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Indagine MDC- Carte di credito: con costi in rialzo, consumatori in fuga

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 I risultati di un’indagine condannano le nuove disposizioni UE sui pagamenti elettronici

Il presidente Antonio Longo: “La riduzione delle commissioni interbancarie non convince: l’85% dei cittadini teme l’aumento dei canoni delle carte, il 40% è pronto a modificare le proprie abitudini e tornare al contante. Con buona pace di chi vuol fare nero ed evadere”

Roma, XX novembre 2013 – Il 60,8% degli italiani non giustifica un aumento delle spese per le carte, mentre il 34% dichiara che se il costo annuale delle carte aumentasse non sarebbe più disposto ad usarle. Non solo: il 37,7% degli intervistati si dice pronto a cambiare le proprie abitudini e tornare al contante.

Sono queste alcune delle principali evidenze di un’indagine realizzata da Field Service Italia per il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) con l’obiettivo di conoscere l’opinione dei consumatori a proposito della direttiva europea – approvata il 24 luglio 2013 – che disciplina il sistema dei pagamenti elettronici.

Lo studio rivela lo scetticismo dei consumatori verso la normativa e il timore per un probabile aumento dei costi di gestione annui delle carte di credito/debito.

Meno commissioni per i commercianti e più costi per i consumatori

Infatti, secondo l’84,8% degli intervistati la riduzione delle commissioni interbancarie*, fortemente voluta dai commercianti, Porterà ad una riduzione dei costi dei servizi di pagamento per questi ultimi ma indirettamente si potrebbe trasformare in un aumento dei costi annui delle carte e nessuna ricaduta positiva sui prezzi, tanto che appena il 10,6% ritiene possa esserci un abbassamento generale.

La reazione immediata dei cittadini sarebbe la sottoscrizione di carte meno costose (30%) o il maggior utilizzo del contante (30,9%), con le dannose conseguenze che quest’ultimo aspetto provocherebbe alla lotta contro l’evasione fiscale: più cash in circolazione à minore tracciabilità dei pagamenti à crescita della black economy.

La survey rivela anche le prime avvisaglie antieuropeiste dei consumatori italiani: il 52,9% di loro non è d’accordo, o è del tutto indifferente, a un intervento della Commissione UE in questioni nazionali mediante l’approvazione del pacchetto UE al momento in discussione.

Infine, quasi la metà del campione intervistato (44,9%) ritiene che la direttiva non avrà effetti e non aumenterà il numero di commercianti disposti ad accettare le carte di credito/debito.

Più confusione per i consumatori

I consumatori sono molto dubbiosi sull’introduzione del co-badging**, un aspetto della norma che provocherà un possibile aumento dei prezzi, maggiore confusione per i cittadini e nessun vantaggio concreto.

In particolare, il 38% pensa che il co-badging causerà un aumento dei costi, mentre il 65,6% ritiene che l’introduzione di questa norma non determinerà alcun beneficio per il consumatore.

Non solo: con l’inserimento sulle carte dei simboli di più circuiti gran parte degli intervistati avrebbe difficoltà a identificare un interlocutore a cui rivolgersi in caso di smarrimento/furto della carta (43,9%), di frode subita (45,1%) o di contenziosi con gli esercenti (45,1%).

La libertà di (non) poter usare qualunque carta

La stragrande maggioranza dei cittadini è convinta che l’abolizione dell’Honor All Card Rule*** possa ledere i diritti dei consumatori (quasi il 79%), creerà confusione e insicurezza (80,6%), farà diminuire l’utilizzo delle carte (73%), porterà all’utilizzo di poche carte, le più accettate (81,2%).

A conferma di questi dati, alla domanda di verifica sulla ricaduta positiva per i consumatori a seguito dell’introduzione di questa normativa il 95,2% degli intervistati dà risposta negativa.

“I risultati dell’indagine parlano chiaro – commenta Antonio Longo, presidente dell’associazione Movimento Difesa del Cittadino –. Se le disposizioni contenute nella direttiva europea dovessero causare, come ci attendiamo, un aumento dei costi per i consumatori, in molti rinunceranno alla carta di credito a favore del contante. E sappiamo tutti con quali conseguenze: tracciabilità dei pagamenti compromessa, maggiori possibilità di evasione fiscale e crescita della black economy, uno dei mali più grandi della nostra economia. Come MDC lanciamo un allarme e chiediamo agli stakeholder italiani di difendere e rappresentare in Europa gli interessi dei cittadini, poiché questa direttiva ad oggi  porta vantaggi solo ai commercianti e nessuno ai consumatori e al Paese”.

