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Istat, Viaggi e vacanze: drammatico calo in tutti i comparti

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Fonte:Istat

La scheda

Nel 2013 prosegue e si accentua il trend negativo delle vacanze, che, rispetto al 2012, diminuiscono del 16,4% (-14,8% in termini di pernottamenti, per un totale di quasi 70 milioni di notti in meno). Le vacanze brevi sono quelle che registrano il calo più marcato: diminuiscono del 23,4% rispetto ai viaggi (contro il 10,2% delle vacanze lunghe) e del 22,4% rispetto alle notti (contro il 13,7%) (Prospetto 1).

Prosegue il trend negativo, avviato nel 2009, che nel corso del quinquennio ha comportato una perdita  di quasi 60 milioni di viaggi (290 milioni di notti).

I viaggi per vacanze (91% del totale) diminuiscono rispetto al 2012 del 16,4%. Si riducono soprattutto le vacanze brevi: del 23,4% nel caso dei viaggi (contro il 10,2% delle lunghe) e del 22,4% nel caso delle notti (contro il 13,7%).

I viaggi e i pernottamenti per motivi di lavoro mostrano una flessione più forte (rispettivamente -43% e -47,5%) di quella osservata per le vacanze, legata evidentemente anche alle criticità presenti nel mercato del lavoro.

Nel periodo estivo, la flessione riguarda  le vacanze brevi, sia nel numero di turisti (-35,3%) che nel numero di viaggi (-27,7%). Di contro, restano stabili il numero delle vacanze lunghe e la loro durata media (circa 12 notti).

I viaggi con mete italiane (79,8% del totale) mostrano un calo del 19,4%  e il numero di viaggi verso l’estero si riduce  del 21,1%. Nei paesi dell’Ue diminuiscono soprattutto le vacanze brevi e i viaggi di lavoro (rispettivamente, -30,7% e -32,2%). Oltre il territorio europeo a calare sono le vacanze lunghe (-40,3%).

Sempre meno i viaggi che prevedono pernottamenti in albergo (-23,9%) e in alloggi privati (-18,5%), soprattutto se in affitto (-29,2%). Diminuiscono anche le vacanze brevi trascorse nelle case di proprietà (-28,6%) o messe a disposizione gratuitamente da parenti o amici (-21,2%).

L’auto si conferma il mezzo di trasporto più utilizzato per viaggiare (61,4% dei viaggi), nonostante il calo del 18,5%; diminuiscono anche i viaggi in aereo
(-27,4%), mentre rimangono stabili quelli in treno.

Spagna e Francia rappresentano le destinazioni preferite: la prima per le vacanze  lunghe (13,1%), la seconda per quelle brevi (16,4%). La Germania è il paese più visitato per motivi di affari (24,4%). Tra le mete extra-europee, gli USA sono la preferita (4,6% del totale)  soprattutto per i viaggi  di  lavoro (12,4%).

 

Prosegue il calo dei viaggi, si riducono anche i pernottamenti

Nel 2013, i viaggi con pernottamento in Italia o all’estero effettuati dalla popolazione residente sono 63 milioni e 154 mila, per un totale di 417 milioni e 127 mila notti (Prospetto 1). Rispetto al 2012, l’ammontare dei viaggi diminuisce del 19,8%, quello delle notti del 16,8%.

I viaggi per motivi di vacanza rappresentano il 91% del totale, contro il restante 9% di quelli  realizzati per motivi di lavoro; in termini di pernottamenti, alle vacanze è dedicato il 96,3% delle notti, al lavoro il 3,7%.

Il 51,8% dei viaggi e l’84,7% delle notti trascorse in viaggio riguardano le vacanze ‘lunghe’ (4 o più notti), il 39,2% e l’11,6% i soggiorni di vacanza ‘brevi’ (1-3 notti).

Nel 2013, i residenti in Italia hanno effettuato 63 milioni e 154 mila viaggi con pernottamento, contro i 78 milioni e 703 mila dell’anno precedente (-19,8%).

Il numero delle notti si riduce del 16,8% (da 501 milioni e 59 mila a 417 milioni e 127 mila). Resta stabile la durata media dei viaggi (6,6 notti) sia per quelli di vacanza (7 notti) sia per quelli di lavoro (2,7 notti). Cala, inoltre, il numero medio di viaggi pro-capite (da 1,3 viaggi a 1).

Il calo è dovuto anche alla riduzione della quota di persone che mediamente viaggiano in un trimestre (dal 23,2% del 2012 al 20,1% del 2013). Il fenomeno si osserva in tutte le aree del Paese, ma è  più marcato tra i residenti nel Nord (-15,6%).

