Il quadro economico generale
I giudizi dei consumatori sulla situazione economica del Paese peggiorano (il saldo passa a -106 da -100 del mese precedente). Questa diminuzione è spiegata dall’aumento della percentuale di intervistati che giudicano la situazione economica “molto peggiorata” al 42,4% dal 35,8% di settembre e dalla diminuzione della quota di coloro che la valutano “migliorata” al 3,7% dal 5,3% del mese passato. Anche per le attese si rileva un calo sostenuto dei pareri positivi (il saldo passa a -16 da -9). Il saldo che esprime le attese di disoccupazione risulta in aumento a 58 da 56 del mese passato.
Quanto ai giudizi sulla dinamica dei prezzi al consumo negli ultimi 12 mesi e alle attese future aumentano i rispettivi saldi a -12 da -16 e a -24 da -32.

La situazione personale
I giudizi sulla situazione economica della famiglia migliorano leggermente, il saldo passa a -55 da -56 di settembre. Quanto alle attese future, dopo la stazionarietà osservata a settembre, il saldo diminuisce a -18 da -13. I giudizi sul bilancio familiare peggiorano e il saldo passa a -17 da -14 per effetto dell’aumento della quota di coloro che dichiarano di contrarre debiti (al 7,3% dal 5,8%).
Il saldo relativo ai giudizi sull’opportunità attuale di risparmio aumenta a 126 da 114. Tale risultato è dovuto all’aumento della quota di coloro che ritengono “certamente opportuno” effettuare risparmi (al 63,0% dal 56,8%). Le attese sulle possibilità future di risparmio diminuiscono: il saldo risulta pari a -49 da -47 di settembre. Per quanto riguarda l’opportunità attuale di acquisto di beni durevoli, i giudizi sulla loro convenienza diminuiscono: il saldo passa a -78 da -69; la stessa cosa accade per le intenzioni future di spesa il cui saldo passa a -91 da -88.
Circa le consuete domande trimestrali, i pareri riferiti alle intenzioni di acquisto di un’autovettura rimangono sostanzialmente stabili: il saldo si attesta a -165 come nellla rilevazione precedente, diminuisce, invece, il saldo che concerne l’acquisto di un’abitazione che passa a -189 da -186. Anche relativamente alle spese di manutenzione dell’abitazione aumentano i pareri sfavorevoli: la quota di coloro che “certamente non intendono” assumersi queste spese passa, infatti, al 74,2% dal 70,9%, portando il saldo a -141 da -135 del mese precedente.