Esattamente come previsto dal Codacons, che lo scorso dicembre aveva annunciato una “stangata” di inizio anno per gli italiani, l’Istat certifica una crescita record dei prezzi a gennaio, con l’inflazione che segna un balzo del +0,9% e il carrello della spesa che addirittura vola a quota +2,2%.

“L’istituto di statistica conferma in pieno le nostre previsioni su una sensibile crescita di prezzi e tariffe nel 2017 – spiega il presidente Carlo Rienzi – Ad alimentare il record dell’inflazione, tuttavia, pesano in modo evidente anche le speculazioni sui listini. La crescita dei prezzi nel settore degli alimentari (+5,3%) è abnorme e ingiustificata, e appare aggravata dai rincari dei listini dell’ortofrutta legati al maltempo, che hanno coinvolto anche prodotti non colpiti da gelo e coltivazioni raccolte prima delle nevicate”.

“Con una inflazione a questo livello – prosegue Rienzi – gli italiani dovranno mettere in conto una maggiore spesa su base annua pari a +270 euro a famiglia”.

Secondo Federconsumatori invece, ancora una volta i dati Istat parlano di un andamento dei prezzi che definire altalenante è quasi un eufemismo. Nelle scorse settimane è stato rilevato che nel 2016 l’Italia è risultata in deflazione per la prima volta in più di 50 anni, mentre a gennaio l’indice dei prezzi al consumo ha fatto registrare un aumento del +0,2% rispetto al mese precedente.

Ancora una volta i dati dimostrano l’evidente instabilità di un contesto economico che, tra alti e bassi, resta in sospeso e non dà segnali concreti di ripresa.

“Rilanciare l’occupazione è il primo passo sulla via della ripresa. Per questo non è più possibile rinviare l’attuazione del Piano Straordinario per il Lavoro che invochiamo da tempo” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef.

Anche le rilevazioni dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori dimostrano l’importanza del lavoro per l’uscita dalla crisi: è stato calcolato che riportando la disoccupazione, che attualmente si attesta al 12%, ai livelli pre-crisi (quindi al 6%) la capacità di acquisto delle famiglie farebbe registrare una vera e propria ascesa, aumentando di circa +40 miliardi di Euro l’anno. Tale incremento rappresenterebbe, ovviamente, un contributo fondamentale per il rilancio dell’economia.

E’ fondamentale stanziare investimenti per l’innovazione, la ricerca e lo sviluppo tecnologico, realizzare opere di modernizzazione delle infrastrutture, realizzare un piano di messa in sicurezza antisismica e valorizzare e riqualificare l’offerta turistica.

Tali interventi sono urgenti e non più rinviabili, non solo per una questione economica ma anche per la loro valenza sociale. Rilanciare l’occupazione significa prima di tutto restituire prospettive e speranze non solo ai giovani ma ad un Paese intero.