Vacanze in forte diminuzione,  si dimezzano i viaggi di lavoro

Nel 2013 prosegue e si accentua il trend negativo delle vacanze, che, rispetto al 2012, diminuiscono del 16,4% (-14,8% in termini di pernottamenti, per un totale di quasi 70 milioni di notti in meno). Le vacanze brevi sono quelle che registrano il calo più marcato: diminuiscono del 23,4% rispetto ai viaggi (contro il 10,2% delle vacanze lunghe) e del 22,4% rispetto alle notti (contro il 13,7%)

I viaggi e i pernottamenti per lavoro quasi si dimezzano in un solo anno (-43% di viaggi, -47,5% di notti), manifestando evidentemente anche l’effetto delle criticità presenti nel mercato del lavoro.
Come già osservato nel 2012, le vacanze lunghe rappresentano la maggior parte (il 56,9%) delle vacanze (il 51,8% del totale dei viaggi) e hanno una durata media di 10,8 giorni (erano 11,3 nel 2012). La durata dei viaggi di vacanza breve si mantiene mediamente stabile su 2 notti, così come lo è quella dei viaggi di lavoro, pari a 2,7 notti .

In calo i viaggi per fiere, mostre/esposizioni e per corsi di lingua/aggiornamento
Nel 2013, i viaggi di lavoro sono effettuati per svolgere riunioni d’affari (26%), per partecipare a congressi, convegni o altri eventi (23,3%) e per attività di rappresentanza, vendita, installazione o simili (15,1%) (Prospetto 4).
Seguono, con quote inferiori, i viaggi svolti per frequentare corsi di lingua o aggiornamento professionale (7,3%), per svolgere attività di docenza (7%), per partecipare a fiere, mostre o esposizioni (4,8%) e per attività culturali, artistiche o religiose (4,4%).
Calano i viaggi per riunioni d’affari (-43,1%), per congressi o convegni (-36,9%), ma soprattutto quelli per le attività di controllo e ispezione (-78,6%), per la partecipazione a fiere, mostre o esposizioni (-62%) e per corsi di lingua o aggiornamento (-52,8%).
Le missioni di lavoro, i viaggi di rappresentanza, le attività nel settore dell’edilizia o dell’artigianato e le docenze rimangono stabili, avendo già subito diminuzioni consistenti negli anni precedenti.

Calo dei viaggi più consistente nel secondo trimestre
La diminuzione dei viaggi si osserva in tutti i periodi dell’anno (le flessioni oscillano tra il 13,2% del trimestre estivo e il 17,1% di quello autunnale), ma è più accentuata nel secondo trimestre
(-35,1%) (Prospetto 2).
Nel primo e nel quarto trimestre, la diminuzione riguarda soprattutto le vacanze lunghe (-24,7% e
-27,6% rispetto agli stessi trimestri del 2012), mentre nel secondo e nel terzo si registrano flessioni consistenti per le vacanze brevi (-33,9% e -27,7% rispettivamente) e per i viaggi di lavoro (-68,9% e -53,7%).
L’andamento trimestrale per i pernottamenti è del tutto simile, a seguito della riduzione della durata media delle vacanze lunghe nel primo e nel quarto trimestre, rispetto agli stessi trimestri del 2012 (da 10,2 a 8,7 notti e da 9,3 a 7 notti rispettivamente). Fa eccezione il secondo trimestre, che mostra una sostanziale stabilità dei pernottamenti per vacanza breve, nonostante la flessione osservata rispetto al numero di viaggi. Nel trimestre estivo la permanenza media per le vacanze lunghe è stabile, attestandosi a circa 12 notti

 

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Consumatori

Social: opportunità o minaccia? La sconvolgente verità. Ecco cosa fanno con noi.

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I social ci conoscono meglio di come ci conosciamo noi stessi. Fate attenzione e scelte consapevoli.

di Luigi Gabriele “Adiconsum” e Andrea Mazziotti “Visionari”

Partiamo da un’assunto inconfutabile: non esiste azienda che vende i suoi servizi gratis.

Non reggerebbe commercialmente e non starebbe in piedi, insomma non avrebbe un Business model e quindi come potrebbe erogare servizi?


Allora vi chiederete: perché i social network sono gratis?

Su tutti i social, noi non siamo gli utenti, ma siamo il prodotto.

Vi spieghiamo perché e come funzionano i loro modelli di business.

  1. noi utilizziamo i servizi che i social ci forniscono (Es. FB, Twitter, Linkedin, Instagram, etc. etc.), e loro in cambio prelevano i nostri dati(ma tutto questo non è gratis).

2. Attraverso i dati che inseriamo, i social possono profilarci e vendere informazioni alle aziende commerciali che sono i veri utenti dei social network;

3. Le aziende pagano per avere informazioni su di noi, per targhettizzarci  e vederci prodotti o servizi.

QUESTO è il business model di tutti i social network. Ma quali sono i dati che vengono esaminati?

