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Italiani e la casa, in 10 anni raddoppiano quelli in baracca e triplicano quelli che condividono una casa

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L’Istat diffonde oggi un primo insieme di dati sulle abitazioni e sugli altri tipi di alloggio (baracche, roulotte, cantine, eccetera) occupati da persone residenti. Tutte le informazioni, disaggregate fino al livello comunale, sono consultabili e scaricabili al link http://dati-censimentopopolazione.istat.it/.

Abitazioni occupate da persone residenti per ripartizione per titolo
Le abitazioni occupate da residenti al 9 ottobre 2011 sono 24.141.324. Nell’ultimo decennio intercensuario si rileva un aumento in valore assoluto di 2.488.036 unità, pari al 11,5%. Il 48,0% è stato censito nell’Italia Settentrionale (28,2% nelle regioni del Nord-ovest, 19,8% in quelle del Nord-ost), il 19,8% in quella Centrale, il restante 32,2% nel Meridione (21,4%) e nelle Isole (10,8%).
Dal 1971 al 2011 le abitazioni occupate passano da 15.301.427 a 24.141.324, con una distribuzione sul territorio che nel tempo non ha subito particolari modifiche.
Rispetto al 2001, l’incremento percentuale più elevato è stato registrato nell’Italia Centrale (14,3%), quello più basso nelle regioni del Mezzogiorno (9,5%).

Abitazioni occupate da persone residenti per ripartizione geografica

In Italia, alla data del 15° Censimento, gli altri tipi di alloggio occupati da residenti ammontano a 54.094, a fronte dei 23.336 del 2001 (+131,8%). Le regioni del Sud presentano il maggior numero di baracche, roulotte o cantine abitate (15.192, 28,1% del totale); nel Nord-ovest se ne contano 13.161 (24,3%) mentre il restante 47,6% si distribuisce per il 20,7% in Toscana, Umbria, Marche e Lazio, per il 13,8% nel Nord-est per il 13,1% nelle due isole maggiori dove, tra il 2001 e il 2011, si registra l’incremento percentuale più consistente (277,6%).


Abitazioni occupate da residenti e altri tipi di alloggio occupati da residenti, per ripartizione geografica. Censimenti del 2001 e del 2011

I metri quadrati mediamente a disposizione dei residenti in abitazione sono 40,7, in aumento rispetto al 2001 (36,8 m2), con un massimo nell’Italia nord-orientale di 44,3 m2 e un minimo nel Meridione con 36,9 m2.
A livello nazionale, in dieci anni, l’incremento di metri quadrati per residente è del 10,6%. La variazione percentuale più elevata si registra nell’Italia meridionale (14,5%), seguita dalle regioni dell’Italia insulare (14,1%) e da quelle dell’Italia centrale (9,9%).
La regione con il minor numero di metri quadrati a disposizione per residente è la Campania, con 33,8; in cima a questa classifica si posizionano Friuli Venezia Giulia, Veneto e Emilia Romagna, con circa 45 m2 a testa.

Famiglie per titolo di godimento e ripartizione geografica

Le famiglie che dimorano in una abitazione di loro proprietà sono 17.666.209 e rappresentano il 72,1% delle famiglie censite. Il 18,0% vive in un’abitazione in affitto, mentre il 9,9% usufruisce dell’abitazione dove risiede a titolo gratuito o a titolo di prestazione di servizio.
Nelle cinque ripartizioni italiane la percentuale di famiglie in abitazione di proprietà non si discosta molto dal dato nazionale; varia tra il 69% del Mezzogiorno e il 74.0% del Nord-est. Nelle due isole maggiori le famiglie in affitto sono il 14,4% del totale delle famiglie in abitazione, a fronte del 20,1% registrato nell’Italia nord-occidentale. Sempre nelle due isole si rileva la percentuale più elevata di famiglie che occupano l’abitazione ad altro titolo (13,5%), la più bassa invece si registra nel Nord-ovest dove si attesta al 7,7%.
Tra il Censimento 2001 e quello 2011 le famiglie in abitazione di proprietà aumentano del 13,8%, con un incremento massimo del 16,4% nell’Italia centrale e uno minimo (9,7%) nel Meridione. Le famiglie che usufruiscono dell’abitazione ad altro titolo crescono del 29,2% in media nazionale, del 40,1% nell’Italia meridionale; resta, invece, pressoché stabile la percentuale di famiglie in affitto (+0,9%), eccezion fatta per le regioni Nord-orientali, che fanno registrare un +12,2%, in controtendenza rispetto al dato nazionale

