L’allarme lanciato oggi dal Codacons in merito all’indebitamento degli italiani è ancor più grave se si considera che i mancati pagamenti di rate e debiti vari crescono nonostante il ricorso al credito al consumo si sia ridotto del -6,4% nel periodo gennaio-agosto 2014 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Lo afferma l’associazione dei consumatori, sottolineando la gravità del fenomeno.

“E’ avvenuto esattamente quanto avevamo previsto qualche anno fa, quando cioè di fronte all’incremento del credito al consumo in Italia avevamo denunciato come le famiglie non sarebbero state in grado, nei successivi anni, di far fronte ai debiti contratti – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Oggi la crescita dei mancati pagamenti di bollette, rate e prestiti vari, conferma quanto il nostro allarme fosse fondato, al punto che il ricorso al credito al consumo ha subito nell’ultimo periodo un decremento del -6,4%, a dimostrazione che i cittadini, già strozzati da rate e pagamenti insoluti, non riescono nemmeno più a contrarre ulteriori debiti per il futuro”.

Il Governo deve intervenire per salvare le famiglie in difficoltà, offrendo sostegno ai nuclei meno abbienti che non riescono nemmeno più a pagare le bollette. E proprio sul fronte delle forniture, il Codacons lancia un salvagente ai cittadini: attraverso le istruzioni pubblicate oggi sul sito www.codacons.it è possibile chiedere la rateizzazione o la sospensione dei debiti contratti con le società del gas, dell’elettricità, e dell’acqua, ed evitare il distacco della fornitura seguendo le indicazioni fornite dall’associazione.20141006-111224-40344948.jpg

Peggiora in Italia la situazione economica delle famiglie, al punto che i mancati pagamenti accumulati dai cittadini hanno raggiunto livelli record. Lo denuncia oggi il Codacons, che fornisce le stime del fenomeno.
In base alle elaborazioni dell’associazione, le famiglie italiane hanno accumulato ad oggi debiti che complessivamente sfiorano i 50 miliardi di euro. Si tratta di mancati pagamenti relativi a rate di prestiti, di mutui, di acquisto di beni di largo consumo, leasing, scoperti di conti bancari, carte di credito revolving, ma anche di bollette per le utenze domestiche non saldate, cui si aggiungono debiti commerciali di vario tipo, per i quali sono state avviate le procedure di recupero. Nel 2012 il debito dei cittadini per le medesime voci ammontava a circa 43 miliardi di euro; ciò significa che i mancati pagamenti da parte degli italiani sono cresciuti del 16% in due anni.
Praticamente – spiega il Codacons – ogni singolo italiano, neonati compresi, appare debitore nel 2014 per un importo medio di 833 euro.
Solo per le bollette, 19,1 milioni di italiani risultano oggi morosi almeno su una utenza relativa alla fornitura di elettricità, gas, acqua o telefonia.
Tra le regioni che registrano i più alti livelli di insolvenza troviamo:

SICILIA: 7,4 miliardi di euro
LOMBARDIA: 6,7 miliardi di euro
CAMPANIA: 5,7 miliardi di euro
LAZIO: 4,5 miliardi di euro

“La causa di tale drammatica situazione è da ricercarsi nel progressivo impoverimento delle famiglie, colpite da una drastica riduzione del potere d’acquisto, dalla crescita della disoccupazione e da una pressione fiscale insostenibile – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Di conseguenza, chi ha contratto debiti negli anni passati non riesce oggi a far fronte ai propri obblighi, nonostante si sia progressivamente ridotto il ricorso al credito al consumo, sceso del -6,4% nel periodo gennaio-agosto 2014”.