Se fosse vero, come il Governo ha svelato, che dipendenti, e pensionati delle società elettriche, Enel in testa, hanno uno sconto sulle bollette, socializzato da tutti gli altri utenti vita natural durante, anche dopo essere andati in pensione, staremmo parlando di una montagna di soldi.

Secondo il Corriere della Sera

“Le bollette gratis per i dipendenti, anche se pensionati, saranno cancellate. O meglio, non sarà più possibile spalmare la spesa relativa sulle bollette dei normali utenti. Se vorranno, le società elettriche potranno continuare a garantire questo vantaggio ai loro lavoratori, ma lo dovranno fare a loro spese”.

Enel ha precisato, sempre sul Corriere, che:

« a nessuno dei dipendenti delle società del gruppo viene riconosciuto alcuno sconto sui costi dell’energia elettrica». Tale genere di sconto non è più stato applicato ai nuovi assunti, a partire dal luglio 1996, è stato rimosso per i dirigenti a partire dal luglio ’99 e per tutti gli altri dipendenti in servizio, dal febbraio 2012. L’agevolazione, peraltro, «riguardava solo una quota dei consumi» e su di essa «veniva poi applicata l’Irpef ad aliquota marginale». Ad oggi solo gli ex dipendenti in pensione ne usufruiscono. Ma l’Enel se ne fa carico al 75%, quota che salirà al 100% dal 2019.

Resta un mistero, come sia tecnicamente possibile “socializzare” le bollette di una determinata categoria di dipendenti, quella del comparto elettrico in generale.

Comunque, se fosse vero, oltre agli sconti a Vaticano, San Marino e FFSS saremmo stati proprio noi , per decenni, a pagare con le nostre bollette il consumo di centinaia di migliaia di privilegiati.

Difficile valutare quanti possano essere e quindi tentiamo un calcolo per la sola Enel che diventa una S.p.A. nel 1992, mentre la nazionalizzazione dell’energia elettrica, e quindi la sua costituzione, risale al 1962.

I dipendenti italiani Enel sono attualmente 40.000 e ipotizzando un turn-over del 3% all’anno, i privilegiati potrebbero essere più di 50.000 solo per Enel.

Lasciando stare i più furbi, che negli anni ‘90 si scaldavano con stufe elettriche a costo zero,ipotizzando il consumo annuo dell’utente medio di AEEG pari a 2700 kWh e limitandoci cautelativamente a un periodo di 25 anni, avremmo contribuito con quasi un miliardo di euro, e solo per dipendenti e pensionati Enel.

A Enel vanno poi aggiunte tutte le altre società del settore, che prevedevano lo stesso trattamento per i propri dipendenti.

Sarebbe veramente il colmo se fossimo noi a pagare le loro bollette anche solo in parte. Il colmo sarebbe che anche managers e consiglieri di amministrazione socializzassero l’energia che consumano!

Attendiamo smentite, oltre a quella, peraltro non molto chiara, di Enel, e il decreto di Renzi, cui va riconosciuto il merito di aver denunciato questa situazione.

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