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Consumatori

Infezioni alimentari, in estate crescono

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I carabinieri dei Nas hanno sequestrato 540 tonnellate di alimentari deteriorati in tutta Italia nel corso dell’operazione “Ferie in sicurezza”. Nelle oltre 3.400 ispezioni effettuate in tutto il paese in bar, gelaterie, ristoranti, stabilimenti balneari, sono state rilevate irregolarità nel 30% delle strutture controllate. Sono stati chiusi 27 ristoranti, 5 bar/gelaterie e 7 panetterie.

Il Codacons chiede ai Nas di proseguire le ispezioni per tutto il mese di agosto, specie nelle località turistiche, e di estenderle ai chioschi, negozi e supermercati, che spesso non rispettano la catena del freddo.
Per l’associazione il fatto che il 30% degli esercizi fosse irregolare è particolarmente grave e dimostra perché in estate triplicano i casi di disturbi gastrointestinali causati da alimenti contaminati da microrganismi, le cosiddette infezioni, o da sostanze tossiche prodotte dagli stessi microrganismi (intossicazioni).

Se nella preparazione o conservazione degli alimenti, infatti, si trascurano le norme igieniche e le corrette procedure per il mantenimento della catena del freddo, l’aumento della temperatura esterna favorisce la moltiplicazione di batteri. Se poi si utilizzano fin dall’inizio prodotti scaduti ecco che il rischio di intossicazioni aumenta in modo esponenziale. L’associazione ricorda che chi mette in vendita cibi contaminati commette reato (art. 444 del codice penale, “Chiunque detiene per il commercio, pone in commercio ovvero distribuisce per il consumo sostanze destinate all’alimentazione …. pericolose alla salute pubblica, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni….).
Di seguito alcuni preziosi consigli per tutelarsi dai rischi alimentari estivi:

1) Ristoranti. A pranzo, specie nei ristoranti che non conoscete, diffidate dei carrelli con cibi freddi, conservati a lungo a temperatura ambiente, specie se con gelatine, creme, maionese, mascarpone, salse e uova.

2) Occhio all’aspetto! Controllate che non ci sia brina all’esterno delle confezioni surgelate, è indice di un cattivo mantenimento.

3) Buttate i cibi le cui confezioni presentano un rigonfiamento. Prestate attenzione, in particolare, ai prodotti freschi come latte, mascarpone, creme…;

4) Bibite. Non acquistate bottiglie d’acqua o bibite lasciate sotto i raggi del sole. Ricordate, infine, che anche le bibite hanno una scadenza: controllatela! Molti chioschi estivi, per smaltire le rimanenze dello scorso anno, vendono bibite già scadute.

5) Frutti di mare. Non acquistate pesce e frutti di mare di dubbia provenienza e prendete cozze e vongole solo se contenute in confezioni sigillate e avvolte da una retina di plastica e con un’etichetta che indica peso e scadenza dei frutti di mare. Ricordate che i frutti di mare possono essere conservati al massimo per 4 giorni, alla temperatura di 6°C, quindi, in frigorifero. Per il pesce ricordatevi di analizzare sempre anche il colore, l’odore e l’aspetto generale.

6) Congelatori. Nei bar e nei negozi non acquistate prodotti se il congelatore è stracolmo di roba. Per una corretta conservazione, infatti, i prodotti non devono mai superare un certo carico. Meglio, poi, i freezer con gli sportelli chiusi (solitamente verticali).

7) Gelati in spiaggia. A differenza dei cibi congelati, quelli surgelati hanno dei cristalli di ghiaccio più piccoli, microscopici. Se, quindi, notate che l’alimento ha dei cristalli di ghiaccio più grandi, della brina, questo può essere un sintomo dell’interruzione della catena del freddo. Insomma, se il gelato perde la sua compattezza e cremosità e diventa come la brina: buttatelo!

8) Igiene. Non consentite al negoziante di toccare il prosciutto con le mani: esistono le apposite palette. Stesso discorso se chiedete un panino al bar o se vi servono una bibita prendendo il bicchiere dall’alto. Se poi il negoziante serve i clienti ma sta anche alla cassa, chiamate i vigili!

9) Ambulanti. Non acquistate nessun prodotto deteriorabile da carrettini ambulanti privi di celle frigorifere adeguate alla conservazione degli alimenti.

10) Scadenze. Controllate sempre la data di scadenza di tutti gli alimenti.

Un ultimo consiglio. Denunciate tutte le situazioni anomale alle Forze dell’ordine della zona. Se nel villaggio turistico o nell’albergo in cui siete contraete una intossicazione alimentare, rivolgetevi al Codacons per chiedere i danni.

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Consumatori

Trasporto ferroviario Lazio, firmato il protocollo per ridurre le controversie con gli utenti

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Questo è l’assessore ai trasporti della Regione Lazio Michele Civita . Oggi abbiamo firmato un accordo che prevede che in caso di problemi con le ferrovie regionali del Lazio i consumatori posso conciliare anziché litigare.

Non abbiamo risolto i problemi dei consumatori che subiscono ogni giorno disservizi abominevoli, ma abbiamo almeno iniziato qualcosa.

Ho chiesto a Michele Civita di farci capire cosa intende fare la regione sulla mobilità innovativa, visto che ormai il Lazio è una sola grande città di 6 milioni di abitanti e da alcuni punti si impiegano anche 3 ore per raggiungere il centro della capitale.

Insomma non chiediamo Hyperloop Transportation Technologies . Il Governo americano ha appena approvato la richiesta preparare gli scavi tra la 53esima strada di New York e Washington D.C., luoghi che nei progetti di Elon Musk possono essere raggiunti in 29 minuti di viaggio, divisi da 364 chilometri di rete stradale che attualmente si possono percorrere in circa 3 ore.

