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Salute

In gita con preservativo, studente rimane a casa. Genitori protestano

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Firenze, 4 aprile 2016. La notizia e’ quella di un ragazzo di 12 anni che, siccome alla gita scolastica dell’anno scorso fu trovato in possesso di un preservativo, quest’anno non gli e’ stato consentito di partecipare alla gita per l’anno scolastico in corso. I genitori si sono molo arrabbiati ed hanno anche avviato un’iniziativa giudiziaria perche’ sarebbe stata lesa l’incolumità e la serenità psichica del minore di cui si sono certificati stati d’ansia.  (1)
La notizia e’ di per se’ autosufficiente a far fare riflessioni a chiunque la legga e non faccia parte dei sessuofobi violenti e arroganti che continuano a non inserire nelle materie scolastiche anche l’educazione e  l’informazione sessuale.
Ci viene in mente un trafiletto che abbiamo letto l’altro giorno (purtroppo non ricordo bene dove) in cui un bambino ricco dice a un bambino povero: sai, la cicogna ha portato alla mamma un fratellino; e il bambino povero replica: la mia mamma e’ tanto povera che non si puo’ permettere la cicogna, per cui ha fatto tutto da sola. Una bella fotografia del mondo che ci circonda e che si aggiunge ai dati diffusi l’altro giorno sul fatto che solo il 26% delle ragazzine e il 17% dei ragazzi a scuola si sentono di amare la stessa, mentre lo stress da frequenza scolastica e’ tra il 70 e il 50% (2).
E’ la nostra scuola. Con le punte di questi talebani che in questa scuola della provincia di Catanzaro hanno fatto concorrenza alla filosofia di vita dei talebani, ma con la media dei dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanita’ (OMS) che abbiamo teste’ riportato dal suo quadriennale rapporto sulla salute e il benessere degli adolescenti (fascia 11-15 anni) con cui ha fotografato lo stato dei ragazzini europei.
Noi lo scriviamo, diffondiamo ulteriormente questi dati che, per il momento erano relegati ad una cronaca locale di un quotidiano della Calabria. Lo facciano sperando ed auspicando che i nostri legislatori in materia, oltre ad occuparsi (a ragion veduta) dei precari e dei bidelli delle scuole, portandoli all’esasperazione di scioperi selvaggi di cui ti accorgi solo la mattina quando accompagni il ragazzino a scuola… si rendano conto che continuare ad affidare l’informazione sessuale solo alla pornografia e alle culture piu’ o meno del peccato, fa male a loro, ai loro figli e a tutta la nostra comunita’. Anche in senso economico. Non si e’ piu’ sereni quando la propria sessualita’ (anche e soprattutto quella infantile) e’ appagata e razionale? E serenita’ significa migliori rapporti tra gli umani con se stessi, con la natura e con la societa’.
Non e’ un caso che a quelli che si immolano in virtu’ di un loro ideale religioso di vita -ammazzando chiunque loro reputano di dover odiare perche’ diverso- viene promesso che una volta morti troveranno una cinquantina di vergini per soddisfarli nel loro paradiso. Siamo estremisti? Bah! Noi crediamo che siano dei delinquenti umani quelli che hanno vietato la gita al ragazzino calabrese, al pari di quelli che mandano altrettanti ragazzini, e non solo, pieni di bombe per affermare la supremazia del loro credo.

(1) http://www.aduc.it/notizia/alunno+12enne+escluso+dalla+gita+profilattico_132341.php
(2) http://www.corriere.it/scuola/medie/16_marzo_29/gli-studenti-italiani-piu-stressati-banchi-scuola-50cd2584-f592-11e5-a42a-1086cb13ad60.shtml

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Salute

Prezzi farmaci antitumorali ridotti all’80%, Antitrust accerta l’ottemperanza di Aspen

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Con un provvedimento del 13 giugno 2018, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha chiuso il procedimento avviato nei confronti della società Aspen (appartenente ad un gruppo sudafricano) per verificare l’ottemperanza al precedente provvedimento del 29 settembre 2016.