Ogni volta che entriamo e utilizziamo un social-network, ma anche qualsiasi altra azione compiamo, lui la registra.  A registrare in realtà è un’intelligenza artificiale che ascolta, vede e poi elabora, analizza i dati per profilarci sempre con maggiore accuratezza. Ogni vota che utilizzeremo un social, lui ci conoscerà sempre sempre meglio.

Like, commenti, post o la semplice scrollatura sulla home, vengono registrati ed analizzati.

Vengono analizzate le nostre foto e viene misurato quanto tempo stiamo su di un post.

Persino i metadata come l’ora, il luogo, il tipo di telefono e tutte le altre informazioni sensibili vengono accuratamente analizzate e immagazzinate.

Dall’analisi dell’algoritmo alla base di un social in particolare, si evince che lui sa:

chi sono gli utenti violenti, i depressi, i leader, gli influencer etc… etc…

Che gusti abbiamo in cucina, che orientamento politico, religioso e sessuale.

Sa se siamo sposati, single o perversi; dove viviamo, che strada facciamo per andare a lavoro o a trovare gli amici più frequenti.

Attraverso queste informazioni che noi gli forniamo gratis, le aziende di commercio o servizi, che ripetiamo sono gli utenti veri di FB o degli altri social, possono targettizzare minuziosamente le nostre esigenze e le nostre attitudini di consumo, per proporci beni e servizi che sembrano proprio fatti apposta per noi.


Quindi prima eravamo abituati a decidere se ignorare o meno la pubblicità davanti la TV, oggi non siamo noi a guardare la pubblicità, ma lei che si adatta a noi, ed il paradosso è che ogni volta che la ignoriamo, lei perfeziona il modo di raggiungerci.


Ma perché noi passiamo tempo a inserire dati sulla piattaforma e perché abbiamo questa compulsività nello stare sui social network?


Ecco il motivo.

Perché loro si sono accorti che la nostra attenzione è attirata molto più dalle notizie di natura negativa che positiva e sanno quali sono le cose che ci interessano veramente. Ed è per questo che sulla nostra home di Fb appaiono sempre cose per noi accattivanti?

Un titolo negativo, ha la possibilità di attrarre del 60% in più l’attenzione rispetto ad un titolo positivo.

Ma soprattutto sono le cose che ci interessano, che ci vengono mostrate. Non abbiamo più il libero arbitrio ma siamo eterodiretti.

Ad esempio se abbiamo un odio razziale, sulla nostra home appariranno questo genere di discussioni o articoli.

Quindi il pensiero o l’orientamento che abbiamo, giusto o sbagliato che sia, in questo modo viene rinforzato perché per loro è fondamentale che noi restiamo sulla piattaforma.

E’ quello che è successo in Italia con la creazione di fenomeni sociali, quali le fake news, l’andamento di alcune elezioni o la crescita esponenziale di alcuni partiti, il fenomeno della banale considerazione che ormai leggendo notizie o informandoci sui social pensiamo di essere più consapevoli, edotti o addirittura esperti.

Questo è quello che genera delle tribù di pensiero che non accettano contaminazioni o confronto. Cosa che è stata misurata scientificamente in Giappone, analizzando i Tweet.

I social network quindi stanno generando delle community chiuse e impermeabili al confronto.

A voi la scelta, se continuare ad alimentare tutto questo o perlomeno esserne consapevoli.

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Consumatori

Influencer e marchi, chiusa seconda moral suasion ANTITRUST

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato continua a prestare grande attenzione al fenomeno, sempre più diffuso, dell’influencer marketing sui social media e nel corso del 2018 ha portato a termine con successo una seconda azione di contrasto a forme di pubblicità occulta sui social media, realizzata da personaggi pubblici con un numero di follower non elevato, dopo quella del 2017 che aveva ottenuto il risultato di sensibilizzare i principali operatori del mercato al rispetto delle prescrizioni del Codice del Consumo. 

