Nel 2013 il numero degli incidenti stradali ha subito un calo del 3,7% rispetto all’anno precedente, secondo i dati Istat, ma in Italia è ancora troppo alto il numero delle vittime della strada, siamo al 14° posto nella graduatoria europea.

“E’ ancora troppo elevato il numero delle vittime della strada, con 56 incidenti mortali per milione di abitanti l’Italia è nelle ultime posizioni in Europa, dove la media è di 51 incidenti ogni milione – dichiara Lamberto Santini, Presidente dell’Adoc – la sicurezza stradale è ancora oggi un grave problema, non è accettabile che in Germania il numero di incidenti sia inferiore del 40% rispetto all’Italia o che in Francia le vittime siano il 10% di meno. Il nuovo Codice della strada deve focalizzarsi sulla tutela dei pedoni, in particolare nelle zone urbane. In questo senso limitare la velocità di circolazione a 30 km/h nei centri urbani, che abbasserebbe il tasso di mortalità al 30% dal 70%, sarebbe una soluzione auspicabile, considerando che circa il 15% di tutte le vittime della strada sono pedoni,  che insieme ai ciclisti sono gli utenti più vulnerabili; così come revocare e non sospendere la patente in caso di incidenti gravi; predisporre una maggiore e migliore illuminazione sulle strade urbane e extraurbane, in particolare presso gli incroci; prevedere controlli più stringenti e continui sui pullman, troppo spesso causa di incidenti fatali. Va inoltre arrestato il fenomeno delle auto “fantasma”, oltre quattro milioni di veicoli che circolano senza rca, e delle auto con targa straniera, spesso di grossa cilindrata, che restano praticamente impunite in caso di incidenti. Bisogna estendere soluzioni tecnologicamente innovative come il Targa System sperimentato a Ciampino, un sistema in grado di leggere la targa degli automobilisti e di verificare se il veicolo circola senza assicurazione o con la revisione scaduta. Ma soprattutto è fondamentale infondere negli automobilisti, soprattutto più giovani e neopatentati, la consapevolezza delle loro azioni, delle regole, dei diritti e doveri, invitandoli a guidare con prudenza e coscienza.”