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Consumatori

Incredibile. Nonostante la liberalizzazione, i dipendenti Enel hanno l’energia con lo sconto(di Edoardo Beltrame)

La notizia era ri-apparsa qualche giorno fa sul Corriere della Sera.
Anche se da tempo voci di corridoio e addetti al settore ne discutono. È moralmente giusto? È giusto che Enel che nacque con la nazionalizzazione dell’energia, oggi non più necessaria, detenga il 90% delle reti ed è quotata in borsa ma gestita direttamente da uomini indicati dalla politica? Può mai esserci un mercato dell’energia in questo paese a queste condizioni? Lo stesso vale con il Gas con Eni. Non sono gioielli di Stato ma solo miniere per gli uomini di Stato, a danno di tutti soprattutto del mercato e dei consumatori. A noi contatori contraffatti, oneri di sistema, sussidi incrociati, truffe della tariffa bloccata o del contratto non richiesto e a loro la bolletta con lo sconto socializzato. @Doctorspinone

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Se fosse vero, come il Governo ha svelato, che dipendenti, e pensionati delle società elettriche, Enel in testa, hanno uno sconto sulle bollette, socializzato da tutti gli altri utenti vita natural durante, anche dopo essere andati in pensione, staremmo parlando di una montagna di soldi.

Secondo il Corriere della Sera

“Le bollette gratis per i dipendenti, anche se pensionati, saranno cancellate. O meglio, non sarà più possibile spalmare la spesa relativa sulle bollette dei normali utenti. Se vorranno, le società elettriche potranno continuare a garantire questo vantaggio ai loro lavoratori, ma lo dovranno fare a loro spese”.

Enel ha precisato, sempre sul Corriere, che:

« a nessuno dei dipendenti delle società del gruppo viene riconosciuto alcuno sconto sui costi dell’energia elettrica». Tale genere di sconto non è più stato applicato ai nuovi assunti, a partire dal luglio 1996, è stato rimosso per i dirigenti a partire dal luglio ’99 e per tutti gli altri dipendenti in servizio, dal febbraio 2012. L’agevolazione, peraltro, «riguardava solo una quota dei consumi» e su di essa «veniva poi applicata l’Irpef ad aliquota marginale». Ad oggi solo gli ex dipendenti in pensione ne usufruiscono. Ma l’Enel se ne fa carico al 75%, quota che salirà al 100% dal 2019.

Resta un mistero, come sia tecnicamente possibile “socializzare” le bollette di una determinata categoria di dipendenti, quella del comparto elettrico in generale.

Comunque, se fosse vero, oltre agli sconti a Vaticano, San Marino e FFSS saremmo stati proprio noi , per decenni, a pagare con le nostre bollette il consumo di centinaia di migliaia di privilegiati.

Difficile valutare quanti possano essere e quindi tentiamo un calcolo per la sola Enel che diventa una S.p.A. nel 1992, mentre la nazionalizzazione dell’energia elettrica, e quindi la sua costituzione, risale al 1962.

I dipendenti italiani Enel sono attualmente 40.000 e ipotizzando un turn-over del 3% all’anno, i privilegiati potrebbero essere più di 50.000 solo per Enel.

Lasciando stare i più furbi, che negli anni ‘90 si scaldavano con stufe elettriche a costo zero,ipotizzando il consumo annuo dell’utente medio di AEEG pari a 2700 kWh e limitandoci cautelativamente a un periodo di 25 anni, avremmo contribuito con quasi un miliardo di euro, e solo per dipendenti e pensionati Enel.

A Enel vanno poi aggiunte tutte le altre società del settore, che prevedevano lo stesso trattamento per i propri dipendenti.

Sarebbe veramente il colmo se fossimo noi a pagare le loro bollette anche solo in parte. Il colmo sarebbe che anche managers e consiglieri di amministrazione socializzassero l’energia che consumano!

Attendiamo smentite, oltre a quella, peraltro non molto chiara, di Enel, e il decreto di Renzi, cui va riconosciuto il merito di aver denunciato questa situazione.

Fonte:linkiesta.it20140614-163712.jpg

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Consumatori

Bollette, forse cancelliamo la riforma delle tariffe

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Finalmente abbiamo un TRIBUNO dei consumatori, il Sen. Gianluigi Paragone

Grazie al post di Rita Dalla Chiesa si è riaperta una speranza!

Vi ricordate la famosa riforma delle bollette voluta dall’ex presidente ARERA GUIDO PIER PAOLO BORTONI che aveva dato origine alla teoria delle famiglie numerose che consumano tanto, e che essendo milioni, dovevano essere sussidiate al posto delle vecchiette sole e dei single squattrinati?

Quella riforma, che esiste da circa 3 anni, vi ha spalmato i costi degli oneri e dei servizi in maniera fissa senza tenere conto del vostro atteggiamento al risparmio, insomma la cosiddetta Riforma Bortoni per le famiglie ricche e numerose era un regalino, ma non certo per i consumatori vulnerabili.

Per chi vuole rivedere la storia basta che torni a leggere il link postati ma sopratutto vedere questo video

Ma ora pensiamo al futuro. Il tema è che questa odiosa riforma, ha sostanzialmente azzerato i comportamenti virtuosi e sopratutto per le seconde case è diventata un bagno di sangue.

Oggi, dopo aver tentato invano di trovare qualche Parlamentare interessato (ne avevo parlato con quasi tutti gli “esperti dell’energia”), è rimasta in vigore senza che nessuno si ponesse il dubbio se dovesse essere cancellata.