A seguito dell’intervento dell’Autorità i prezzi di alcuni farmaci antitumorali distribuiti in Italia da Aspen sono stati ridotti da un minimo del 29% ad un massimo dell’82%. La vicenda origina dalla decisione dell’Autorità del 29 settembre 2016 di condannare alcune imprese del Gruppo Aspen (Aspen Pharma Trading Ltd., Aspen Italia s.r.l., Aspen Pharma Ireland Ltd., Aspen Pharmacare Holdings Ltd.) per un abuso di posizione dominante consistente nell’imposizione di prezzi eccessivamente onerosi, ottenuti tramite una pressione negoziale indebita nei confronti del regolatore farmaceutico AIFA in relazione ai seguenti farmaci antitumorali: Leukeran (2 mg – 25 compresse), Alkeran (50 mg/10 mg polvere e solvente per soluzione iniettabile – 1 flacone), Alkeran (2 mg – 25 compresse), Purinethol (50 mg – 25 compresse), Tioguanina (40 mg – 25 compresse). Il Gruppo Aspen in quell’occasione è stato anche sanzionato per circa 5 milioni di euro. Subito dopo la decisione dell’Autorità italiana anche la Commissione Europea ha avviato un caso identico (ancora in corso) nei confronti del gruppo Aspen, relativamente alle condotte attuate negli altri 27 paesi dell’Unione Europea.

Nel corso del procedimento di ottemperanza, e a esito di una lunga fase negoziale avviata a seguito del provvedimento del settembre 2016, nel mese di aprile 2018 Aspen e AIFA hanno raggiunto un nuovo accordo finalizzato alla definizione dei prezzi dei farmaci antitumorali. Preso atto che si tratta di prezzi definiti sulla base della regolazione vigente e che l’applicazione di tali prezzi avrà efficacia retroattiva a partire dalla data in cui è stata accertata la natura abusiva dei vecchi prezzi (29 settembre 2016), l’Autorità ha quindi deciso di chiudere il procedimento e accertare l’ottemperanza del gruppo Aspen alla sua decisione.

Roma, 5 luglio 2018

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Salute

Slime cancerogeni Basta rischi per i bambini. MDC presenta un esposto in Procura

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Il 13 giugno sul sito del Ministero della salute è stato pubblicato un comunicato  – ripreso dai principali organi di stampa nazionali – con cui è stato disposto il ritiro dal commercio del giocattolo “Slime“ del marchio Every srl,  prodotto in Cina, in quanto pericoloso per la salute dei bambini, ed a rischio  “chimico/cancerogeno.

Di tale prodotto, già con  nota dello stesso Ministero della Salute,  Prot. 0015058 del 21/05/2018,  era stata vietata la vendita a durata illimitata:  ciononostante,  alcuni barattoli sarebbero stati comunque venduti.

Lo slime, letteralmente melma, è un gioco per bambini che se maneggiato a lungo, potrebbe sprigionare  sostanze pericolose capaci di provocare allergie e problemi alle vie respiratorie.

 

Dai test effettuati presso un laboratorio certificato MTC INTERCERT, su richiesta dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli-Ufficio delle Dogane Milano 3, infatti, è stata rilevata la presenza di Boro e Cromo VI superiore ai limiti previsti dalla UNI EN 71-3 Cat.

Già l’ANSES francese aveva messo in allarme i consumatori spiegando che per rendere l’impasto più morbido, spesso si aggiunge allo slime un sostanza tossica, il più delle volte acido borico o suoi derivati, e che la manipolazione regolare da parte dei bambini può comportare  rischi “per la fertilità e lo sviluppo embrio-fetale”.

 

<<È l’ennesimo caso di giochi pericolosi per bambini messi in commercio senza cautele ed i doverosi controlli preventivi>> ha dichiarato il Presidente Nazionale del Movimento Difesa del Cittadino Francesco Luongo.

