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Italia-Gran Bretagna, confronto sulla concorrenza Il Garante Antitrust Pitruzzella: “Nuove leggi per superare il protezionismo”

Antitrust – intervento odierno del Pres. Pitruzzella all’incontro su “Concorrenza e mercati: Regno Unito e Italia nel contesto europeo” c/o Ambasciata di Gran Bretagna

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Per aprire sempre più il mercato alla concorrenza, “occorre uno sforzo del legislatore per superare definitivamente un approccio protezionistico, teso a salvaguardare le esistenti rendite di posizione degli operatori incumbent”. In un intervento all’incontro su “Concorrenza e mercati: Regno Unito e Italia nel contesto europeo”, presso l’Ambasciata di Gran Bretagna a Roma, il presidente dell’Autorità Antitrust, Giovanni Pitruzzella, ha indicato i settori principali su cui – a suo parere – è necessario intervenire, per rimuovere i “colli di bottiglia” che determinano “l’arretratezza del tessuto produttivo nazionale e un ostacolo significativo alla crescita economica”.

In Italia, come ha ricordato Pitruzzella con un riferimento indiretto alla recente polemica sugli “imprenditori eroi” suscitata da alcune dichiarazioni del presidente del Consiglio, il costo per avviare un’impresa risulta 6 volte maggiore alla media europea. Il dato è confermato anche dal fatto che in una classifica internazionale sulla facilità di fare business il nostro Paese si colloca al 56° posto su 189 nazioni.

Per l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, secondo quanto già indicato nell’ultima Segnalazione al Parlamento per la legge annuale sulla concorrenza, i settori che richiedono interventi di liberalizzazione e semplificazione amministrativa sono innanzitutto l’energia, le telecomunicazioni, le banche e i servizi, con particolare riferimento a quelli professionali. Altrimenti, “l’alterazione del corretto funzionamento di tali mercati rischia di tradursi in una sorta di tassa occulta”.

Nel settore delle telecomunicazioni, oggetto di una recente indagine conoscitiva condotta dall’Antitrust insieme all’Agcom, Pitruzzella ha sollecitato “efficaci politiche di sostegno della domanda”, ricordando che in Italia solo il 56% della popolazione utilizza regolarmente Internet, rispetto al 72% della media europea, mentre l’accesso da casa si attesta al 69% contro il 79% dell’Ue e quasi il 100% di altri Paesi. Il Garante Antitrust auspica perciò “un più stretto coordinamento degli investimenti fino a oggi e dei piani di sviluppo delle infrastrutture dei principali gestori nazionali”. Da qui, l’opportunità di un programma strategico nazionale che comprenda la definizione dei traguardi intermedi.

Quanto alla rete energetica, il presidente dell’Agcm sottolinea “l’esigenza di ridurre la durata complessiva dei procedimenti di rilascio delle autorizzazioni per le infrastrutture ritenute prioritarie”, anche attraverso forme di consultazione preventiva con le popolazioni locali coinvolte, sul modello del “débat public” francese. Ma, in vista di un mercato unico dell’energia a livello comunitario, per Pitruzzella la politica di un Paese in questo campo “non può prescindere dal confronto e dalla ricerca di una convergenza di intenti in sede europea”.

Sul mercato dei servizi, il Garante Antitrust rileva la “seria criticità” che ne impedisce tuttora un’effettiva apertura alla concorrenza, a causa della difficoltà di dare piena attuazione alle norme comunitarie e interne in materia. “Il settore dei servizi in Italia – afferma Pitruzzella – risulta liberalizzato, ma la tecnica normativa utilizzata, in assenza delle norme di attuazione, fa sì che l’effetto non sia del tutto realizzato”. Nel settore bancario, in particolare, l’accesso al credito delle imprese italiane risulta tuttora più difficile che nel resto dell’Eurozona e i tassi di interesse si mantengono superiori, soprattutto per i prestiti di minore importo. “Le nostre banche – a giudizio dell’Agcm – non appaiono ancora sufficientemente incentivate a competere per erogare finanziamenti”.

Nel corso del convegno all’Ambasciata inglese, il presidente Pitruzzella ha toccato anche il tema della ristrutturazione delle Poste (“Occorre un radicale intervento sull’assetto dell’ex monopolista”) e quello dei servizi professionali, citando gli ultimi interventi dell’Autorità sull’attività degli avvocati e dei notai. Il Garante Antitrust ha concluso infine il suo intervento auspicando un “ulteriore sforzo di sistematizzazione normativa” per razionalizzare i servizi pubblici (a cominciare dal trasporto locale) e le società pubbliche.

Il testo completo dell’intervento è pubblicato sul sito dell’AGCM

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Elettricità: differita al 2020 l’ultima fase della riforma tariffaria per gli oneri generali dei clienti domestici

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dal 1° gennaio 2019 eliminata la progressività della componente di commercializzazione

Milano, 5 dicembre 2018 – Il completamento della riforma delle tariffe relativa alle componenti degli oneri generali di sistema per i clienti domestici viene differito di un ulteriore anno rispetto al previsto 1° gennaio 2019. Lo ha deciso l’Autorità con la delibera 626/2018/R/eel per evitare la sovrapposizione nel prossimo anno con gli effetti che deriveranno dalla riattivazione degli oneri generali, parzialmente sospesi negli ultimi 2 trimestri per limitare gli aumenti di spesa dell’energia elettrica.