Il Lazio sembra essersi fermato ai tempi della #ciociara di Sofia Loren. Quando dalla provincia si arrivava a #roma a dorso del mulo o i più fortunati in bicicletta monomarcia (come mi raccontava mio nonno).

Alcuni land tedeschi hanno annunciato da pochi giorni che sperimenteranno il trasporto pubblico gratuito per combattere l’inquinamento urbano.

 

Il Lazio che farà? Visto che è una delle aree urbane più popolose d’europa?

Lo sapremo solo dopo il #4marzo !!!

Codici Associazione Consumatori Luigi Gabriele

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Consumatori

Bollette della luce come per l’acqua, da oggi pagheremo la corrente anche ai morosi e le aziende non potranno più fallire

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Codici: ecco l’ultima perla dell’Autorità per l’energia, la socializzazione integrale della morosità

“Quando ci sono da socializzare i profitti si chiamano in causa le aziende, quando invece si devono spalmare i debiti si chiama il consumatore – afferma Luigi Gabriele di Codici – l’ultima perla di questa Autorità per l’energia, la peggiore Autorità di tutti i tempi”.

Dopo il Canone Rai anche l’evasione delle bollette elettriche verrà spalmata su tutti i consumatori in bolletta, verrà qui inserita un’altra voce che costituirà il contributo che verrà pagato da tutte le famiglie per coprire i costi lasciati dai clienti morosi, quindi chi paga la bolletta elettrica, già salata a prescindere dal proprio consumo in seguito alla nuova riforma tariffaria, dovrà pagare anche per chi la evade.

Ovviamente questo provvedimento andrà a danneggiare i consumatori ed andrà invece a salvaguardare le aziende, queste morosità infatti hanno in passato portato al fallimento di alcune di esse del mercato libero.

Già esiste Il CMOR, e cioè il coefficiente per morosità delle utenze energia, cioè il corrispettivo eventualmente addebitato dal nuovo fornitore di energia al cliente finale, il quale abbia situazioni di morosità pregressa nei confronti del suo precedente fornitore di energia elettrica. A causa di un inadempimento contrattuale nei confronti del precedente, il cliente finale moroso diventa quindi debitore per il pagamento del corrispettivo CMOR nei confronti dell’attuale fornitore.
Ingiusto ma perlomeno rimaneva configurato tra moroso e nuovo fornitore.

Oggi si aggiunge l’integrale spalmatura a tutti gli utenti degli oneri non pagati dai morosi. Questo è drammatico, ma questa Autorità già lo ha reso operativo nel servizio idrico da un paio di anni, per questo in alcuni luoghi le bollette sono stratosferiche, oggi il problema è che lo stesso principio viene esteso all’elettricità.

Come sempre il bancomat d’Italia, il consumatore, subirà anche il rastrellamento delle morosità elettriche che ammonterebbero a 200 milioni di euro.

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Consumatori

Bollette. Cos’è la truffa del POD e come difendersi

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Il cosiddetto Point Of Delivery è il codice identificativo dell’utenza di energia elettrica di un singolo consumatore

 

La “truffa del POD” è solo uno degli inganni che purtroppo continuano ad affliggere il nostro paese, ma sta diventando giorno dopo giorno più rilevante. Una truffa che può venire attuata sia dal vivo che tramite telefono e che ha l’obiettivo di estorcere al consumatore informazioni preziose per intestargli (di nascosto) nuovi contratti più onerosi.

Iniziamo col dire che il POD, ovvero il Point Of Delivery, è un codice che identifica l’utenza di energia elettrica di ciascuno di noi: viene riportato all’interno della bolletta della luce e, purtroppo, conoscerlo spesso e volentieri è sufficiente per richiedere un cambio di contratto anche senza informare il diretto interessato.

La truffa del POD può avere luogo sia attraverso un operatore porta a porta che attraverso una semplice telefonata e si svolge bene o male nelle seguenti modalità: l’utente viene contattato da un soggetto che si qualifica come operatore della compagnia in questione e chiede per l’appunto di avere il codice POD, fingendo spesso e volentieri di averne bisogno per verificare inconvenienti immaginari o per applicare tariffe più convenienti.

Il primo modo per difendersi da questo tipo di truffa consiste ovviamente nel non comunicare il proprio POD e non consegnare vecchie bollette. La stessa richiesta di questo tipo di informazioni deve suonare come un vero e proprio campanello d’allarme, visto che il vostro fornitore di energia elettrica è sempre e comunque a conoscenza del vostro codice identificativo.

Un altro consiglio, in caso di contatto telefonico, è quello di non pronunciare la parola “sì”: è infatti possibile che venga letteralmente “tagliata” ed “incollata” ad arte per venire trasformata in un assenso a proposte contrattuali che in realtà non sono mai state sottoposte all’attenzione del contraente.

Se vi rendete conto di avere subito la truffa del POD, o se e ritenete di avere ricevuto una visita o una telefonata sospetta, contattate immediatamente sia il vostro fornitore di energia elettrica sia la Polizia. Questi raggiri vanno combattuti e da questo punto di vista noi di CODICI siamo da anni a disposizione, per fornire una consulenza ed aiutare i cittadini ad orientarsi in quella che purtroppo a volte sembra una giungla. Il nostro sportello legale è sempre aperto, quindi non abbiate timore di segnalarci eventuali comportamenti scorretti: il nostro numero di telefono è lo 065571996, mentre la nostra mail è segreteria.sportello@codici.org.

 

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