Mentre il Premier Matteo Renzi accelera nelle ultime ore sulle unioni civili, l’Avvocatura di Stato, per conto del Governo e del Ministero dell’Interno, si muove in direzione del tutto opposta, depositando appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar Lazio che, accogliendo il ricorso del Codacons, bocciava la circolare dal Ministro Alfano contro la trascrizione delle nozze gay contratte all’estero. Lo denuncia il Codacons, rendendo pubblico il testo del ricorso presentato dall’Avvocatura.

“Sulle unioni civili il Governo è schizofrenico – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Fa dichiarazioni in cui annuncia la ferrea volontà di giungere a breve ad una legge, ma poi coi fatti si smentisce, intervenendo in giudizio contro la sentenza del Tar che ha stabilito che la cancellazione dei matrimoni gay trascritti nel Registro degli atti di matrimonio è prerogativa esclusiva dell’Autorità giudiziaria”.

Ad apparire gravi sono anche le affermazioni contenute nel ricorso d’appello presentato dall’Avvocatura di Stato per conto del Governo e del Ministero dell’Interno laddove, con riferimento alla sussistenza del requisito del periculum,  l’Avvocatura rileva che l’interesse pubblico all’unitarietà dell’ordinamento e all’esercizio della funzione dello stato civile in maniera uniforme a livello nazionale, rischierebbe di essere compromesso ove “fosse consentita l’introduzione surrettizia di una tipologia di matrimonio al momento non prevista dall’ordinamento”, con grave nocumento alla certezza del diritto e delle posizioni giuridiche soggettive nei rapporti tra privati ed Amministrazioni pubbliche.

Il Consiglio di Stato (sez. III, Pres. Romeo, Rel. Deodato) deciderà il prossimo 16 luglio sull’appello presentato dal Ministero e dai Prefetti delle Province di Roma, Napoli, Pesaro Urbino, Milano, Udine; il Codacons anche in questo caso è intervenuto in giudizio chiedendo di rigettare le assurde richieste dell’Avvocatura.