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INEA, mette on line l’annuario dell’agricoltura italiana

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Roma, 17 febbraio — Riflettori puntati sul settore primario nell’Annuario dell’agricoltura italiana, pubblicato dall’INEA, da oggi disponibile on line in versione integrale al seguente link e in formato cartaceo su richiesta a  biblioteca@inea.it.

Battuta d’arresto per il settore agricolo che, nel 2012 risente dell’andamento recessivo che ha colpito il Paese, con il valore della produzione agricola poco al di sotto dei 50,5 miliardi di euro correnti (+1,8%), il brusco ridimensionamento, in termini reali, dell’attività produttiva (-1,9% dei consumi intermedi) e la netta riduzione del valore aggiunto agricolo (-4,4%). Gli andamenti negativi sono stati mitigati dall’incremento dei prezzi dei prodotti del settore primario (+5,2%), mantenendo stabile al 2% il peso relativo dell’intera branca sul Pil nazionale.

Il 2012 ha visto un forte ridimensionamento degli investimenti aziendali (-9,6% degli investimenti fissi lordi) e cambiamenti nella struttura del credito, quali il ridimensionamento delle operazioni finanziarie di durata superiore ai 18 mesi, a vantaggio dei crediti a breve termine per le crescenti necessità di liquidità aziendale.

Variazioni positive del valore aggiunto (+3,4% a prezzi correnti; +0,5% a valori concatenati) si sono registrate invece per l’industria alimentare, caratterizzata da una crescita del fatturato del +2,3%, dovuta in prevalenza alla performance del mercato estero (+5,6% dell’indice di fatturato di riferimento). Quest’ultimo è stato sostenuto dalle esportazioni del made in Italy, in particolare vini (soprattutto gli spumanti con +15,8% rispetto al 2011), prodotti dolciari (+15,2%), salumi e formaggi.

Rimane invariato il numero degli occupati, pari a circa 850.000 persone, di cui il 29% rappresentato da donne. Si conferma alto il livello di lavoro irregolare, quasi un quarto del totale. Continua a crescere l’impiego di lavoratori stranieri, caratterizzato dalla marcata stagionalità dei rapporti di lavoro, maggiormente presenti nelle regioni meridionali e insulari.

Tra le attività di diversificazione la posizione più rilevante è occupata dall’agriturismo, che pesa circa l’1,7% sul valore dell’intera produzione agricola nazionale, nonostante le difficoltà dovute alla contrazione del turismo interno. Sostanzialmente stabile rimane il numero di aziende agricole autorizzate, diversamente da quanto accaduto negli anni precedenti, con andamenti geografici diversificati: aumento al Nord (+2,9%) e al Centro (+2%), calo al Sud (-8,3%). Da sottolineare la presenza di 2.363 fattorie didattiche accreditate e l’emergere di nuovi servizi dedicati all’infanzia (agri-nidi).

Nel 2012 si è ridotta la capacità di spesa dei consumatori, legata alla minore disponibilità di reddito e alla perdita di potere d’acquisto delle famiglie (-4,8%), che ha determinato una generale contrazione dei consumi per alimenti e bevande non alcoliche (-0,4% in termini correnti e -2,9% in termini reali). Ne è derivata una minore attenzione alle caratteristiche qualitative dei beni alimentari acquistati e l’aumento della popolazione in condizioni di grave disagio nutrizionale (circa il 16% ).

Tuttavia, per il settimo anno consecutivo si è verificato un nuovo incremento della domanda di prodotti e alimenti biologici; mentre, l’offerta è risultata ancora caratterizzata da fenomeni contrastanti. Rispetto al 2011 cresce  il numero di produttori biologici di circa 2.000 unità (+4,8%), e la superficie condotta con metodi biologici (+6,4%), attestandosi a 1,167 milioni di ettari,  pari al 9,1% della Sau totale.

Nel 2012, il consolidato del sostegno pubblico all’agricoltura è stato pari a poco più di 14 miliardi di euro, valore che corrisponde a oltre il 52% del valore aggiunto di agricoltura e silvicoltura e al 27,5% di quello della produzione. La dimensione complessiva del consolidato si presenta in netto calo rispetto all’anno precedente (-7,9%), in seguito alle politiche di austerità. Proviene per oltre la metà dalle politiche agricole dell’Ue (il 22% del totale è dato dal pagamento unico), mentre le politiche nazionali coprono il 29% circa, tramite il sistema delle agevolazioni in agricoltura, e quelle regionali coprono la restante parte.

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Consumatori

MUTUI PRIMA CASA- Appello ADICONSUM al Governo: rifinanziare presto

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Appello di Adiconsum al Ministro dell’Economia, Giovanni Tria:
rifinanziare al più presto il Fondo Consap per l’acquisto della prima casa.
Nessun onere a carico dello Stato per il rifinanziamento

15 gennaio 2019 – Sulla nostra pagina facebook continuano ad arrivare numerose richieste di consumatori in merito al rifinanziamento del Fondo Consap per l’acquisto della prima casa, lamentando anche il fatto che, a dispetto delle esigue risorse rimaste ma comunque ancora presenti, alcuni istituti di credito stanno declinando le domande di accensione dei mutui con questa modalità già da alcuni mesi – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale.

