stratosferiche, oggi il problema è che lo stesso principio viene esteso all’elettricità.

Come sempre il bancomat d’Italia, il consumatore, subirà anche il rastrellamento delle morosità elettriche che ammonterebbero a 200 milioni di euro.

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Consumatori

Bollette. Cos’è la truffa del POD e come difendersi

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Il cosiddetto Point Of Delivery è il codice identificativo dell’utenza di energia elettrica di un singolo consumatore

 

La “truffa del POD” è solo uno degli inganni che purtroppo continuano ad affliggere il nostro paese, ma sta diventando giorno dopo giorno più rilevante. Una truffa che può venire attuata sia dal vivo che tramite telefono e che ha l’obiettivo di estorcere al consumatore informazioni preziose per intestargli (di nascosto) nuovi contratti più onerosi.

Iniziamo col dire che il POD, ovvero il Point Of Delivery, è un codice che identifica l’utenza di energia elettrica di ciascuno di noi: viene riportato all’interno della bolletta della luce e, purtroppo, conoscerlo spesso e volentieri è sufficiente per richiedere un cambio di contratto anche senza informare il diretto interessato.

La truffa del POD può avere luogo sia attraverso un operatore porta a porta che attraverso una semplice telefonata e si svolge bene o male nelle seguenti modalità: l’utente viene contattato da un soggetto che si qualifica come operatore della compagnia in questione e chiede per l’appunto di avere il codice POD, fingendo spesso e volentieri di averne bisogno per verificare inconvenienti immaginari o per applicare tariffe più convenienti.

Il primo modo per difendersi da questo tipo di truffa consiste ovviamente nel non comunicare il proprio POD e non consegnare vecchie bollette. La stessa richiesta di questo tipo di informazioni deve suonare come un vero e proprio campanello d’allarme, visto che il vostro fornitore di energia elettrica è sempre e comunque a conoscenza del vostro codice identificativo.

Un altro consiglio, in caso di contatto telefonico, è quello di non pronunciare la parola “sì”: è infatti possibile che venga letteralmente “tagliata” ed “incollata” ad arte per venire trasformata in un assenso a proposte contrattuali che in realtà non sono mai state sottoposte all’attenzione del contraente.

Se vi rendete conto di avere subito la truffa del POD, o se e ritenete di avere ricevuto una visita o una telefonata sospetta, contattate immediatamente sia il vostro fornitore di energia elettrica sia la Polizia. Questi raggiri vanno combattuti e da questo punto di vista noi di CODICI siamo da anni a disposizione, per fornire una consulenza ed aiutare i cittadini ad orientarsi in quella che purtroppo a volte sembra una giungla. Il nostro sportello legale è sempre aperto, quindi non abbiate timore di segnalarci eventuali comportamenti scorretti: il nostro numero di telefono è lo 065571996, mentre la nostra mail è segreteria.sportello@codici.org.

 

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