Insomma cercavamo qualcuno, a 3 anni di distanza dall’entrata in vigore di quell’ingiustizia sociale che cancellava i comportamenti virtuosi e bucava le tasche di 13 milioni di italiani, sopratutto per le persone che vivono da sole. Qualcuno che si ponesse il dubbio se la RIFORMA TARIFFARIA andava cancellata o meno.

Non si è trovato nessuno che si prendesse l’incarico di imporre all’ARERA la revisione, ma forse oggi abbiamo finalmente il piacere di annunciarvi che qualcuno c’è. Infatti il Senatore Gianluigi Paragone si sta occupando della questione ed ha presentato un atto di sindacato ispettivo (nulla di che ma almeno cominciamo da qualche parte).

Ecco il video di Gianluigi Paragone che annuncia questo.

Ed ecco il testo dell’impegno rivolto al GOVERNO e che speriamo facciano presto, visto che non impatta in alcun modo sulle finanze pubbliche, si tratta solo di cancellare delle misure di regolazione dell’autorità di settore.

Legislatura 18 – Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00124 Pubblicato il 14 maggio 2019, nella seduta n. 112

Primo firmatario: PARAGONE 

Il Senato, premesso che: con delibere n. 582 del 2015, n. 782 del 2016, n. 799 del 2016 e n. 899 del 2016 l’ARERA ha riformato con decorrenza 1° gennaio 2018 la tariffa elettrica domestica;

con le bollette dell’energia elettrica, oltre ai servizi di vendita, ai servizi di rete e alle imposte, si pagano, altresì, costi per attività di interesse generale, tra i quali ad esempio il sostegno alle fonti energetiche rinnovabili, denominati “oneri di sistema”, che si traducono in una mera maggiorazione della bolletta ed il cui gettito è destinato alla copertura di costi relativi ad attività di interesse generale per il sistema elettrico previsti in attuazione di disposizioni normative primarie di ARERA (già AEEGSI);

con riferimento alle bollette di fornitura domestica, gli importi richiesti attengono: alle spese per quota energia, composta da una quota fissa e una quota variabile; alle spese per il trasporto dell’energia elettrica e la gestione del contatore, composti da quote fisse (e quote variabili legate ai consumi); alle spese per oneri di sistema, tali intendendosi quelli destinati alla copertura di costi relativi ad attività di interesse generale per il sistema elettrico; alle imposte e all’IVA;

una quota parte di tali oneri si applica indipendentemente dal consumo e dal godimento del servizio;

l’importo di tali voci è conteggiato attraverso criteri non indicati;

applicandosi una rilevante quota parte di tali oneri indipendentemente dal consumo, si traducono in un ingiustificabile aggravio per le famiglie e, più in generale, per tutti quelli che consumano poca energia;

inoltre, l’applicazione di costi fissi, indipendentemente dal consumo, è motivo disincentivante per il consumatore, anche in ordine ad acquisti immobiliari, ove destinati a seconda casa o casa di vacanze;

il settore immobiliare, che ancora sconta la crisi del 2008, è gravato, oltretutto, da un gettito tributario che nel 2018 ha quasi raggiunto la soglia 40 miliardi di euro a causa di tre tipologie di prelievo: patrimoniale (Imu e Tasi), reddituale (cedolare secca sugli affitti abitativi, Irpef, Ires e registro e bollo sulle locazioni) e sui trasferimenti (Iva, registro, ipocatastali e imposte di successione e donazione), impegna il Governo a ricondurre ad equità le spese specificate in premessa, con particolare attenzione agli utenti, che realizzano bassi consumi, applicando a tali consumatori una riduzione proporzionale della quota fissa, mediante apposite interlocuzioni con i venditori e con l’Arera, da avviarsi in tempi brevissimi.

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Consumatori

Come abbattere il costo delle Bollette. Approfondimento del #TG2Italia

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🏚FINCHE’ C’E’ VITA C’E’ BOLLETTA- SIAMO RIMASTI IN BOLLETTA….MA NON SAPPIAMO LEGGERLA

Se pensi alla #casa come una bottiglia e gli fai un buco sotto, avoglia a riempirla sempre, perderà comunque. Come fare quindi a ridurre realmente il costo delle bollette?

📺Super approfondimento di #tg2Italia su Rai2 con:

– Luigi Gabriele di ADICONSUM NAZIONALE 

Gian Battista Baccarini di Fiaip – Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali 

#StefanoSaglia #arera

Temi:

-Mercato libero o tutelato?

-Bonus Casa

-Bonus Ristrutturazione

-Isolamento termico

-Bollette & Truffe

🏠PRIMA LA CASA 🏠

MA PRIMA DI COMPRARLA E /O AFFITARLA, PENSA A COME é FATTA…..

Rivedi l’approfondimento del 13 maggio 2019 condotto da Stefania Zane  ⬇️⬇️⬇️

Tg2
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Consumatori

Marketing (L. Gabriele) a Radio Cusano Campus: “Basta volantini cartacei, usiamo le mail”

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Fonte Radio Cusano

“Chi vuole ricevere informazioni sulle promozioni si faccia mandare una mail, o un messaggio whatsapp. Non siamo più nelle condizioni di sprecare in questo modo. Ho deciso di boicottare tutti quelli che si promuovono tramite volantino, ho deciso di non acquistare prodotti che hanno un packaging invadente. Tanto packaging corrisponde a poca qualità. Dove c’è tanta carta, tanta plastica, tanto spreco, non c’è molto da mangiare all’interno.”

Dall’intervista a Luigi Gabriele, andata in onda stamani a Tutto in Famiglia.

Livia Ventimiglia Annalisa Colavito
#pubblicitàsostenibile #marketing #ambiente
#stop #volantini

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