Nel periodo intercensuario sono quasi triplicate le famiglie che condividono un’abitazione, passando da 236.064 del 2001 a 695.908 censite nel 2011(+194,8%).
Le famiglie coabitanti rappresentano il 2,8% del totale delle famiglie in abitazione. L’Italia centrale, con il 3,9%, si colloca al di sopra della media nazionale, seguita dalle regioni del Nord-est dove la percentuale è del 3,6%. Nel Nord-ovest e nel Mezzogiorno la quota di famiglie coabitanti si mantiene prossima al valore nazionale (ed è pari rispettivamente al 2,4% e al 2,2%) mentre nelle isole maggiori solo l’1,9% delle famiglie censite risulta in coabitazione. La regione che presenta la percentuale più elevata di famiglie coabitanti è l’Umbria (4,9%), seguita da Emilia-Romagna (4,4%) e Toscana,. La coabitazione è meno diffusa in Puglia, Sicilia e Basilicata, dove la percentuale non supera l’1,6%.

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Consumatori

Bollette, forse cancelliamo la riforma delle tariffe

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Finalmente abbiamo un TRIBUNO dei consumatori, il Sen. Gianluigi Paragone

Grazie al post di Rita Dalla Chiesa si è riaperta una speranza!

Vi ricordate la famosa riforma delle bollette voluta dall’ex presidente ARERA GUIDO PIER PAOLO BORTONI che aveva dato origine alla teoria delle famiglie numerose che consumano tanto, e che essendo milioni, dovevano essere sussidiate al posto delle vecchiette sole e dei single squattrinati?

Quella riforma, che esiste da circa 3 anni, vi ha spalmato i costi degli oneri e dei servizi in maniera fissa senza tenere conto del vostro atteggiamento al risparmio, insomma la cosiddetta Riforma Bortoni per le famiglie ricche e numerose era un regalino, ma non certo per i consumatori vulnerabili.

Per chi vuole rivedere la storia basta che torni a leggere il link postati ma sopratutto vedere questo video

Ma ora pensiamo al futuro. Il tema è che questa odiosa riforma, ha sostanzialmente azzerato i comportamenti virtuosi e sopratutto per le seconde case è diventata un bagno di sangue.

Oggi, dopo aver tentato invano di trovare qualche Parlamentare interessato (ne avevo parlato con quasi tutti gli “esperti dell’energia”), è rimasta in vigore senza che nessuno si ponesse il dubbio se dovesse essere cancellata.

Insomma cercavamo qualcuno, a 3 anni di distanza dall’entrata in vigore di quell’ingiustizia sociale che cancellava i comportamenti virtuosi e bucava le tasche di 13 milioni di italiani, sopratutto per le persone che vivono da sole. Qualcuno che si ponesse il dubbio se la RIFORMA TARIFFARIA andava cancellata o meno.

Non si è trovato nessuno che si prendesse l’incarico di imporre all’ARERA la revisione, ma forse oggi abbiamo finalmente il piacere di annunciarvi che qualcuno c’è. Infatti il Senatore Gianluigi Paragone si sta occupando della questione ed ha presentato un atto di sindacato ispettivo (nulla di che ma almeno cominciamo da qualche parte).

Ecco il video di Gianluigi Paragone che annuncia questo.

Ed ecco il testo dell’impegno rivolto al GOVERNO e che speriamo facciano presto, visto che non impatta in alcun modo sulle finanze pubbliche, si tratta solo di cancellare delle misure di regolazione dell’autorità di settore.

