Firenze, 1 luglio 2016. Il prossimo 25 luglio comincia l’iter della proposta di legge per la legalizzazione della cannabis che, se andra’ a buon fine, prevede il passaggio al Senato gli inizi del prossimo anno.  I firmatari sono 85, tra Pd, M5S, Sel, Sc, Gruppo Misto e Forza Italia.
Da diverse parti si legge che e’ una proposta liberalizzatrice del mercato, ma chi la scrive e chi insiste o e’ in malafede o e’ disinformato o non sa di cosa sta parlando. Oggi il mercato e’ di fatto liberalizzato: ad ogni canto di ogni nostra citta’ c’e’ qualcuno che ci vende roba e, anche se le nostre forze dell’ordine diffondono dati sempre maggiori per sequestri e arresti, il fenomeno e’ sempre in crescita. La proposta che a fine luglio partira’ alla Camera, invece, prevede la legalizzazione, cioe’ inserimento in un alveo legale di un fenomeno di massa, e successivo controllo da parte dello Stato, con relativa conseguenza di introiti fiscali che alcuni studi dicono potrebbero essere di 8,5 miliardi ogni anno (1).
Le motivazioni a favore della legalizzazione sono molte e anche molto conosciute e dibattute, soprattutto da chi come noi cura un quotidiano online sulla materia (2), a cui rimandiamo chi volesse approfondire e meglio capire.
Il nostro intervento di oggi, invece, vuole essere solo per evidenziare il classico can-can politico e ideologico che si e’ avviato tra i contrari ad una nuova disciplina regolamentatoria. Tra ideologie, disinformazione, proclami alla nazione, ce n’e’ per tutti i gusti. Noi vogliamo dire solo una cosa: per chi crede che qualunque droga possa essere nociva all’individuo, occorre, per meglio veicolare il proprio messaggio, farsi capire meglio dai cittadini, ed utilizzare altrettanta foga per tutto cio’ che altera il cosiddetto livello normale dell’individuo, e quindi chiedere altrettanti divieti, come per le droghe oggi illegali, anche per quelle che sono legali, prime fra tutte tabacco/nicotina e alcool (3); altrimenti anche il piu’ distratto ascoltatore non riuscirebbe a ben capire di cosa stiano parlando i contrari a questa nuova proposta. Certo, capiamo che e’ difficile, perche’ c’e’ un mondo che si e’ costruito e prospera su tabacco e alcool, ma se le argomentazioni sono sulla
salute e sulle possibile conseguenze delle alterazioni dell’individuo, non si puo’ fare a meno di perorare il proibizionismo anche per queste due sostanze oggi presenti in tutte le case e i luoghi della nostra comunita’. Cosi’ forse si capira’ meglio di cosa parlano le due posizioni. E tutto sara’ piu’ chiaro.

1 – Studio di Ferdinando Ofria e Piero David, docenti di Politica economica dell’Universita’ di Messina, secondo i quali, tra minori spese e maggiore gettito fiscale, i numero potrebbero essere di questo livello.
2 – http://droghe.aduc.it/
3 – Qui alcune recenti valutazioni/comparazioni in materia:http://droghe.aduc.it/articolo/cinque+sostanze+che+creano+maggiore+dipendenza_24574.php

Vincenzo Donvito, presidente Aduc