La ricchezza netta degli italiani, baluardo difensivo che protegge (in parte) la Nazione dalla crescita del debito pubblico, arrivato al 127% del Pil, si sta sgretolando inesorabilmente e presto non potrà più essere utilizzata come prova della solidità dell’Italia nonostante uno spread che viaggi intorno ai 300 punti base.

Negli anni ’90 le famiglie della Penisola riuscivano a mettere da parte un quarto del proprio reddito: oggi si è scesi al di sotto della media europea, ossia a meno del 10%. Il risparmio privato è diventato un serbatoio fiscale utilizzato per sopperire all’incapacità della politica di risanare la spesa pubblica, partendo proprio dal taglio delle poltrone, degli enti inutili e degli emolumenti erogati dai vari “stipendifici” che stanno divorando il Paese. Purtroppo, però, il gruzzolo accumulato dalle “formiche” italiane si sta esaurendo.