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“Io Studio” la Carta propagata gratuita del MIUR per gli studenti.

“Io Studio” è una tessera distribuita dal Miur come strumento di riconoscimento dello status di studente per consentire, fra le altre cose, una serie di agevolazioni e di sconti per i possessori (ingresso a musei, cinema, teatri, acquisto di libri, corsi e materiali scolastici, sconti sui tragitti ferroviari, ecc.)

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Nel 2013 il Miur ha lanciato un bando di gara per permettere l’evoluzione di questa tessera in una carta prepagata ricaricabile. Poste Italiane si è aggiudicata la gara con affidamento a titolo gratuito. L’azienda quindi non trae alcun compenso diretto da parte del Ministero.
Le tessere vengono consegnate agli studenti inattive. L’evoluzione in carta prepagata sarà quindi una libera scelta dello studente che dovrà attivarla on line accedendo ad una sezione dedicata del sito postepay.it, previa iscrizione al portale dello studente.
Contrariamente quindi a quanto riportato in modo errato da alcuni articoli di stampa non è una carta di credito. Una volta attivata i titolari della carta potranno disporre solo delle somme depositate , secondo i limiti di utilizzo previsti, e non di un plafond di spesa come invece accade per le normali carte di credito. A tutela delle famiglie e degli studenti va aggiunto, inoltre, che la carta ha una funzionalità ridotta, perché ha un limite massimo di ricarica di 1000 euro e non consentirà di eseguire transazioni sui siti di giochi o scommesse online, nonché sui siti pornografici.
Questa evoluzione della carta renderà più semplici i trasferimenti di denaro da parte del Ministero agli studenti (borse di studio, premi per le eccellenze, etc…) che attualmente seguono un iter complesso.
Non si prevedono costi di attivazione a carico dello studente né costi aggiuntivi rispetto a una carta prepagata. In più la ricarica di questa carta non prevede alcun costo se viene effettuata online da un’altra prepagata “Io Studio”. C’è da aggiungere inoltre, come specificato nel suddetto bando di gara, Poste devolverà al Miur quota parte del ricavato delle future transazioni, per il fondo al diritto allo studio.

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Polizze vita: hai un tesoretto nascosto e non lo sai

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Sei beneficiario di una polizza vita e non lo sai? Potresti avere tra le mani un tesoro e non saperlo Codici ti aiuta a scoprirlo!

In Italia, le polizze vita dormienti sono circa 4 milioni. I beneficiari non riscuotono i premi, i quali vengono trattenuti dalle compagnie assicurative.

Allo scadere del decimo anno, poi, con la prescrizione, vengono devolute al Fondo Rapporti Dormienti, Istituito presso la CONSAP.

Gli italiani potrebbero avere a portata di mano un tesoro e invece lo ignorano.

Perché i beneficiari non riscuotono i premi?

Il problema è che molto spesso gli eredi non sono a conoscenza dell’esistenza di una polizza vita stipulata da un loro caro defunto e la compagnia assicurativa non è grado di avvertirli perché non è a conoscenza della loro residenza, in quanto sulla polizza il beneficiario non viene indicato in maniera precisa.

Si tratta di somme rilevanti che potrebbero finire ai legittimi proprietari, ad esempio figli o nipoti di un assicurato defunto, che ne sono, però, titolari a loro insaputa e che finiscono per eclissarsi in un oblio burocratico.

Ignorando di avere diritto alla riscossione dei premi, i beneficiari non si fanno avanti, le polizze scadono, cadono in prescrizione e vengono incorporate dallo Stato.

Sono migliaia i risparmiatori che non hanno potuto riscuotere le polizze perché scaduti i termini.

Per evitare che questo accada, l’Associazione Codici offre un servizio che permetta a tutti i cittadini di scoprire se un familiare defunto abbia stipulato una polizza vita in loro favore.

Potrai verificare se sei stato indicato come legittimo beneficiario e riscuotere ciò che ti è dovuto senza correre il rischio di perderlo senza nemmeno esserne a conoscenza.

Se pensi che qualcuno possa aver stipulato una polizza vita indicandoti come beneficiario, rivolgiti a segreteria.sportello@codici.org o al numero 06.5571996 e Codici verificherà per te.

 

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ISTAT, nel 2017 scende ancora il prezzo delle case

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Indici dei prezzi delle abitazioni

Nel terzo trimestre 2017, sulla base delle stime preliminari, i prezzi delle abitazioni registrano una diminuzione dello 0,5% rispetto al trimestre precedente (Prospetto 1); il ribasso congiunturale dei prezzi si deve interamente alle abitazioni esistenti che si riducono dello 0,7% mentre quelle nuove registrano un incremento pari a +0,3%.

Su base annua persiste la diminuzione dei prezzi (-0,8%), che si accentua rispetto al trimestre precedente (era -0,2%). La flessione tendenziale e il suo ampiamento sono imputabili esclusivamente ai prezzi delle abitazioni esistenti (-1,3%, da -0,5% del secondo trimestre 2017), mentre quelli delle abitazioni nuove salgono dello 0,6% (da +0,3%). Pertanto, il differenziale tra la variazione tendenziale dei prezzi delle abitazioni esistenti e quella dei prezzi delle abitazioni nuove si conferma negativo e si amplia portandosi a -1,9 punti percentuali (da -0,8).

Rispetto alla media del 2010, primo anno per il quale è disponibile la serie storica dell’IPAB, nel terzo trimestre 2017 i prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 15,2% (-2,0% le abitazioni nuove;
-20,5% le esistenti).

Il calo dei prezzi delle abitazioni si manifesta contestualmente alla crescita dei volumi di compravendita per il settore residenziale, la cui ampiezza si riduce però per il quinto trimestre consecutivo; infatti, in base ai dati rilasciati dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, nel terzo trimestre 2017 il numero di unità immobiliari residenziali scambiate aumenta dell’1,5% rispetto allo stesso trimestre del 2016, registrando così il tasso di crescita tendenziale più contenuto dal secondo trimestre 2015 e dopo il picco del secondo trimestre del 2016 quando fu pari a +23,2%.

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Scoppia il caso frodi degli assegni bancari? Approfondimento di Luigi Gabriele su Radio Cusano Campus

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GLI ASSEGNI SONO UNA FORMA DI PAGAMENTO MOLTO RISCHIOSA, SOPRATUTTO OGGI.
Scoppia il bubbone delle frodi con gli assegni bancari. Nell’era delle criptovalute e dei pagamenti elettronici, si torna a parlare di assegni bancari perchè di facile contraffazione. Ne ha parlato il 9 gennaio 2018 a Radio Cusano Campus Luigi Gabriele.​

Ascolta il podcast al seguente link

 

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