Ad agosto 2018, con la collaborazione del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza, l’Autorità ha inviato lettere di moral suasion agli influencer e ai titolari dei marchi utilizzati dagli stessi. In tali comunicazioni, è stato ricordato che la pubblicità deve essere chiaramente riconoscibile in quanto tale ed è stato, quindi, evidenziato che il divieto di pubblicità occulta ha portata generale e deve, dunque, essere applicato anche alle comunicazioni diffuse tramite i social network, non potendo gli influencer lasciar credere al pubblico dei follower di agire in modo spontaneo e disinteressato se, in realtà, stanno promuovendo un brand

L’intervento di moral suasion ha avuto un esito in larga parte soddisfacente in quanto gli influencer hanno recepito le indicazioni dell’Autorità, facendo un uso più intenso di avvertenze circa la presenza di contenuti pubblicitari nei post pubblicati sul proprio profilo Instagram, quali #ADV o #advertising#pubblicità oppure, nel caso di fornitura del bene da parte del brand ancorché a titolo gratuito,#prodottofornitoda

In altri casi, gli influencer hanno scelto di rimuovere gli elementi grafici idonei ad esprimere un effetto pubblicitario, quali le etichette (tag) apposte su un’immagine che rinviano al profilo Instagram del brand. Infine, le società titolari dei marchi hanno dato evidenza di aver introdotto, anche contrattualmente, procedure volte ad indurre gli influencer a rendere maggiormente trasparenti, sui loro profili personali, il legame commerciale con il marchio. 

Pur a fronte di tali risultati positivi, tuttavia, al contempo l’Autorità antitrust ha avviato, su segnalazione di Unione Nazionale di Consumatori, un procedimento istruttorio nei confronti delle società Alitalia Società Aerea Italiana s.p.a. in A.S. e AEFFE s.p.a., quest’ultima riconducibile alla stilista Alberta Ferretti e già destinataria del primo intervento di moral suasion del 2017, nonché di alcuni influencer, avente ad oggetto la possibile diffusione, mediante social media, di pubblicità non riconoscibile in quanto tale. Nella comunicazione di avvio del procedimento istruttorio, in particolare, viene contestata la diffusione sul profilo Instagram di diversi influencer di post nei quali appare inquadrato il logo Alitalia impresso sui capi di abbigliamento a marchio Alberta Ferretti indossati dagli stessi influencer. A seguito dell’avvio, sono stati effettuati accertamenti ispettivi presso le sedi delle due società con la collaborazione del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza. 

In ragione dell’ampiezza e del proliferare dei contenuti sui social network, l’Autorità continuerà a monitorare il fenomeno adottando le misure valutate di volta in volta più opportune per contrastarlo. 

Roma, 11 dicembre 2018

www.agcm.it

———————————————— 

Ufficio Stampa
Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato
P.zza G. Verdi, 6/A
00198 Roma – tel. 06 85821.842
ufficio.stampa@agcm.it

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Consumatori

EcoTassa Auto, Adiconsum incontra Di Maio: non siamo d’accordo

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MANOVRA/Bonus-Malus
Ieri alle 17.00, Adiconsum ha incontrato il ministro, Luigi Di Maio:
NO a proposta del Governo bonus-malus, così come formulata
Proponiamo una transizione progressiva verso la mobilità a zero emissioni

12 dicembre 2018 – Adiconsum ritiene irrinunciabile il diritto alla mobilità, da esercitarsi senza alcuna forma di aggravio dei costi per i consumatori che non tenga conto delle condizioni reddituali, sostenendo l’incremento della mobilità sostenibile con mezzi pubblici, in condivisione o noleggio.

Questo l’incipit del documento presentato nell’incontro con il Ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio.

Per garantire tale diritto, Adiconsum ritiene necessaria una TRANSIZIONE PROGRESSIVA alla mobilità a zero emissioni, la quale non si evince dalla proposta formulata dal Governo, basata su un aumento del malus per le auto più inquinanti.

Ad avviso di Adiconsum, il meccanismo ipotizzato dal Governo per una mobilità sostenibile non è risolutivo, come dimostrato dai dati rilevati in Francia, l’unico Paese dove è stato messo in atto, in cui non solo non ha prodotto i risultati auspicati, ma, anzi, ha incentivato ulteriormente la diffusione delle vetture termiche a combustione. Adiconsum ritiene che la convergenza tra mobilità privata e pubblica possa garantire risultati efficaci.

Adiconsum, consapevole della gravità delle condizioni ambientali, dei cambiamenti climatici e della necessità di avere politiche strutturali in materia di mobilità collettiva ed individuale, propone un APPROCCIO TRANSITORIO, attraverso l’introduzione di misure di accompagnamento, di supporto, stimolo e comportamentale dei consumatori e delle industrie del settore, verso la mobilità a zero emissioni. 

Adiconsum protegge il diritto alla mobilità e alla libertà di scelta del consumatore senza penalizzazioni di alcun tipo, nemmeno parziali, e comunque, programmate non prima dell’anno 2020 e propone, a tal scopo, un approccio transitorio per l’adozione di qualsiasi misura incentivante.

NO, quindi, a nuove tasse per l’acquisto di auto, SÌ al cambio del parco macchine inquinante.

Guarda il video delle dichiarazioni di Di Maio E Adiconsum

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