La riforma delle tariffe domestiche, definita dall’Autorità in attuazione del decreto legislativo n.102/14, ha già permesso di eliminare la progressività dalle tariffe dei servizi di rete (trasmissione e distribuzione), nel rispetto degli obiettivi di sostenibilità ambientale e di allineamento della struttura delle tariffe ai costi del servizio.

Per le componenti tariffarie degli oneri generali rimane quindi in vigore la struttura a due scaglioni in vigore nel 2018 (fino a 1.800 kWh/anno e oltre 1.800 kWh/anno). Ciò permette di mantenere proporzionato, per tutti i clienti domestici, l’effetto della riattivazione degli oneri generali.

Il rinvio non riguarda invece la componente DISPBT, applicata a tutti i clienti aventi diritto al servizio di maggiore tutela, che nel 2018 aveva ancora una struttura progressiva per i clienti domestici residenti. Dal 2019 verranno pertanto eliminati gli scaglioni da tale componente, che riguarda i costi di commercializzazione1

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Ferri da Stiro, approfondimento di Unomattina con Luigi Gabriele di ADICONSUM e Valerio Rossi Albertini (Fisico del CNR)

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Tipologie ferri da stiro.

Approfondimento di Unomattina con luigi Gabriele Adiconsum e Valerio Rossi Albertini Fisico CNR

Riguarda il video dal minuto 39

  • Perchè il ferro a caldaia ha superato quello classico?Pro e contro di questa scelta.Ferri classici, perchè c’è una differenza così ampia tra quelli che costano 20 euro e quelli 100?
  • Consigli per l’acquisto
  • Consumi tra classici e a caldaia.
  • Acqua decalcificata(distillata) ha senso?

Vediamo l’approfondimento realizzato dalla redazione con la collaborazione dell’ufficio stampa di ADICONSUM

A vapore

Prezzo: da 20 a 100 euro circa

Potenza massima: (200-2500 watt)

Pro:

  • Economico
  • Occupa poco spazio
  • Utile per stirature rapide
  • Si scalda velocemente

Contro:

  • Serbatoio limitato

Caratteristiche importanti da valutare

  • La pressione del vapore, espressa in bar (sotto 3bar la pressione è bassa, i modelli migliori più aggiornati vanno dai 4,5 bar in su)
  • Grammi di vapore/minuto (per avere prestazioni decenti questo valore deve essere almeno pari a 70g/min; i top di gamma arrivano tranquillamente a 200g/minuto)
  • Vapore verticale (funzione optional)

Consumi: dipendono da molti fattori; una maggiore potenza in termini di watt comporta un maggiore consumo energetico, ma allo stesso tempo, consente al ferro di scaldarsi più velocemente.

Con caldaia

Prezzo: varia in base alle prestazioni da 50 fino a 300 euro

Potenza massima: 700 -2400 watt 

Pro:

  • ideale per lunghe sessioni di stiratura
  • diverse fasce di prezzo
  • esistono modelli che promettono un risparmio energetico del 20/30%

Contro:

  • Molto voluminoso

Caratteristiche importanti da valutare

  • Presenza di un sistema anticalcare adeguatoRisparmio energetico (alcuni modelli assicurano risparmi maggiori rispetto ad altri sistemi)

Da viaggio

Prezzo: dai 13 ai 40 euro

Potenza massima: 700 -1000 watt

Pro:

  • Facile da trasportare
  • Economico

Contro:

Bassa temperatura

Caratteristiche importanti da valutare

  • Varianti mini
  • Varianti con manico pieghevole

Senza filo

Prezzo: 40 /120 euro

Potenza: 1800 – 2400 watt

Pro:

  • Niente fili
  • Poco ingombrante

Contro:

  • Più costoso di un ferro a vapore (a parità di prezzo le performance del ferro a vapore sono migliori)
  • Non adatto per lunghe sessioni di stiratura

Caratteristiche importanti da valutare

  • Vedi ferro da stiro a vapore

 

Verticale

Prezzo: 30/150 euro (alcuni modelli possono arrivare a 910 euro)

Potenza: 700- 1800 watt

Pro:

  • Pratici da usare
  • Prezzi che variano
  • Stiratura molto veloce

Contro:

  • Poco precisi

Caratteristiche importanti da valutare

  • Modello ferro da stiro verticale
  • Modello stiratrice verticale

Altri modelli:

Tavola da stiro con ferro incorporato; Pressa da stiro; macchina per stirare

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Aspirapolvere o scopa elettrica? Fatti consigliare da un fisico (Valerio Rossi Albertini) e un consumerista(Luigi Gabriele)

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St 2018/19 Aspirapolvere o scopa elettrica? – 18/09/2018

Come eliminare la polvere domestica? In studio Luigi Gabriele, esperto consumi, e Valerio Rossi Albertini, fisico CNR.

Riguarda il video:

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