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Imposta/canone Rai per le partite Iva? E’ legittimo, anche se ingiusto. Ora aboliamolo!

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In merito alle lettere della Rai con cui si chiede il pagamento dell’imposta-canone TV anche alle partite Iva, è necessario fare un po’ di chiarezza dopo le imprecisioni uscite sulla stampa in questi giorni.
La normativa prevede che la Rai invii comunicazioni a tutti i non abbonati ogni anno. Se prima lo faceva solo nei confronti delle famiglie, violando la normativa, come sempre abbiamo denunciato, oggi ha cominciato a farlo anche nei confronti delle partite Iva. Il problema non sta nell’invio di queste lettere, ma semmai nel contenuto di queste lettere, che è generalmente fuorviante e minaccioso per indurre a pagare il canone anche quando non è dovuto.
Ebbene, il canone non è dovuto per la detenzione di PC, anche se connessi ad Internet ed utilizzati per guardare programmi tv in streaming. Il Governo ha finalmente chiarito nel 2012 che il canone è dovuto solo ed esclusivamente per apparecchi atti a ricevere il segnale digitale (apparecchi TV con decoder digitale etc.). Quindi, le imprese e i professionisti che non hanno televisori in grado di captare il segnale digitale non hanno alcun obbligo di pagamento, e possono ignorare tranquillamente le lettere della Rai che periodicamente arriveranno.
Il problema che invece vorremmo denunciare riguarda il doppio pagamento del canone per quelle partite Iva che hanno domicilio presso la propria abitazione. In breve, se c’e’ un televisore in casa, si è obbligati a pagare sia il canone ordinario (privato), sia quello speciale (per le partite Iva), anche se il televisore è in soggiorno ed utilizzato solo in ambito privato e familiare. L’unica possibilità di difesa è dimostrare che l’abitazione e l’ufficio sono funzionalmente e strutturalmente separati.
Questa è evidentemente un’ingiustizia se quel televisore non è in alcun modo utilizzato per la propria attività lavorativa, cosa quasi sempre vera.
Il sistema del canone Rai dovrebbe essere abolito. Se si ritiene che sia necessario affidare il servizio pubblico ad un soggetto pubblico, cosa che non condividiamo, lo si finanzi attraverso la fiscalità generale, basata sul principio della progressività della contribuzione.
Il sistema attuale di riscossione del canone, basato su una legge del Governo Mussolini del 1938, è barocco e dispendioso, oltre che ingiusto: milioni di lettere inviate ogni anno ai contribuenti, carrozzoni statali dedicati esclusivamente alla riscossione del canone, decine di incaricati Rai che vanno porta a porta per indurre le persone a pagare con metodi discutibili, contenziosi tributari continui, le disdette del canone ignorate dalla Rai, spot pubblicitari in TV, il pensionato con un solo televisore che paga quanto il benestante con svariati apparecchi in altrettante regge.
Abolire il canone è l’unica soluzione efficace per evitare di dover continuamente porre rimedio alle storture che questo sistema via via fa emergere. Ora che anche le partite Iva sono state colpite da cio’ che da sempre colpisce i consumatori e utenti, si uniscano a noi nel chiedere l’abolizione del canone Rai.
Nel frattempo, qui come disdire il canone Rai: http://tlc.aduc.it/rai/

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Trasporto ferroviario Lazio, firmato il protocollo per ridurre le controversie con gli utenti

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Questo è l’assessore ai trasporti della Regione Lazio Michele Civita . Oggi abbiamo firmato un accordo che prevede che in caso di problemi con le ferrovie regionali del Lazio i consumatori posso conciliare anziché litigare.

Non abbiamo risolto i problemi dei consumatori che subiscono ogni giorno disservizi abominevoli, ma abbiamo almeno iniziato qualcosa.

Ho chiesto a Michele Civita di farci capire cosa intende fare la regione sulla mobilità innovativa, visto che ormai il Lazio è una sola grande città di 6 milioni di abitanti e da alcuni punti si impiegano anche 3 ore per raggiungere il centro della capitale.

Insomma non chiediamo Hyperloop Transportation Technologies . Il Governo americano ha appena approvato la richiesta preparare gli scavi tra la 53esima strada di New York e Washington D.C., luoghi che nei progetti di Elon Musk possono essere raggiunti in 29 minuti di viaggio, divisi da 364 chilometri di rete stradale che attualmente si possono percorrere in circa 3 ore.

Il Lazio sembra essersi fermato ai tempi della #ciociara di Sofia Loren. Quando dalla provincia si arrivava a #roma a dorso del mulo o i più fortunati in bicicletta monomarcia (come mi raccontava mio nonno).

Alcuni land tedeschi hanno annunciato da pochi giorni che sperimenteranno il trasporto pubblico gratuito per combattere l’inquinamento urbano.

 

Il Lazio che farà? Visto che è una delle aree urbane più popolose d’europa?

Lo sapremo solo dopo il #4marzo !!!