Legislatura 18 – Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00124 Pubblicato il 14 maggio 2019, nella seduta n. 112

Primo firmatario: PARAGONE 

Il Senato, premesso che: con delibere n. 582 del 2015, n. 782 del 2016, n. 799 del 2016 e n. 899 del 2016 l’ARERA ha riformato con decorrenza 1° gennaio 2018 la tariffa elettrica domestica;

con le bollette dell’energia elettrica, oltre ai servizi di vendita, ai servizi di rete e alle imposte, si pagano, altresì, costi per attività di interesse generale, tra i quali ad esempio il sostegno alle fonti energetiche rinnovabili, denominati “oneri di sistema”, che si traducono in una mera maggiorazione della bolletta ed il cui gettito è destinato alla copertura di costi relativi ad attività di interesse generale per il sistema elettrico previsti in attuazione di disposizioni normative primarie di ARERA (già AEEGSI);

con riferimento alle bollette di fornitura domestica, gli importi richiesti attengono: alle spese per quota energia, composta da una quota fissa e una quota variabile; alle spese per il trasporto dell’energia elettrica e la gestione del contatore, composti da quote fisse (e quote variabili legate ai consumi); alle spese per oneri di sistema, tali intendendosi quelli destinati alla copertura di costi relativi ad attività di interesse generale per il sistema elettrico; alle imposte e all’IVA;

una quota parte di tali oneri si applica indipendentemente dal consumo e dal godimento del servizio;

l’importo di tali voci è conteggiato attraverso criteri non indicati;

applicandosi una rilevante quota parte di tali oneri indipendentemente dal consumo, si traducono in un ingiustificabile aggravio per le famiglie e, più in generale, per tutti quelli che consumano poca energia;

inoltre, l’applicazione di costi fissi, indipendentemente dal consumo, è motivo disincentivante per il consumatore, anche in ordine ad acquisti immobiliari, ove destinati a seconda casa o casa di vacanze;

il settore immobiliare, che ancora sconta la crisi del 2008, è gravato, oltretutto, da un gettito tributario che nel 2018 ha quasi raggiunto la soglia 40 miliardi di euro a causa di tre tipologie di prelievo: patrimoniale (Imu e Tasi), reddituale (cedolare secca sugli affitti abitativi, Irpef, Ires e registro e bollo sulle locazioni) e sui trasferimenti (Iva, registro, ipocatastali e imposte di successione e donazione), impegna il Governo a ricondurre ad equità le spese specificate in premessa, con particolare attenzione agli utenti, che realizzano bassi consumi, applicando a tali consumatori una riduzione proporzionale della quota fissa, mediante apposite interlocuzioni con i venditori e con l’Arera, da avviarsi in tempi brevissimi.

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Consumatori

Come abbattere il costo delle Bollette. Approfondimento del #TG2Italia

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🏚FINCHE’ C’E’ VITA C’E’ BOLLETTA- SIAMO RIMASTI IN BOLLETTA….MA NON SAPPIAMO LEGGERLA

Se pensi alla #casa come una bottiglia e gli fai un buco sotto, avoglia a riempirla sempre, perderà comunque. Come fare quindi a ridurre realmente il costo delle bollette?

📺Super approfondimento di #tg2Italia su Rai2 con:

– Luigi Gabriele di ADICONSUM NAZIONALE 

Gian Battista Baccarini di Fiaip – Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali 

#StefanoSaglia #arera

Temi:

-Mercato libero o tutelato?

-Bonus Casa

-Bonus Ristrutturazione

-Isolamento termico

-Bollette & Truffe

🏠PRIMA LA CASA 🏠

MA PRIMA DI COMPRARLA E /O AFFITARLA, PENSA A COME é FATTA…..

Rivedi l’approfondimento del 13 maggio 2019 condotto da Stefania Zane  ⬇️⬇️⬇️

Tg2
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Consumatori

Marketing (L. Gabriele) a Radio Cusano Campus: “Basta volantini cartacei, usiamo le mail”

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Fonte Radio Cusano

“Chi vuole ricevere informazioni sulle promozioni si faccia mandare una mail, o un messaggio whatsapp. Non siamo più nelle condizioni di sprecare in questo modo. Ho deciso di boicottare tutti quelli che si promuovono tramite volantino, ho deciso di non acquistare prodotti che hanno un packaging invadente. Tanto packaging corrisponde a poca qualità. Dove c’è tanta carta, tanta plastica, tanto spreco, non c’è molto da mangiare all’interno.”

Dall’intervista a Luigi Gabriele, andata in onda stamani a Tutto in Famiglia.

Livia Ventimiglia Annalisa Colavito
#pubblicitàsostenibile #marketing #ambiente
#stop #volantini

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