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Imprenditori in crisi, la storia di Maria: “Equitalia violenta”

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Un fallimento personale, psicologico, prima che aziendale. Così Maria, imprenditrice quarantenne, descrive quello che le è successo. Racconta di essere arrivata a pensare al suicidio, con la consapevolezza di non risolvere niente in tal modo. Il fatto è, racconta, che “quando nessuna Istituzione, nessun legale riesce ad aiutarti o a darti delle risposte, ti senti assolutamente nulla”.

Maria racconta la sua disperazione a Spazioconsumatori.tv, nel servizio “Imprenditori in crisi, la storia di Maria: Equitalia violenta”: la ragazza, da sempre impegnata nel settore del turismo, nel 2003 decide di aprire un’agenzia di viaggi, ma la crisi è sopraggiunta nel peggiore di modi possibili. Nel 2007 iniziano i veri e propri problemi economici,  nei primi mesi del 2008 l’azienda è costretta a chiudere, perché  diviene impossibile pagare qualsiasi cosa, dalle utenze ai contributi, alle tasse, all’Irpef, all’Inps.

Da quel momento Maria ha provato a ricostruirsi una vita e fortunatamente  ha trovato un nuovo lavoro. Poi un mese fa ha fatto la sua comparsa Equitalia. Al titolare dell’ufficio presso il quale lavora attualmente la nostra intervistata, è arrivata una lettera da parte di Equitalia che chiedeva se Maria vantasse dei crediti verso l’azienda, di modo che i debiti nei confronti di Equitalia venissero prelevati immediatamente dall’accumulo del Tfr e dallo stipendio.

Prima di questa lettera Maria non aveva mai ricevuto alcuna comunicazione da parte di Equitalia. Solo così, improvvisamente, ha scoperto di avere un debito di circa 5.300 euro. Ha scelto di dilazionare la somma, ma così facendo il debito è lievitato  fino ad 8.000 euro da pagare in 48 mesi. Insomma, in quattro anni si accumulano quasi 3.000 di interessi. La cosa più inaccettabile, per Maria, è la violenza delle lettere denigratorie inviate dall’agenzia di riscossione, che gettano le persone in uno stato di vergogna fin troppo intensa. Come anche gli interessi altissimi che, racconta l’intervistata, che si avvicinano molto a quelli usurai.

Oggi sono molti i cittadini che si sentono sollevati per la chiusura di Equitalia: l’agenzia ha infatti chiesto ai Sindaci di non inviare più ruoli a partire da oggi, 20 maggio 2013. Dal 1° luglio, infatti, la legge prevede che Equitalia «cessi le attività» di riscossione per gli enti locali. Ma i Comuni, ricorda il Codici interverranno solo per sanzioni a livello, appunto, comunale, come le multe e alcune tasse specifiche, come l’Imu. Tutto il resto rimane nelle mani di Equitalia e della Agenzia delle Entrate.

“Quello che è importante garantire ai cittadini – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – è che il passaggio di consegne deve avvenire attraverso il rispetto delle procedure e dei termini di decadenza. Niente trucchi da parte del Governo. In questo periodo di transito il cittadino non deve essere vessato  a causa di eventuali errori della Pubblica Amministrazione”.

Per vedere il servizio completo “Imprenditori in crisi, la storia di Maria: Equitalia violenta”è possibile consultare il sito www.spazioconsumatori.tv oppure cliccare il seguente link.

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MUTUI PRIMA CASA- Appello ADICONSUM al Governo: rifinanziare presto

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Appello di Adiconsum al Ministro dell’Economia, Giovanni Tria:
rifinanziare al più presto il Fondo Consap per l’acquisto della prima casa.
Nessun onere a carico dello Stato per il rifinanziamento

15 gennaio 2019 – Sulla nostra pagina facebook continuano ad arrivare numerose richieste di consumatori in merito al rifinanziamento del Fondo Consap per l’acquisto della prima casa, lamentando anche il fatto che, a dispetto delle esigue risorse rimaste ma comunque ancora presenti, alcuni istituti di credito stanno declinando le domande di accensione dei mutui con questa modalità già da alcuni mesi – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale.