 

L’associazione di consumatori attiva da anni su giochi e tutela dei minori, ricorda lotti ritirati dal Ministero  riguardano tre diversi prodotti: Barrel-O-Slime, Every Noise, Putty e riportano in etichetta  i seguenti codici a barre:

  • Codice a barre 94199019090 07 (codice AZ900);
  • Codice a barre 94199019090 14(codice AZ901);
  • Codice a barre 9419901 9900 05 (codice AZ900P);
  • Codice a barre 94199019090 21 (codice AZ902)

Come si evince dai dati riportati l’uso, sprigionando sostanze tossiche, può comportare gravi danni fino al rischio di sviluppare patologie cancerogene.

In ragione della gravità dei fatti e dell’importanza del bene tutelato, nonché della categoria di soggetti coinvolti dalla messa in commercio e dal conseguente uso di tali prodotti,  il Movimento Difesa del Cittadino, attraverso l’Avv. Irene Coppola,  ha presentato un esposto presso la Procura della Repubblica di Roma chiedendo ai magistrati di avviare le opportune indagini e di valutare la sussistenza di ipotesi delittuose riconducibili  ai reati di immissione nel mercato di prodotti pericolosi.

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Salute

Consumatori a favore della legalizzazione della cannabis. Prepareremo un testo di legge

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Luigi Gabriele: “Lavoreremo a un testo di legge per la legalizzazione integrale ”

In seguito al parere del Consiglio Superiore della Sanità, che ha dichiarato come, per un principio di precauzione e tutela dei consumatori, la vendita di cannabis light debba essere vietata in Italia, ora la decisione di rendere illegale l’erba light spetta al Ministero della Salute.
“Dopo quest’ennesima dichiarazione dei burocrati, che si opposero già al commercio delle sigarette elettroniche nella precedente legislatura, adesso c’è l’intenzione seria di distruggere le nuove attività sorte in questi mesi sull’erba light – ha dichiarato il Responsabile Affari istituzionali di CODICI Luigi Gabriele – non curandosi delle centinaia di migliaia di posti di lavoro che metteranno a repentaglio con un tratto di penna. Per colpa di questa lentezza dell’organizzazione dello Stato sul tema– conclude il Responsabile Affari istituzionali di CODICI –  oggi gli italiani sono costretti a rivolgersi a mercati criminali, per l’utilizzo di tali sostanze con gravissimi danni per la loro salute”.
Se la questione venisse disciplinata si potrebbe riportare l’ordine pubblico nelle piazze, dove avviene lo spaccio; inoltre, una disciplina in materia potrebbe tutelare la salute dei consumatori.
L’utilizzo di cannabis è una tematica che non riguarda solo i giovanissimi, ma è un’abitudine comune tra gli adolescenti, come fra le persone adulte.
Il limite di Thc previsto dalla legge (0,2-0,6%) viene definito nel parere del Consiglio Superiore di Sanità «non trascurabile», nonostante il legislatore abbia posto dei limiti, basandosi su altrettanti pareri di istituti come il CSS. Pertanto ci chiediamo come mai ad oggi il CSS definisca pericoloso l’utilizzo di cannabis light in tali concentrazioni.
Appare aberrante il concetto secondo il quale gli effetti psicotropi possono comunque prodursi, magari aumentando le dosi. Altra nota criticabile è quella riguardante proprio la diffusione del consumo: secondo il CSS l’utilizzo «al di fuori di ogni possibilità di monitoraggio e controllo della quantità effettivamente assunta e quindi degli effetti psicotropi che possa produrre» deve essere impedito. Tale affermazione applicata a qualsiasi prodotto ne potrebbe conseguire il ritiro dal mercato, perciò viene ritenuta dall’Associazione CODICI opinabile.
“Come Associazione a difesa dei Consumatori  – ha concluso Luigi Gabriele – seguiamo da vicino questo dibattito e intercettiamo i nuovi trend, pertanto ci occuperemo di redigere un testo di legge che sia equo, corretto, a tutela dei cittadini tutti e abbia finalmente il coraggio di affrontare, anche in Italia, un tema che a livello mondiale sta andando nella direzione della piena legalizzazione, visti i benefici sul piano dell’ordine pubblico, del mercato e soprattutto per la salute dei consumatori”.

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