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Consumatori

Internet e sicurezza, le dritte per stare attenti

Pietro Giordano, Adiconsum:
Danni pesantissimi per i consumatori dalla cybercriminalità.
La prevenzione e le campagne di informazione
in collaborazione con le Associazioni Consumatori,
valido strumento per l’alfabetizzazione digitale dei consumatori

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Vademecum Adiconsum per gli internauti

Nella sua Relazione annuale, il Garante per la protezione dei dati personali ha fatto il punto sulla situazione della cybercriminalità nel nostro Paese. I danni causati ammontano a 500 miliardi di euro. I reati perpetrati vanno dal furto di identità fino alla più organizzata criminalità cibernetica che arreca danni ai seqreti aziendali, mette fuori uso portali, sottrae moneta virtuale.

Al Garante della privacy – dichiara Pietro Giordano, Presidente nazionale di Adiconsum – va il nostro riconoscimento per il lavoro fin qui svolto, anche se molto c’è ancora da fare. Ci riferiamo in particolare alle truffe e ai raggiri perpetrati dalla cybercriminalità che come evidenziato dal Garante alimenta un giro d’affari di 50 miliardi a scapito di consumatori ed aziende.

Le conseguenze per il consumatore – prosegue Giordano – sono pesanti sia dal punto di vista economico, sia di stress per le pratiche da avviare a cominciare dalla denuncia di quanto accaduto.

Ecco un breve Vademecum di Adiconsum rivolto ai cybernauti meno esperti.

· dotare il tuo computer dei più aggiornati livelli di sicurezza (antivirus, firewall e browser)
· fare backup completi periodici di quanto contenuto nel proprio computer
· entrare direttamente nei siti web che si vogliono visitare piuttosto che cliccare sui link forniti in una posta elettronica.
· non inviare MAI denaro o dati personali a soggetti che non conosci e di cui non ti fidi
· se si riceve una telefonata dalla tua banca o da qualsiasi altra organizzazione, non fornire dettagli personali: chiedere il nome e il numero telefonico del chiamante. Fare verifiche presso l’ente in questione prima di richiamare. Non rispondere MAI ad un numero fornito via mail oppure attraverso un link allegato: cercare invece il numero da contattare attraverso una ricerca su internet oppure sul retro della carta bancomat
· in caso dell’arrivo di una richiesta, da parte di un amico o un parente, che afferma di essere rimasto bloccato in vacanza, con una richiesta di invio di denaro, contattare la persona per telefono o per altri mezzi per verificare se la richiesta è legittima
· eseguire controlli periodici sulla propria carta di credito e/o sui movimenti bancari in modo da individuare eventuali operazioni sospette.

Ricordiamo che Adiconsum coordina il progetto europeo MeisMine nell’ambito del Programma Europeo di Prevenzione e Lotta contro la Criminalità della Commissione europea – Direzione Affari interni, che prevede:
· un infopoint telefonico lo 06 44170252, attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 13.00
· una mail dedicata: infopoint.meismine@adiconsum. it
· un sito informativo ad hoc, www.furtodidentita.it

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Consumatori

Via libera della Camera alla videoserveglianza nella Asili

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Una ottima notizia per il Codacons il via libera dell’Aula alla procedura d’urgenza per l’esame della proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio-assistenziali per anziani e disabili.

“Da più di dieci anni ci battiamo affinché vengano introdotte telecamere negli asili e nelle scuole, e presso le strutture sanitarie, perché si tratta dell’unica misura realmente utile per combattere violenza e maltrattamenti a danno dei più deboli – afferma il presidente Carlo Rienzi – In Italia sono infatti aumentati a dismisura i casi di bambini malmenati dalle maestre o di disabili e anziani abusati presso cliniche e strutture sanitarie, casi portati all’attenzione pubblica solo grazie ai sistemi di videosorveglianza installati per ordine della magistratura”.

“Invitiamo Governo e Parlamento a non cedere alle pressioni della lobby dei sindacati che, specie nel settore scolastico, si sono schierati contro la presenza delle telecamere, che al contrario potrebbero tutelare anche gli insegnanti contro episodi di bullismo” – conclude Rienzi.

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Consumatori

Ferrovie: Federconsumatori esposto a Trenitalia sui tempi di percorrenza delle tratte regionali

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La “traccia orario” è il tempo assegnato ad un treno per percorrere una certa relazione.