Lo scorso novembre – prosegue Danilo Galvagni, Vice Presidente di Adiconsum –  ci eravamo attivati lanciando l’allarme sull’imminente esaurimento delle risorse del Fondo Consap, inviando una lettera al Ministro, Giovanni Tria, chiedendo, oltre  ad un intervento urgente di rifinanziamento, anche l’apertura di un Tavolo con tutti gli stakeholder, comprese le Associazioni Consumatori, per omogeneizzare le regole e aumentare le opportunità. Questa lettera, purtroppo, al momento è ancora disattesa.

Il Fondo di garanzia Consap – continua Galvagni – ha svolto in questi anni un duplice ruolo: di tutela sociale, da un lato, permettendo l’accesso al credito anche a quelle persone prive di determinati requisiti (si pensi in primis al lavoratore con contratto di lavoro atipico) e di volano nel settore dell’edilizia, dall’altro.

Rivolgiamo, quindi, un appello al Ministro dell’Economia Tria – conclude De Masi – affinché intervenga al più presto per rifinanziare il Fondo, considerato che tale operazione non richiede alcun onere a carico dello Stato.

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Guerra TAXI vs NNC, secondo l’antitrust va liberalizzato il settore

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è stata sentita in audizione informale dinnanzi alla IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni) della Camera dei Deputati in merito al disegno di legge di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2018, n. 143 “Disposizioni urgenti in materia di autoservizi pubblici non di linea”. 
Nel corso dell’audizione è stato evidenziato come nel settore della mobilità non di linea si sia sviluppata nei tempi più recenti una domanda molto estesa e diversificata di servizi che tende a non distinguere più tra attività soggette a obblighi di servizio pubblico (taxi) e attività di mercato (NCC) e che, legata ad un concetto di mobilità urbana di tipo intermodale di servizi, fa ampio ricorso ai nuovi strumenti resi possibili dall’innovazione tecnologica.

In questo quadro, qualunque riforma organica della disciplina di settore dovrebbe avere quale obiettivo ultimo il pieno soddisfacimento delle nuove esigenze dei consumatori, affinché gli stessi possano trarre pieno beneficio dalle innovazioni tecnologiche e dai mutamenti intervenuti nelle modalità di offerta dei servizi.

A tale riguardo, l’Autorità ha posto in luce come le modifiche introdotte dal Decreto in via di conversione non appaiano andare nella direzione auspicata. Il mantenimento infatti di vincoli nelle modalità di prenotazione dei servizi e delle restrizioni territoriali all’offerta di servizi NCC, unitamente all’inutilizzabilità delle piattaforme tecnologiche e alla moratoria nel rilascio di nuove autorizzazioni, tenderà a rendere sempre più difficile l’incontro della domanda e dell’offerta, con l’effetto di deprimere il benessere dei consumatori finali in termini di minore ampiezza e qualità dei servizi offerti e di prezzi più elevati.

        Sulla base di tali considerazioni, l’Autorità ha ribadito il proprio favore a un disegno di riforma complessiva della normativa del settore della mobilità non di linea secondo le linee avanzate nelle sue numerose segnalazioni in senso pro-concorrenziale e nel rispetto rigoroso del principio di proporzionalità.

Nelle more di tale processo di riforma, l’Autorità ha sottolineato la necessità di procedere, in sede di conversione, a modificare quelle parti del Decreto idonee a mantenere o addirittura a rafforzare ingiustificate restrizioni concorrenziali nel settore della mobilità non di linea.

In particolare, l’Autorità ha suggerito di: i) eliminare ogni limitazione alle modalità di prenotazione del servizio di NCC; ii) abrogare le norme della legge n. 21/92 che di fatto determinano restrizioni territoriali all’operatività delle imprese NCC; iii) abrogare la norma che introduce una moratoria al rilascio di nuove autorizzazione NCC sino alla realizzazione del registro nazionale.

Roma, 16 gennaio 2019

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CONSOB: verso la nomina di Marcello Minenna. OK dei consumatori

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16 gennaio 2019 – Esprimiamo soddisfazione per le dichiarazioni dei leaders di maggioranza di voler procedere alla copertura della presidenza della Consob, già dal prossimo Consiglio dei Ministri, indicando nella persona di Marcello Minenna, il candidato da nominare.

Consideriamo il prof. Minenna, la sua storia personale e la sua indipendenza dalla politica e dai poteri finanziari, una figura di garanzia per i risparmiatori e per i cittadini tutti, al fine di contrastare le distorsioni e le problematiche che si sono determinate, spesso causate dal potere delle elite finanziarie. 

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