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Consumatori

Incotro consumatori con Ministro Zanonato, le proposte di Codici

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Mercoledì 03 l’incontro tra le AA/CC tra cui l’Associazione Codici – Centro per i Diritti del Cittadino ed il Ministro per lo Sviluppo Economico, Flavio Zanonato. Un’opportunità che consentirà all’Associazione di presentare una piattaforma di proposte per le politiche nazionali e per le amministrazioni locali utile a favorire un ambiente di condivisione tra politica e associazioni per il consumatore.

Energia, Autorità, riscossione tributi, carburanti e revisione delle società controllate sono solo alcuni punti che Codici tratterà nel corso dell’incontro.

Energia

1 Rivedere le politiche energetiche con l’eliminazione dei sussidi incrociati e delle voci inserite negli onori di sistema che porterebbero ad un risparmio di 5MLD di € per i consumatori. In particolare:

· eliminazione dei sussidi di finanziamento a Ferrovie dello Stato, per la dismissione delle centrali nucleari e per lo stoccaggio virtuale;

· Riorganizzazione degli incentivi alle fonti rinnovabili, passando dal sistema incentivante a quello basato sul risparmio.

2 Migliorare i Bonus Sociali ampliando la platea degli aventi diritto, aumentando significativamente i loro importi e semplificando le procedure amministrative.

3 Attuazione del meccanismo del Dibattito Pubblico previsto nella Strategia energetica Nazionale

Autorità

Per giungere all’eliminazione dei conflitti d’interesse, si propone:

1 l’introduzione di un nuovo codice etico, che stabilisca trasparenza alle riunioni di collegio con la pubblicazione audio/video delle stesse;

2 l’introduzione del registro degli incontri dei commissari, eliminando la possibilità del contatto individuale tra i rappresentanti delle Autorità e aziende o portatori d’interesse.

Inoltre:

1 Integrazione e coordinamento tra autorità. L’integrazione delle comunicazioni elettroniche, i processi di fatturazione, la qualità e i contenuti dei servizi agli utenti richiedono un maggior coordinamento tra le autorità di vigilanza e le organizzazioni dei consumatori. Attualmente esistono troppi modelli e tavoli di lavori separati sui singoli settori e sulle singole autorità.
Occorre, pertanto, promuovere l’intesa tra tutte le autorità di settore e le associazioni dei consumatori con un protocollo d’intesa unico da strutturare tra le parti.

2 Unificazione dei protocolli d’intesa attualmente esistenti tra AEEG, AGCOM, ANGCM, GARANTE PRIVACY e le AA/CC.

Riscossione tributi

L’associazione Codici ha presentato una Petizione Popolare alle Camere e al governo per chiedere la modifica delle norme in vigore, ai sensi dell’art. 50 della Costituzione, in materia di riscossione tributi:
1. rivedere il sistema di sanzioni fissando un tetto massimo non superiore al 20 % della somma dovuta;
2. rivedere il sistema d’ interessi applicati fissando un tetto massimo non superabile pari alla misura del’interesse legale;
3. prevedere che per il calcolo degli interessi (comunque denominati) venga utilizzato il sistema “all’italiana” con un piano di ammortamento semplice, ovvero senza alcuna capitalizzazione e con rate costanti pari al 50% di quota capitale e 50% di quota interessi;
4. ridurre tutti i costi e gli oneri aggiuntivi a quelli effettivamente sostenuti;
5. dichiarare impignorabile per crediti fiscali e/o tributari gli immobili destinati ad abitazione principale ;
6. limitare le iscrizioni ipotecarie per crediti non inferiori ad almeno il 40% del valore dell’immobile stesso;
7. limitare i fermi amministrativi sui mezzi lavoratori e di trasporto dei debitori per crediti non inferiori ad almeno il 40% del valore del mezzo.

Carburanti

Riorganizzazione del meccanismo delle accise con l’abrogazione delle accise precedenti al 2002

Revisione delle Società controllate

Riorganizzazione con obbligo di consultazione delle AA/CC degli enti sottoposti al controllo del MISE ove non già previsto

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Consumatori

Revisionare uno scooter costa come un SUV. Esposto del Codacons

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La revisione auto, il famoso certificato cui sono obbligati i proprietari di auto e motocicli, finisce al vaglio dell’Antitrust. Il Codacons ha presentato infatti un esposto all’Autorità per la concorrenza e al Ministero dei Trasporti chiedendo di fare luce sui costi del certificato che la legge impone ai cittadini e di modificare le tariffe stabilite per legge.

Il certificato di revisione è un controllo obbligatorio previsto dal Codice della Strada su tutti i veicoli a motore, finalizzato a verificarne le condizioni sul fronte della sicurezza, del livello di emissioni inquinanti e della rumorosità – spiega l’associazione – Le tariffe per ottenere il rilascio del documento sono stabilite dal Ministero dei Trasporti di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze ma il relativo decreto non fa alcuna distinzione tra tipologie di veicolo: ne consegue così che per sottoporre uno scooter a revisione si paga la stessa cifra prevista per un Suv o per un’auto potente e di elevata cilindrata.

