Questo mese la Federazione russa ospiterà le olimpiadi invernali. Eppure, nonostante gli investimenti per i giochi, l’economia del Paese non sta attraversando un momento brillante e le previsioni per l’imminente futuro non sono migliori. L’investimento nella Borsa russa resta interessante, ma solo in pochi casi
Questo il parere degli analisti di Altroconsumo Finanza:

· Dopo essere cresciuta al ritmo dei Paesi emergenti per alcuni anni, l’economia russa, appesantita da una burocrazia imponente e da una corruzione dilagante, ha cominciato a rallentare. Basata quasi solo sullo sfruttamento delle grandi risorse di materie prime, l’economia russa ha risentito, negli ultimi anni, della sostanziale mancanza di diversificazione e di investimenti.
· Anche se nel 2013 la produzione di barili di petrolio è stata la più alta dalla fine dell’era comunista, tutti gli altri settori dell’industria non sono competitivi. Le società russe soffrono la concorrenza di quelle straniere anche nel mercato domestico. L’elevato volume delle importazioni non aiuta certamente lo sviluppo dei gruppi industriali locali. La necessità di uno svecchiamento delle infrastrutture e dell’aumento degli investimenti privati è evidente e nel 2013 non sono stati compiuti passi avanti in questo senso. Il potere d’acquisto dei russi, inoltre, resta basso e il volume dei consumi ne risente. Il risultato è stato il progressivo deteriorarsi della crescita dell’economia.
· Sono lontani- secondo Vincenzo Somma direttore di Altroconsumo Finanza – i tempi in cui l’economia russa cresceva al ritmo del 9% l’anno, come è accaduto nel 2008. L’attuale esecutivo sta prendendo delle misure per correre al riparo, tra cui la creazione di una Unione economica euroasiatica, che dovrebbe partire nel 2015, e avrebbe lo scopo di agevolare gli scambi commerciali tra Russia, Bielorussia e Kazakhistan.
· Gli esiti positivi di queste iniziative, tra cui alcune hanno obiettivi davvero ambiziosi, come per esempio la crescita della produttività del lavoro del 50% entro il 2018, non sono scontati. Il rublo ha sofferto sul mercato dei cambi e la sua quotazione rispetto all’euro è crollata del 20% rispetto a 5 anni fa e non dovrebbe, stando alle nostre previsioni, recuperare terreno nei prossimi mesi.
· La Borsa di Mosca ha cominciato ad arrancare dopo 3 anni di crescita ininterrotta e, oggi, non è poi così lontana dai livelli del 2008.

Le sue possibilità di crescita non sono eccellenti, secondo noi, nel prossimo futuro. Vale la pena continuare a puntare sul mercato russo, ma solo se, considerando il tuo orizzonte temporale di investimento e la tua propensione al rischio, ti ritrovi nel profilo adatto al portafoglio dinamico (quello più rischioso) a 10 e 20 anni e in quello neutro (medio rischio) a 20 anni e non ci metti più del 5% dei tuoi soldi. In questo caso puoi continuare a scegliere l’Etf Lyxor Russia (30,08 euro, Isin FR0010326140) che trovi quotato a Piazza Affari che resta il mezzo più semplice per puntare su Mosca. Abbiamo infatti analizzato più di 50 fondi comuni che puntano sulla Borsa russa e tra questi nessuno ha ottenuto un risultato degno di nota, ma tutti sono lontani dalla sufficienza.

MOSCA, BORSA GELIDA
La Borsa russa ha risentito negativamente, negli ultimi mesi, del calo del prezzo del petrolio. I principali titoli sono Gazprom, Sberbank e Lukoil. Per i due quinti il listino è costituito da società che operano nel settore gas e petrolio, seguono a buona distanza finanziari e minerari. Non investirci più del 5% del tuo portafoglio.