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Inceneritori e nuovo decreto. Brutti, sporchi e cattivi?

Analisi dello schema di DPCM sugli inceneritori da costruire in Italia

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Di Marco Campagna

Da qualche tempo è stato reso pubblico lo schema di DPCM per la stima della necessità di capacità nazionale di trattamento dei rifiuti tramite incenerimento. Alcuni ne avranno sentito parlare, perché alcune regioni si sono dette contrarie a quanto previsto riguardo alla costruzione di nuovi inceneritori.

Una piccola nota: si parla di inceneritori, perché è giustamente quella la loro funzione primaria (cioè il trattamento di rifiuti) ma va tenuto a mente che ogni tonnellata di rifiuto incenerito produce anche energia elettrica, che, ad esempio, mi sta dando la possibilità di scrivere questo articolo.

Seconda piccola nota: nel seguito, quando parlerò genericamente di rifiuti, mi riferirò sempre e soltanto ai rifiuti solidi urbani (RSU). Il decreto infatti considera soltanto la necessità di incenerimento per questa tipologia di rifiuti. Quindi non si parla né di rifiuti speciali (da lavorazioni industriali, da demolizioni, ecc.) né di rifiuti sanitari.

Detto questo, mi piacerebbe spiegare in maniera sintetica quello che prevede il DPCM, che viene predisposto ai sensi del decreto Sblocca Italia. Quest’ultimo prevede che, al fine di accelerare il raggiungimento degli obiettivi europei di gestione integrata dei rifiuti e per superare le conseguenti procedure infrazione della Comunità Europea, il calcolo della capacità complessiva di incenerimento e l’individuazione degli impianti necessari possa essere fatta a livello nazionale, tenendo adeguatamente conto della pianificazione regionale. Tradotto, significa che visti i forti ritardi delle Regioni per ridurre lo smaltimento in discarica e per implementare un’adeguata gestione dei rifiuti in linea con le direttive europee, allora ci pensa lo Stato.

Il decreto è piuttosto chiaro e lineare, ed inizialmente presenta tutte le condizioni che sono state fissate per la stima del fabbisogno futuro di capacità di incenerimento, di cui riporto le principali, tralasciandone alcune un po’ più tecniche:

  1. La produzione di rifiuti in ogni regione rimane stabile pari a quella del 2013;
  2. La Raccolta Differenziata (RD) raggiunge il 65% (obiettivo europeo);
  3. Nessuna esportazione oltre i confini nazionali;
  4. La quantità di rifiuti urbani inceneriti senza pretrattamento sarà stabile e pari a quella del 2013;
  5. Efficienza massima degli impianti di pretrattamento TMB. Gli impianti TMB servono a produrre, partendo dai rifiuti indifferenziati, la frazione secca (FS) ed il combustibile solido secondario (CSS) che viene poi inviato ad incenerimento o ad impianti produttivi come cementifici o centrali termoelettriche; un’efficienza del 65% significa che da 100 ton di rifiuti si possono produrre 65 ton di FS e CSS. Le restanti 35 ton costituiranno una frazione umida utilizzata altrove.
  6. La quantità di FS e CSS prodotto negli impianti TMB che viene inviata ad impianti produttivi come cementifici e centrali elettriche sarà stabile e pari al 2013;
  7. Avviamento ad incenerimento di un 10% di scarto dalla raccolta differenziata.

Fatte queste (e qualche altra) ipotesi, nel DPCM si passa al calcolo del fabbisogno di capacità di incenerimento, seguendo i passi riportati nel seguente schema:schema

Analizzando nel loro insieme le suddette condizioni che stanno alla base della stima, si nota che:

  • La produzione totale di rifiuti rimane costante;
  • La raccolta differenziata aumenta;
  • L’incenerimento aumenta;

di conseguenza diminuirà lo smaltimento in discarica, che è il motivo per cui l’Italia è sottoposta a procedura di infrazione (e ne rischia altre).

La direttiva europea sullo smaltimento dei rifiuti indica infatti che la discarica è l’ultima delle metodologie di smaltimento, alla quale vanno preferite tutte le altre, ovvero, in ordine di priorità: riduzione della produzione di rifiuti, recupero di materia (riciclaggio), recupero di energia (incenerimento).