Codici Associazione Consumatori Luigi Gabriele

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Consumatori

Bollette della luce come per l’acqua, da oggi pagheremo la corrente anche ai morosi e le aziende non potranno più fallire

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Codici: ecco l’ultima perla dell’Autorità per l’energia, la socializzazione integrale della morosità

“Quando ci sono da socializzare i profitti si chiamano in causa le aziende, quando invece si devono spalmare i debiti si chiama il consumatore – afferma Luigi Gabriele di Codici – l’ultima perla di questa Autorità per l’energia, la peggiore Autorità di tutti i tempi”.

Dopo il Canone Rai anche l’evasione delle bollette elettriche verrà spalmata su tutti i consumatori in bolletta, verrà qui inserita un’altra voce che costituirà il contributo che verrà pagato da tutte le famiglie per coprire i costi lasciati dai clienti morosi, quindi chi paga la bolletta elettrica, già salata a prescindere dal proprio consumo in seguito alla nuova riforma tariffaria, dovrà pagare anche per chi la evade.

Ovviamente questo provvedimento andrà a danneggiare i consumatori ed andrà invece a salvaguardare le aziende, queste morosità infatti hanno in passato portato al fallimento di alcune di esse del mercato libero.

Già esiste Il CMOR, e cioè il coefficiente per morosità delle utenze energia, cioè il corrispettivo eventualmente addebitato dal nuovo fornitore di energia al cliente finale, il quale abbia situazioni di morosità pregressa nei confronti del suo precedente fornitore di energia elettrica. A causa di un inadempimento contrattuale nei confronti del precedente, il cliente finale moroso diventa quindi debitore per il pagamento del corrispettivo CMOR nei confronti dell’attuale fornitore.
Ingiusto ma perlomeno rimaneva configurato tra moroso e nuovo fornitore.

Oggi si aggiunge l’integrale spalmatura a tutti gli utenti degli oneri non pagati dai morosi. Questo è drammatico, ma questa Autorità già lo ha reso operativo nel servizio idrico da un paio di anni, per questo in alcuni luoghi le bollette sono stratosferiche, oggi il problema è che lo stesso principio viene esteso all’elettricità.

Come sempre il bancomat d’Italia, il consumatore, subirà anche il rastrellamento delle morosità elettriche che ammonterebbero a 200 milioni di euro.

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Consumatori

Bollette. Cos’è la truffa del POD e come difendersi

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Il cosiddetto Point Of Delivery è il codice identificativo dell’utenza di energia elettrica di un singolo consumatore

 

La “truffa del POD” è solo uno degli inganni che purtroppo continuano ad affliggere il nostro paese, ma sta diventando giorno dopo giorno più rilevante. Una truffa che può venire attuata sia dal vivo che tramite telefono e che ha l’obiettivo di estorcere al consumatore informazioni preziose per intestargli (di nascosto) nuovi contratti più onerosi.

Iniziamo col dire che il POD, ovvero il Point Of Delivery, è un codice che identifica l’utenza di energia elettrica di ciascuno di noi: viene riportato all’interno della bolletta della luce e, purtroppo, conoscerlo spesso e volentieri è sufficiente per richiedere un cambio di contratto anche senza informare il diretto interessato.

La truffa del POD può avere luogo sia attraverso un operatore porta a porta che attraverso una semplice telefonata e si svolge bene o male nelle seguenti modalità: l’utente viene contattato da un soggetto che si qualifica come operatore della compagnia in questione e chiede per l’appunto di avere il codice POD, fingendo spesso e volentieri di averne bisogno per verificare inconvenienti immaginari o per applicare tariffe più convenienti.

Il primo modo per difendersi da questo tipo di truffa consiste ovviamente nel non comunicare il proprio POD e non consegnare vecchie bollette. La stessa richiesta di questo tipo di informazioni deve suonare come un vero e proprio campanello d’allarme, visto che il vostro fornitore di energia elettrica è sempre e comunque a conoscenza del vostro codice identificativo.

Un altro consiglio, in caso di contatto telefonico, è quello di non pronunciare la parola “sì”: è infatti possibile che venga letteralmente “tagliata” ed “incollata” ad arte per venire trasformata in un assenso a proposte contrattuali che in realtà non sono mai state sottoposte all’attenzione del contraente.

Se vi rendete conto di avere subito la truffa del POD, o se e ritenete di avere ricevuto una visita o una telefonata sospetta, contattate immediatamente sia il vostro fornitore di energia elettrica sia la Polizia. Questi raggiri vanno combattuti e da questo punto di vista noi di CODICI siamo da anni a disposizione, per fornire una consulenza ed aiutare i cittadini ad orientarsi in quella che purtroppo a volte sembra una giungla. Il nostro sportello legale è sempre aperto, quindi non abbiate timore di segnalarci eventuali comportamenti scorretti: il nostro numero di telefono è lo 065571996, mentre la nostra mail è segreteria.sportello@codici.org.

 

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