L’ultima fotografia dell’Istat sui consumi energetici in Italia conferma il trend a cui siamo abituati: consumi per il riscaldamento elevati e in generale con un forte impatto sull’ambiente e sulla sostenibilità.

Secondo l’Istituto, nel 2013, le famiglie hanno complessivamente speso oltre 42 miliardi di euro, con una spesa media per famiglia pari a 1.635 euro. Le famiglie dichiarano di aver effettuato investimenti sul fronte del risparmio energetico negli ultimi 5 anni: oltre la metà per ridurre le spese per l’energia elettrica, il 21% per le spese di riscaldamento dell’abitazione, il 15% per il riscaldamento dell’acqua e, infine, il 10% per il condizionamento.

I comportamenti adottati dalla popolazione nell’ambito domestico, gli stili di vita e di consumo, determinano un impatto sull’ambiente rilevante ai fini della sostenibilità. Le famiglie sono responsabili, infatti, di una larga quota dei consumi energetici nazionali.

Se da un lato la crescente diffusione di sistemi per il riscaldamento e il condizionamento, di elettrodomestici e apparecchiature tecnologiche contribuisce al benessere della popolazione (sostituendo, più o meno completamente, l’intervento umano nei lavori domestici e rendendo più confortevole le condizioni abitative), dall’altro ha ripercussioni negative sull’ambiente in termini di tasso di inquinamento e di disponibilità futura delle risorse energetiche.

“Questi dati dovrebbero far ripensare l’Esecutivo sulle politiche energetiche intraprese finora – commentano Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale CODICI, e Luigi Gabriele, Responsabile Affari Istituzionali -. Rivederle dovrebbe essere un dovere a questo punto. Così come stabilire regole chiare per l’erogazione degli incentivi che come abbiamo visto hanno creato non pochi problemi ai consumatori. Come abbiamo denunciato giorni fa, molti consumatori si sono visti rifiutare da GSE (Società a totale partecipazione del Tesoro) gli incentivi perché si è scoperto che i pannelli solari installati non sono fabbricati in Italia. Il GSE avrebbe dovuto stilare un elenco dei produttori certificati in precedenza ma non l’ha fatto”.