Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, nel 2012 il 29,9% delle persone residenti in Italia è a rischio di povertà o esclusione sociale. Un dato cresciuto di 1,7 punti rispetto al 2011 e maggiore di 5,1 punti percentuali rispetto a quello medio europeo (pari al 24,8%).

Per il Codacons sono dati sconcertati. In particolare quelli secondo i quali il 50,8% delle famiglie non può permettersi una settimana di ferie, il 42,5% non riesce a sostenere una spesa imprevista di 800 euro ed il 16,8% non può permettersi un pasto proteico adeguato ogni due giorni, dimostrano che l’Italia è tornata come nel Dopoguerra, con gli italiani in miseria, costretti a lottare contro la povertà, obbligati a risparmiare persino sull’acquisto del cibo, con la costante paura di non riuscire a farcela.

Questa situazione, che definire drammatica è poco, dipende soprattutto dal fatto che da almeno 10 anni si è sistematicamente violato l’art. 53 della Costituzione, aumentando le tasse indipendentemente dal reddito.

Così, mentre le aliquote Irpef scendevano per i ricchi, con l’aliquota massima che passava dal 62%, in vigore fino al 1988, all’attuale 43%, pensionati e lavoratori dipendenti, ceti medi e medio bassi vedano aumentare tutte le tariffe pubbliche e le spese obbligate possibili immaginabili, dall’acqua ai rifiuti, dal gas all’elettricità. Mentre veniva abolita l’Iva sui beni di lusso, aumentava l’aliquota ordinaria dal 15% del 1985 al 22%.

Per dare una risposta seria a questi dati, il Governo dovrebbe rifare la legge di stabilità pensando innanzitutto a questi nuovi poveri e concentrando su di loro le poche risorse disponibili.

 

ALIQUOTE IVA

Anno

Aliquota

Ordinaria

Aliquota

Massima

2013

22

22
2011

21

21
1997

20

20
1989

19

38
1985

15

38
1982 18

38

1981 15

35

1977 14

35

1973 12

30