 A gennaio 2014 entrambi i flussi commerciali presentano una diminuzione rispetto al mese precedente, più marcata per le importazioni (-5,2%) che per le esportazioni (-1,1%). Al netto dei prodotti energetici, le esportazioni sono in crescita (+1,0%).
 Su base tendenziale, entrambi i flussi si confermano in diminuzione: più rilevante per le importazioni (-11,9%) che per le esportazioni (-2,7%). Si segnala tuttavia che al netto della forte contrazione delle vendite di metalli di base e prodotti in metallo in Svizzera, l’export risulta stazionario.
 A gennaio 2014, la flessione congiunturale delle vendite verso i paesi extra Ue interessa l’energia (-26,7%) e i beni di consumo non durevoli (-2,7%). In espansione le vendite di beni strumentali (+3,0%) e di prodotti intermedi (+1,7%).
 Dal lato dell’import la flessione congiunturale investe tutti i comparti, con una contrazione particolarmente forte per gli acquisti di beni strumentali (-10,5%).
 Nell’ultimo trimestre la dinamica congiunturale dell’export verso i paesi extra Ue è stazionaria (0,0%), con le vendite di beni di consumo durevoli (-3,1%) e di prodotti intermedi (-1,2%) in contrazione. Nello stesso periodo, la flessione congiunturale delle importazioni (-2,9%) riguarda l’energia (-7,2%) e i beni strumentali (-6,8%). La flessione tendenziale delle esportazioni è diffusa a tutti i comparti, a eccezione dei beni strumentali (+2,4%). La contrazione tendenziale degli acquisti (-11,9%) è spiegata per oltre il 90% dall’energia (-22,4%) e dai beni strumentali (-13,6%).
 A gennaio 2014 si rileva un deficit commerciale di 894 milioni, in forte contrazione rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. È infatti poco più di un terzo di quello registrato a gennaio 2013 (-2.376 milioni). La riduzione del deficit è quasi del tutto ascrivibile al calo del deficit energetico (da -5,3 miliardi nel 2013 a -3,9 miliardi nel 2014).
 Nel mese di gennaio 2014, i mercati di sbocco più dinamici sono: EDA (+14,8%), Cina (+11,4%) e Stati Uniti (+7,1%). La flessione degli acquisti è diffusa a tutti i principali mercati, con l’eccezione di ASEAN (+0,5%) e Cina (+0,2%).