Nello specifico per il corrente anno i costi relativi alle operazioni di revisione sono pari 45,00 euro se la revisione è effettuata presso la Motorizzazione e 66,80 euro (Iva inclusa) se la revisione è effettuata presso un’officina autorizzata.

Fermo restando la legittimità dell’obbligo di revisione dei veicoli, con riferimento all’aspetto meramente economico ne emerge, a parere della scrivente associazione, un’evidente disparità di trattamento fra gli utenti/automobilisti, in funzione del mezzo adoperato, ed in ragione della loro capacità contributiva ex art. 53 Cost. – scrive il Codacons nell’esposto – Si chiede pertanto di aggiornare ovvero parametrare le tariffe relative alle operazioni di revisione tenendo conto dei dati del veicolo (cilindrata, modello, data di immatricolazione, alimentazione, allestimento del veicolo, tipo di utilizzo e i km percorsi annualmente) nonché ai dati del proprietario (persona fisica, giuridica o società; residenza, data di nascita e anno di conseguimento della patente; classe di merito e attestato di rischio; numero di sinistri e tipologia; eventuali altre auto possedute in famiglia), previo annullamento in autotutela ai sensi della L. 241/90 del “Regolamento recante la fissazione delle tariffe applicabili alle operazioni di revisione dei veicoli” ex D. Min. Trasporti del 2 agosto 2007, n.161”.

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Via libera della Camera alla videoserveglianza nella Asili

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Una ottima notizia per il Codacons il via libera dell’Aula alla procedura d’urgenza per l’esame della proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio-assistenziali per anziani e disabili.

“Da più di dieci anni ci battiamo affinché vengano introdotte telecamere negli asili e nelle scuole, e presso le strutture sanitarie, perché si tratta dell’unica misura realmente utile per combattere violenza e maltrattamenti a danno dei più deboli – afferma il presidente Carlo Rienzi – In Italia sono infatti aumentati a dismisura i casi di bambini malmenati dalle maestre o di disabili e anziani abusati presso cliniche e strutture sanitarie, casi portati all’attenzione pubblica solo grazie ai sistemi di videosorveglianza installati per ordine della magistratura”.

“Invitiamo Governo e Parlamento a non cedere alle pressioni della lobby dei sindacati che, specie nel settore scolastico, si sono schierati contro la presenza delle telecamere, che al contrario potrebbero tutelare anche gli insegnanti contro episodi di bullismo” – conclude Rienzi.

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Consumatori

Ferrovie: Federconsumatori esposto a Trenitalia sui tempi di percorrenza delle tratte regionali

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La “traccia orario” è il tempo assegnato ad un treno per percorrere una certa relazione.

Il tempo impiegato dovrebbe ricavarsi dalla formula t=S/v; dalla quale risulta evidente come il tempo necessario è in rapporto sia allo spazio da percorrere, sia alla velocità.

In realtà in ferrovia non bastano questi elementi per determinare la “traccia orario”, se ne aggiungono alcuni (spesso motivati), e altri di cui nessuno capisce la motivazione.

Solo Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana sono in grado di capire perché per percorrere la relazione Pescara-Montesilvano con treni regionali (ma ci sono centinaia di casi analoghi in Italia) a volte bastano 4 minuti altre volte ne occorrono 17. Eppure, nel caso considerato, i treni viaggiano a velocità simile, non ci sono fermate intermedie e la distanza tra le stazioni è sempre la stessa; ma i tempi assegnati ai treni per percorrere la stessa distanza sono diversissimi.

Un problema che non va sottovalutato, dal momento che ogni minuto di percorrenza di un treno costa alla collettività circa 10 euro.Questo vuol dire che, se al treno Montesilvano-Pescara si assegnano 13 minuti più del dovuto, la comunità pagherà in più 130 euro al giorno; quasi 50.000 euro ogni anno, solo per quel treno! (E questo vale per tutte le altre tratte interessate!

Se il risultato dei vari algoritmi utilizzati per calcolare il prezzo dei servizi da pagare conserva l’apparenza della neutralità, la traccia oraria è chiaramente determinata dagli interessi delle Ferrovie, senza che nessuno possa eccepire alcunché.

Eppure dalle tracce orario dipendono: 1) i costi sostenuti dalle regioni per pagare i corrispettivi a Trenitalia per l’offerta del servizio regionale; 2) la possibilità di applicare o meno le sanzioni a Trenitalia in caso di ritardo; 3) la qualità del servizio ferroviario regionale ;4) la concreta possibilità di apertura del mercato ferroviario.

Per evidenziare un abuso di posizione dominante da parte delle Ferrovie italiane nel mercato ferroviario, la Federconsumatori ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo stesso esposto è stato inviato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e, per conoscenza, anche al Ministro dei Trasporti (con due precedenti esposti della nostra Associazione al Garante, sono state comminate due diverse sanzioni: la prima da un milione di euro nel 2014, la seconda da cinque milioni di euro nel 2017).

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