 

 

 

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Polizze vita: hai un tesoretto nascosto e non lo sai

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Sei beneficiario di una polizza vita e non lo sai? Potresti avere tra le mani un tesoro e non saperlo Codici ti aiuta a scoprirlo!

In Italia, le polizze vita dormienti sono circa 4 milioni. I beneficiari non riscuotono i premi, i quali vengono trattenuti dalle compagnie assicurative.

Allo scadere del decimo anno, poi, con la prescrizione, vengono devolute al Fondo Rapporti Dormienti, Istituito presso la CONSAP.

Gli italiani potrebbero avere a portata di mano un tesoro e invece lo ignorano.

Perché i beneficiari non riscuotono i premi?

Il problema è che molto spesso gli eredi non sono a conoscenza dell’esistenza di una polizza vita stipulata da un loro caro defunto e la compagnia assicurativa non è grado di avvertirli perché non è a conoscenza della loro residenza, in quanto sulla polizza il beneficiario non viene indicato in maniera precisa.

Si tratta di somme rilevanti che potrebbero finire ai legittimi proprietari, ad esempio figli o nipoti di un assicurato defunto, che ne sono, però, titolari a loro insaputa e che finiscono per eclissarsi in un oblio burocratico.

Ignorando di avere diritto alla riscossione dei premi, i beneficiari non si fanno avanti, le polizze scadono, cadono in prescrizione e vengono incorporate dallo Stato.

Sono migliaia i risparmiatori che non hanno potuto riscuotere le polizze perché scaduti i termini.

Per evitare che questo accada, l’Associazione Codici offre un servizio che permetta a tutti i cittadini di scoprire se un familiare defunto abbia stipulato una polizza vita in loro favore.

Potrai verificare se sei stato indicato come legittimo beneficiario e riscuotere ciò che ti è dovuto senza correre il rischio di perderlo senza nemmeno esserne a conoscenza.

Se pensi che qualcuno possa aver stipulato una polizza vita indicandoti come beneficiario, rivolgiti a segreteria.sportello@codici.org o al numero 06.5571996 e Codici verificherà per te.

 

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ISTAT, nel 2017 scende ancora il prezzo delle case

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Indici dei prezzi delle abitazioni

Nel terzo trimestre 2017, sulla base delle stime preliminari, i prezzi delle abitazioni registrano una diminuzione dello 0,5% rispetto al trimestre precedente (Prospetto 1); il ribasso congiunturale dei prezzi si deve interamente alle abitazioni esistenti che si riducono dello 0,7% mentre quelle nuove registrano un incremento pari a +0,3%.

Su base annua persiste la diminuzione dei prezzi (-0,8%), che si accentua rispetto al trimestre precedente (era -0,2%). La flessione tendenziale e il suo ampiamento sono imputabili esclusivamente ai prezzi delle abitazioni esistenti (-1,3%, da -0,5% del secondo trimestre 2017), mentre quelli delle abitazioni nuove salgono dello 0,6% (da +0,3%). Pertanto, il differenziale tra la variazione tendenziale dei prezzi delle abitazioni esistenti e quella dei prezzi delle abitazioni nuove si conferma negativo e si amplia portandosi a -1,9 punti percentuali (da -0,8).

Rispetto alla media del 2010, primo anno per il quale è disponibile la serie storica dell’IPAB, nel terzo trimestre 2017 i prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 15,2% (-2,0% le abitazioni nuove;
-20,5% le esistenti).

Il calo dei prezzi delle abitazioni si manifesta contestualmente alla crescita dei volumi di compravendita per il settore residenziale, la cui ampiezza si riduce però per il quinto trimestre consecutivo; infatti, in base ai dati rilasciati dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, nel terzo trimestre 2017 il numero di unità immobiliari residenziali scambiate aumenta dell’1,5% rispetto allo stesso trimestre del 2016, registrando così il tasso di crescita tendenziale più contenuto dal secondo trimestre 2015 e dopo il picco del secondo trimestre del 2016 quando fu pari a +23,2%.

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Scoppia il caso frodi degli assegni bancari? Approfondimento di Luigi Gabriele su Radio Cusano Campus

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GLI ASSEGNI SONO UNA FORMA DI PAGAMENTO MOLTO RISCHIOSA, SOPRATUTTO OGGI.
Scoppia il bubbone delle frodi con gli assegni bancari. Nell’era delle criptovalute e dei pagamenti elettronici, si torna a parlare di assegni bancari perchè di facile contraffazione. Ne ha parlato il 9 gennaio 2018 a Radio Cusano Campus Luigi Gabriele.​

Ascolta il podcast al seguente link

 

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