Secondo i dati provvisori resi noti oggi dall’Istat, l’inflazione a maggio è in lieve risalita all’1,2%, contro l’1,1% di aprile. Per il Codacons ha dell’incredibile che l’inflazione rialzi la testa nonostante i consumi siano in caduta libera. In ogni caso è una ragione in più per scongiurare l’aumento dell’Iva che, come avvenuto nel settembre 2011, determinerebbe un aumento ulteriore dei prezzi di almeno lo 0,6%.

Preoccupa, inoltre, che ad interrompere il rallentamento siano proprio gli alimentari, una spesa obbligata anche per chi non ha più soldi per arrivare alla fine del mese. Per l’associazione di consumatori un’inflazione all’1,2%, per quanto relativamente bassa, equivale pur sempre, in termini di aumento del costo della vita, ad una stangata pari a  419 euro per una famiglia tipo di 3 persone (345 euro per una coppia).

Una cifra quasi doppia sia rispetto a quanto si risparmierà con la sospensione dell’Imu sulla prima casa, pari a 225 euro, che con il blocco eventuale dell’aumento dell’Iva, che per una famiglia di 3 persone equivale ad un incremento di spesa di 209 euro.

Per questo il Codacons chiede al Governo Letta, se vuole ridare capacità di spesa alle famiglie, di fare molto di più, ad esempio congelando,  almeno fino al 2015, tutti gli aumenti previsti: dalla Tares all’acqua, dal trasporto pubblico locale ai pedaggi autostradali.