L’indagine dell’Antitrust su un ipotetico cartello di alcune imprese, operanti nel campo delle pulizie nella Pubblica Amministrazione, ripropone il problema delle pulizie nelle scuole. Chi fa le pulizie? A nostro avviso, i bidelli dovrebbero pulire le scuole e non si dovrebbe ricorrere, a meno di situazioni particolari, ad appalti esterni che aggravano il bilancio pubblico. I bidelli, ovvero gli operatori scolastici, cosi’ definiti dal buonismo di turno, cosi’ come sono stati chiamati operatori ecologici i netturbini, dovrebbero avere, essenzialmente, la funzione di vigilanti e di addetti alle pulizie, ma le pulizie non le fanno piu’. E’ la distorsione cui ha portato una insensata contrattualita’ sindacale. Occorre tornare a praticare il buon senso e ridefinire il mansionario di molte categorie del pubblico impiego, altrimenti, ognuno rivendichera’ il proprio “particulare”, i cui costi avranno un solo pagante: il cittadino utente e contribuente.
Sollecitiamo il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ad intervenire e dare un esempio di “spending review”, ovvero di razionalizzazione della spesa pubblica.