Secondo il dato reso noto oggi dall’Istat, l’indice destagionalizzato delle vendite al dettaglio a settembre scorso diminuisce dello 0,3 per cento rispetto al mese precedente. Nel confronto con agosto, le vendite di prodotti alimentari diminuiscono dello 0,2%, quelle di prodotti non alimentari dello 0,3%.
Rispetto a settembre 2012, l’indice grezzo del totale delle vendite segna una diminuzione del 2,8%, sintesi di una flessione del 2,2% per le vendite di prodotti alimentari e del 3,1% per quelle di prodotti non alimentari.
Per il Codacons questi dati confermano la bontà di quanto detto ad ottobre, ossia che il leggero aumento che si era registrato ad agosto era solo un rimbalzo tecnico, peraltro fittizio, considerato che i dati incorporano sia la dinamica delle quantità che dei prezzi.
Gli italiani, insomma, proseguono la loro dieta forzata, considerato che ancora una volta di diminuiscono le vendite di prodotti alimentari, beni necessari difficilmente comprimibili. Segno di una drammatica difficoltà ad arrivare a fine mese. Persino le vendite della grande distribuzione crollano. Solo i discount reggono ancora, ma la loro tenuta dimostra come gli italiani non si possono più permettere nemmeno di comprare le marche famose e pubblicizzate che hanno reso famoso il made in Italy nel mondo e che hanno mangiato da quando sono bambini.
Ecco perché il Governo dovrebbe rifare la legge di stabilità, partendo dal principio che quella italiana è in primo luogo una crisi di consumi dalla quale si uscirà solo quando le famiglie potranno almeno permettersi di poter mangiare quello che vogliono senza doversi preoccupare che, così facendo, non arriveranno a fine mese.