Lo scorso novembre – prosegue Danilo Galvagni, Vice Presidente di Adiconsum –  ci eravamo attivati lanciando l’allarme sull’imminente esaurimento delle risorse del Fondo Consap, inviando una lettera al Ministro, Giovanni Tria, chiedendo, oltre  ad un intervento urgente di rifinanziamento, anche l’apertura di un Tavolo con tutti gli stakeholder, comprese le Associazioni Consumatori, per omogeneizzare le regole e aumentare le opportunità. Questa lettera, purtroppo, al momento è ancora disattesa.

Il Fondo di garanzia Consap – continua Galvagni – ha svolto in questi anni un duplice ruolo: di tutela sociale, da un lato, permettendo l’accesso al credito anche a quelle persone prive di determinati requisiti (si pensi in primis al lavoratore con contratto di lavoro atipico) e di volano nel settore dell’edilizia, dall’altro.

Rivolgiamo, quindi, un appello al Ministro dell’Economia Tria – conclude De Masi – affinché intervenga al più presto per rifinanziare il Fondo, considerato che tale operazione non richiede alcun onere a carico dello Stato.

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Consumatori

Guerra TAXI vs NNC, secondo l’antitrust va liberalizzato il settore

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è stata sentita in audizione informale dinnanzi alla IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni) della Camera dei Deputati in merito al disegno di legge di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2018, n. 143 “Disposizioni urgenti in materia di autoservizi pubblici non di linea”. 
Nel corso dell’audizione è stato evidenziato come nel settore della mobilità non di linea si sia sviluppata nei tempi più recenti una domanda molto estesa e diversificata di servizi che tende a non distinguere più tra attività soggette a obblighi di servizio pubblico (taxi) e attività di mercato (NCC) e che, legata ad un concetto di mobilità urbana di tipo intermodale di servizi, fa ampio ricorso ai nuovi strumenti resi possibili dall’innovazione tecnologica.

In questo quadro, qualunque riforma organica della disciplina di settore dovrebbe avere quale obiettivo ultimo il pieno soddisfacimento delle nuove esigenze dei consumatori, affinché gli stessi possano trarre pieno beneficio dalle innovazioni tecnologiche e dai mutamenti intervenuti nelle modalità di offerta dei servizi.

A tale riguardo, l’Autorità ha posto in luce come le modifiche introdotte dal Decreto in via di conversione non appaiano andare nella direzione auspicata. Il mantenimento infatti di vincoli nelle modalità di prenotazione dei servizi e delle restrizioni territoriali all’offerta di servizi NCC, unitamente all’inutilizzabilità delle piattaforme tecnologiche e alla moratoria nel rilascio di nuove autorizzazioni, tenderà a rendere sempre più difficile l’incontro della domanda e dell’offerta, con l’effetto di deprimere il benessere dei consumatori finali in termini di minore ampiezza e qualità dei servizi offerti e di prezzi più elevati.

        Sulla base di tali considerazioni, l’Autorità ha ribadito il proprio favore a un disegno di riforma complessiva della normativa del settore della mobilità non di linea secondo le linee avanzate nelle sue numerose segnalazioni in senso pro-concorrenziale e nel rispetto rigoroso del principio di proporzionalità.

Nelle more di tale processo di riforma, l’Autorità ha sottolineato la necessità di procedere, in sede di conversione, a modificare quelle parti del Decreto idonee a mantenere o addirittura a rafforzare ingiustificate restrizioni concorrenziali nel settore della mobilità non di linea.

In particolare, l’Autorità ha suggerito di: i) eliminare ogni limitazione alle modalità di prenotazione del servizio di NCC; ii) abrogare le norme della legge n. 21/92 che di fatto determinano restrizioni territoriali all’operatività delle imprese NCC; iii) abrogare la norma che introduce una moratoria al rilascio di nuove autorizzazione NCC sino alla realizzazione del registro nazionale.

Roma, 16 gennaio 2019

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CONSOB: verso la nomina di Marcello Minenna. OK dei consumatori

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16 gennaio 2019 – Esprimiamo soddisfazione per le dichiarazioni dei leaders di maggioranza di voler procedere alla copertura della presidenza della Consob, già dal prossimo Consiglio dei Ministri, indicando nella persona di Marcello Minenna, il candidato da nominare.

Consideriamo il prof. Minenna, la sua storia personale e la sua indipendenza dalla politica e dai poteri finanziari, una figura di garanzia per i risparmiatori e per i cittadini tutti, al fine di contrastare le distorsioni e le problematiche che si sono determinate, spesso causate dal potere delle elite finanziarie. 

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