Il tempo impiegato dovrebbe ricavarsi dalla formula t=S/v; dalla quale risulta evidente come il tempo necessario è in rapporto sia allo spazio da percorrere, sia alla velocità.

In realtà in ferrovia non bastano questi elementi per determinare la “traccia orario”, se ne aggiungono alcuni (spesso motivati), e altri di cui nessuno capisce la motivazione.

Solo Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana sono in grado di capire perché per percorrere la relazione Pescara-Montesilvano con treni regionali (ma ci sono centinaia di casi analoghi in Italia) a volte bastano 4 minuti altre volte ne occorrono 17. Eppure, nel caso considerato, i treni viaggiano a velocità simile, non ci sono fermate intermedie e la distanza tra le stazioni è sempre la stessa; ma i tempi assegnati ai treni per percorrere la stessa distanza sono diversissimi.

Un problema che non va sottovalutato, dal momento che ogni minuto di percorrenza di un treno costa alla collettività circa 10 euro.Questo vuol dire che, se al treno Montesilvano-Pescara si assegnano 13 minuti più del dovuto, la comunità pagherà in più 130 euro al giorno; quasi 50.000 euro ogni anno, solo per quel treno! (E questo vale per tutte le altre tratte interessate!

Se il risultato dei vari algoritmi utilizzati per calcolare il prezzo dei servizi da pagare conserva l’apparenza della neutralità, la traccia oraria è chiaramente determinata dagli interessi delle Ferrovie, senza che nessuno possa eccepire alcunché.

Eppure dalle tracce orario dipendono: 1) i costi sostenuti dalle regioni per pagare i corrispettivi a Trenitalia per l’offerta del servizio regionale; 2) la possibilità di applicare o meno le sanzioni a Trenitalia in caso di ritardo; 3) la qualità del servizio ferroviario regionale ;4) la concreta possibilità di apertura del mercato ferroviario.

Per evidenziare un abuso di posizione dominante da parte delle Ferrovie italiane nel mercato ferroviario, la Federconsumatori ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo stesso esposto è stato inviato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e, per conoscenza, anche al Ministro dei Trasporti (con due precedenti esposti della nostra Associazione al Garante, sono state comminate due diverse sanzioni: la prima da un milione di euro nel 2014, la seconda da cinque milioni di euro nel 2017).

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Paghereste un caffè l’80% in più della media? La polemica su Starbucks a Milano

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Starbucks, il colosso del caffè americano sbarca in Italia con il primo mega store a Milano: per il nostro Paese si tratta di una piccola rivoluzione culturale che da una parte, sicuramente, amplia la concorrenza tra bar e caffeterie, dall’altra suscita qualche perplessità sui costi, davvero molto alti. Pagare un caffè espresso 1,80 è davvero esagerato, senza contare i 3,50 euro del caffè americano, per poi salire di prezzo per caffè più sofisticati: è l’80% in più rispetto alla media milanese!

Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili dell’Osservatorio prezzi e tariffe del ministero dello Sviluppo economico, infatti, che utilizza i prezzi ufficiali rilevati dagli Uffici comunali di statistica nell’ambito della rilevazione mensile dell’Istat, in media il caffè espresso a Milano costa 1 euro, 1,10 euro la quotazione massima. Da Starbucks, quindi, si paga l’espresso, mediamente, 80 centesimi più rispetto al resto della città, 70 centesimi di differenza considerando i bar più cari. Considerato che per molti il caffè al bar è un’abitudine giornaliera irrinunciabile, diventa quasi un lusso!

Ma quanto costa, invece, il caffè fatto in casa? In generale utilizzando 7 grammi di miscela,  il caffè casalingo costa mediamente 12 centesimi, quindi andare da Starbucks ci costa il 2471% in più della tazzina di caffè home made.

Non tutti sanno però che il costo del caffè di casa dipende anche dallo strumento utilizzato: una tazzina di caffè con la tradizionale moka costa infatti circa 0,12 centesimi, mentre con la macchinetta a capsule 0,41 centesimi; per sapere qual è la macchinetta per il caffè più adatta alle diverse esigenze e confrontare i prezzi del caffè fatto con moka, macchinetta automatica, a capsule o a cialde, leggi la nostra indagine Quanto ci costa un caffè espresso fatto in casa

Autore: Unione Nazionale Consumatori

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