 

Si può individuare qualche critica allo schema di DPCM:

 

  • Riguardo alla condizione 6, la quantità di FS e CSS inviata ad impianti produttivi potrebbe invece aumentare fortemente, visto che l’Italia è tra gli ultimi paesi in Europa riguardo all’utilizzo di CSS negli impianti produttivi. Inoltre, recentemente la normativa a riguardo è stata migliorata per agevolare questo tipo di utilizzi in impianti come cementifici o centrali termoelettriche (la c.d. normativa End of Waste). Pertanto, se aumentasse l’utilizzo di CSS ed FS all’interno degli impianti produttivi, di conseguenza diminuirebbe la necessità di nuova capacità di incenerimento.
  • Si parla di pretrattamento dei rifiuti in impianti TMB, ma non si pone affatto il problema dell’esistenza, nelle varie regioni, di questi impianti. In molte regioni gli impianti TMB sono totalmente inesistenti o insufficienti, pertanto, una pianificazione di nuova capacità di incenerimento dovrebbe necessariamente andare di pari passo con la pianificazione di nuova capacità di pretrattamento in impianti TMB.
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Black Friday, Adiconsum-Avverte come acquistare in sicurezza: ecco le 10 regole da rispettare

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Sempre più italiani si stanno preparando per l’evento di e-commerce (e non solo) più atteso: il Black Friday. Nonostante si tratti di una “tradizione” americana che ricorre il giorno successivo alla festa del Ringraziamento, la febbre degli sconti concentrati in un solo periodo ha finito per conquistare tutto il mondo e, di conseguenza, anche l’Italia. Lo scorso anno, durante la settimana del Black Friday, sono stati ordinati 2 milioni di prodotti sulla piattaforma Amazon.it contro gli 1,1 milioni del 2016. Un incremento percepito anche dal sito Trovaprezzi.it che ha registrato un aumento di ricerche del +20% rispetto al 2016.

Le tre categorie più convenienti del 2017 sono state: giochi ps4, smartwatch e scarpe da corsa (idealo.it).

I dati di Eurostat e di Ecommerce Europe, l’associazione che rappresenta più di 75.000 compagnie che vendono beni e servizi online sul territorio europeo confermano che il 2017 è stato un anno d’oro per il commercio online. Il 68% degli utenti internet europei ha compiuto acquisti online durante il 2017 e la maggior parte delle persone che hanno fatto acquisti sul web, in un periodo di riferimento di 3 mesi, hanno pagato tra i 100 e i 500 euro.

I compratori più accaniti appartengono alla fascia di età compresa tra i 25 e i 54 anni mentre le categorie più ricercate durante gli acquisti sono abbigliamento e hi-tech.

Se, da una parte, Black Friday e Cybermonday rappresentano uno strumento utilissimo per acquistare ciò che serve a poco prezzo, dall’altra c’è sempre il rischio di compiere acquisti avventati o, ancora peggio, di ritrovarsi con articoli contraffatti e pericolosi.

Per aiutare i consumatori, Adiconsum e Centro Europeo Consumatori Italia propongono una Campagna informativa per agevolare i clienti e sensibilizzarli sui diritti che si applicano agli acquisti online.

 

IL DECALOGO ADICONSUM

 

Acquistare on line beni contraffatti è un rischio per la tua sicurezza, per la tua salute e per il tuo portafoglio… quindi non farlo!

Per non cadere in truffe, prima di ogni acquisto controlla:

1) Verifica l’identità del venditore

2) Leggi le recensioni di altri acquirenti

3) Controlla se il sito gode di un marchio di fiducia

4) Valuta la presentazione generale del sito

5) Prendi visione dei tuoi diritti sul sito del venditore

6) Osserva bene le foto del prodotto

7) Occhio al prezzo!

