Secondo i dati provvisori resi noti oggi dall’Istat, il tasso d’inflazione a marzo è sceso, su base tendenziale, allo 0,4%.

Per il Codacons è una buona notizia che i prezzi siano scesi, anche se ovviamente la ragione di questa diminuzione è il drammatico crollo dei consumi e la difficoltà che hanno le famiglie ad arrivare a fine mese.

Il dato, però, è frutto di coincidenze tanto fortunate quanto fortuite, destinate prima o poi a svanire. Nonostante al 1° di marzo siano salite le accise sui carburanti, cosa che ha comunque determinato un aumento del prezzo della benzina dello 0,2% rispetto al mese precedente, l’andamento su base annua dei beni energetici non regolamentati, come i carburanti, prosegue la sua netta discesa. E’ il motivo per cui in tutta l’Eurozona il tasso d’inflazione su base annua è in netto calo e l’Autorità per l’energia elettrica ed il gas ha abbassato ad aprile sia le bollette dell’elettricità (-1,1%) che del gas (-3,8%).

In ogni caso questa bassa inflazione, tradotta in cifre, equivale, in termini di aumento del costo della vita, ad una tassa annua pari a 134 euro per una famiglia di 3 persone.

Il Codacons evidenzia che per una coppia di pensionati senza figli, con più di 65 anni, l’inflazione allo 0,4% corrisponde ad una tassa pari a 115 euro. I pensionati, quindi, non solo non beneficeranno degli 80 euro in più in busta paga, ma continuano a vedere sempre più eroso il loro potere d’acquisto. Ecco perché sarebbe una sciagura chiedere ai pensionati di pagare quanto verrà dato in più ai lavoratori dipendenti. Sarebbe una guerra tra poveri!

Per l’associazione di consumatori è interessante il dato delle sigarette, che, dopo 12 anni di aumenti, scendono di prezzo. Evidentemente anche la crisi può avere, paradossalmente, aspetti positivi: la mancanza di soldi fa smettere di fumare. Il calo dipende, comunque, anche da uno spostamento della domanda verso le sigarette elettroniche.