Secondo i dati definitivi resi noti oggi dall’Istat, l’inflazione ad aprile è scesa ulteriormente rispetto alle stime iniziali, attestandosi, su base tendenziale, all’1,1% dall’1,6% di marzo. Per il Codacons si tratta, finalmente, di un dato economico positivo, in una selva di dati negativi e previsioni sconfortanti. Certo la discesa record di aprile dipende dal crollo dei consumi senza precedenti ed è l’indice della crisi attraversata dalle famiglie e, conseguentemente, dalle imprese, costrette a tenere al minimo i prezzi, visto che nessuno ha soldi da spendere.

Ora non basta, però, che il Governo Letta congeli l’aumento dell’Iva e l’Imu sulla prima casa, nonostante si tratti di due decisioni sacrosante e salutari, chieste a gran voce dal Codacons. Questi provvedimenti, infatti, per una famiglia di 3 persone con una casa in proprietà corrispondono, per il 2013, a minori tasse per 329 euro. Nonostante l’inflazione all’1,1% sia ai minimi dal dicembre 2009, in termini di aumento del costo della vita equivale pur sempre ad una stangata da 384 euro, per una famiglia di 3 persone, superiori, quindi, ai 329 euro risparmiati con Iva ed Imu.

Insomma, per fare recuperare capacità di spesa alle famiglie, che orami dal 2002 ad oggi hanno visto sistematicamente erodere il loro potere d’acquisto, occorre fare molto ma molto di più, se vogliamo che i consumi risalgano e le imprese tornino a produrre. Per questo l’associazione di consumatori chiede al Governo Letta di bloccare,  almeno fino al 2015, tutte le tariffe e gli aumenti previsti, non solo Iva, quindi, ma anche Tares, acqua, trasporto pubblico locale, pedaggi autostradali, canone Rai etc etc. Inoltre bisogna intervenire con misure decise, per ridurre le spese obbligate che le famiglie e le imprese hanno per banche, assicurazioni, telefono, luce, gas e benzina.