8) Controlla sul sito ufficiale del brand la lista dei venditori autorizzati

9) Scegli un mezzo di pagamento sicuro

10) Presta attenzione ai prodotti ricondizionati

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Contatori del gas, U.Di.Con.: ”Presunta truffa per i consumatori, attendiamo la risposta dell’AGCM”

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Roma, 07/11/2018 – “Ciò che è emerso nel servizio andato in onda ieri sera nella trasmissione Le Iene è quanto mai grave e ci mettiamo fin da subito a disposizione degli utenti che volessero segnalarci disfunzioni al loro contatore – scrive in una nota il Presidente Nazionale dell’U.Di.Con. Denis Nesci – stando al servizio di ieri, che fornisce delle prove lampanti rispetto a quello andato in onda qualche giorno prima, alcuni dei nuovi contatori elettronici installati in questi mesi, presenterebbero dei “piccoli problemi” nella rilevazione del passaggio del gas che, stranamente, risulterebbe presente nonostante l’interruzione dello stesso. Un malfunzionamento che automaticamente rischierebbe di far registrare un consumo eccessivo, facendo di fatto lievitare le bollette delle utenze domestiche, il tutto a svantaggio dei consumatori che, la maggior parte delle volte, ignari dell’anomalia, si limiterebbero a comunicare i numeri presenti sul display”.

I nuovi contatori elettronici del gas, installati dai tecnici a partire dallo scorso anno avrebbero dovuto rendere la vita più facile agli utenti, presentando dei vantaggi, tra cui la possibilità di telecontrollo da remoto e quella di realizzare una misurazione più precisa. In questi ultimi giorni si sta apprendendo invece di un malfunzionamento nella misurazione, ma ancora non è possibile capire se è un problema che riguarda tutti i contatori o solo alcuni.

“Sinceramente ci auguriamo che si tratti solo di un difetto di alcuni contatori e che effettivamente non si tratti dell’ennesima truffa a danno dei consumatori anche se, ad ora, non c’è stata alcuna smentita o dichiarazione ufficiale da parte di chi si è occupato della sostituzione dei nuovi contatori.  Abbiamo deciso di scrivere ad ARERA e all’AGCM per far maggiore chiarezza sulle notizie che in queste ore circolano sui media – continua Nesci – laddove le indagini dovessero confermare quanto emerso, ci impegneremo a richiedere la sostituzione gratuita dei contatori a nome dei consumatori interessati. Nel frattempo – conclude Nesci – attendiamo  una risposta dall’AGCM in merito alla nostra segnalazione di  pratica commerciale scorretta a danno degli utenti, chiedendo fin da subito ad ARERA l’istituzione di un tavolo tecnico nelle prossime ore per fare chiarezza sulla vicenda”.

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Sorgenia lancia la bolletta-video

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Da documento fiscale-amministrativo a strumento di relazione fra cliente e fornitore: questa è Nexty, la bolletta-video che rende l’energia più vicina alle persone.

Milano, 5 novembre 2018 – La bolletta diventa più smart grazie a Nexty, una novità per i clienti della prima digital energy company italiana: ogni mese riceveranno una bolletta-video che, oltre a sintetizzare gli aspetti specifici della fornitura di ciascun utente, fornisce consigli su come utilizzare meglio l’energia e racconta esperienze di innovazione al servizio delle persone.

Con uno stile fresco e originale che richiama i colori e il linguaggio di Sorgenia, Nexty è una bolletta personalizzata in cui ciascuno trova un video che descrive quanto ha consumato nel mese, con un confronto con il periodo precedente, quanto ha speso, quanto ha risparmiato, quanta CO2 ha evitato di disperdere in atmosfera, grazie all’energia 100% green fornita da Sorgenia. Ma non solo: in meno di un minuto Nexty integra i contenuti della bolletta tradizionale, sempre consultabile dal video, con temi in grado di interessare, appassionare e ingaggiare gli utenti. Ogni “puntata” è nuova e diversa, con una grafica che si aggiorna mensilmente, seguendo la stagionalità.

Dopo aver semplificato le modalità per diventare cliente, grazie all’utilizzo esclusivo del web, ora Sorgenia rende più piacevole anche la customer experience con uno strumento semplice, veloce, interattivo e orientato allo storytelling.

“Nexty è la prosecuzione ideale del nostro approccio full-digital: siamo partiti dal presupposto che la tecnologia ci offre strumenti straordinari per esplorare nuovi orizzonti e siamo approdati a un tool che rende l’energia più semplice, trasparente, immediata e vicina – dice Gianfilippo Mancini AD di SorgeniaIl nostro obiettivo è rendere questo strumento sempre più personalizzato, capace di rispondere alle esigenze di ciascuno e, perché no, anche un mezzo per appagare la curiosità dei nostri clienti digital, attenti alla sostenibilità e alla continua ricerca di nuovi stimoli”.

 

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