a cura dell’Osservatorio Lorien Consulting

Le notizie degli attentati susseguitesi nelle ultime settimane  (e la paura scatenatasi a Torino)  hanno catalizzato l’attenzione dell’opinione pubblica molto più dei temi di politica interna e internazionale che pure sono stati parecchio centrali sui media. Lorien nell’ultima rilevazione su i temi politici del Paese si è concentrata sull’analisi delle opinioni dei cittadini attorno al nodo della legge elettorale.

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LA LEGGE ELETTORALE: gli italiani non l’hanno capita, divisi sull’ipotesi di voto anticipato ma un terzo vorrebbe votare solo a fine legislatura

Solo il 30% ha compreso la proposta di riforma elettorale del “modello tedesco” e, tra chi dichiara di averla capita, il 59% ne dà un giudizio positivo contro un 20% di giudizio negativo.
C’è un deciso scetticismo verso l’accordo di tutti i principali partiti sulla legge elettorale: la decisione di siglare un accordo è vissuta come il segno definitivo della “normalizzazione” del M5S, che in Parlamento deve cominciare a comportarsi come gli altri partiti.

Gli italiani appaiono estremamente divisi sull’ipotesi di un voto anticipato: il 36% è favorevole,
il 37% è contrario.
In generale i cittadini ritengono che l’ipotesi indebolirà l’azione del Governo e se fosse per loro il 37% dichiara che sarebbe giusto andare a votare solo a fine legislatura; è l’ipotesi più accreditata.

Il fallimento dell’accordo sulla legge elettorale, secondo quasi un terzo degli italiani, è da attribuire ai singoli parlamentari che, volendo mantenere la “poltrona” il più a lungo possibile,  alla prima occasione utile han fatto saltare l’accordo che avrebbe facilmente portato ad elezioni anticipate.

 

GLI INDICATORI POLITICI

Negli ultimi 2 mesi l’indice della fiducia nel futuro mostra un calo lieve ma costante; non è un periodo di diffuso ottimismo tra gli italiani forse anche a seguito della lunga serie di attentati che ha colpito l’Europa negli ultimi mesi. Osservando il trend nel lungo periodo, si ritorna ai livelli dell’autunno, dopo la  moderata crescita iniziata post Referendum del 5 dicembre e conseguenti dimissioni di Renzi.

Per la prima volta dall’insediamento, si registra una inversione di tendenza nel trend del giudizio positivo sul Governo Gentiloni, probabilmente motivata dal prepotente ritorno di Renzi sulla scena politica in seguito alla riconferma ottenuta dalle Primarie.

Dopo la conferma di Renzi a guida del PD e il successo ottenuto alle amministrative si osserva una leggera ripresa anche del Partito. Lo scenario generale tuttavia si rivela ancora piuttosto statico:

Il M5S conserva il primato, mentre nel centrodestra la Lega Nord si rafforza soprattutto a scapito di Forza Italia.

Aumenta anche il dichiarato di voto, all’avvicinarsi di appuntamenti elettorali importanti si rafforzano le appartenenze e cala la quota degli indecisi. Ormai gli italiani stanno già facendo i conti con la possibilità di tornare alle urne a breve.