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IVASS e AGCM contro clausole vessatorie nelle polizze infortuni e malattia

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IVASS e AGCM hanno svolto un’azione coordinata in relazione a talune clausole presenti nelle polizze che coprono l’invalidità permanente derivante da infortuni o malattia.

Si tratta di clausole che non consentono agli eredi dell’assicurato di subentrare nel diritto all’indennizzo qualora il loro congiunto muoia per causa diversa da quella che ha determinato l’invalidità e prima che la compagnia abbia effettuato i propri accertamenti medici sui postumi permanenti dell’invalidità.

Attraverso tali clausole, da un lato, la compagnia si autoassegna termini discrezionali, in genere molto lunghi (fino a 18 mesi), per svolgere gli accertamenti medici, e dall’altro, si prevede l’intrasmissibilità dell’indennizzo agli eredi se l’assicurato muore prima che la compagnia stessa abbia svolto tali accertamenti. Esse non consentono agli eredi neanche di dimostrare in altro modo che nel frattempo l’invalidità del loro congiunto si era consolidata, ad esempio attraverso certificati rilasciati dalle ASL o altre strutture.

Come affermato dalla Corte di Cassazione, la clausola sulla intrasmissibilità agli eredi del diritto all’indennizzo “altera il normale equilibrio contrattuale a vantaggio dell’assicuratore anche se visto nella sola convenienza di sottrarsi all’immediata esecuzione della prestazione in attesa fiduciosa del verificarsi dell’evento causativo dell’estinzione della sua obbligazione giuridica”.

AGCM ha avviato nei confronti delle compagnie assicurative Generali Italia S.p.A., Zurich Insurance Company Ltd (Rappresentanza Generale per l’Italia) e Allianz S.p.A. procedimenti istruttori per accertare la vessatorietà di tali clausole.

In contemporanea l’IVASS è intervenuto su tutte le imprese di assicurazione con una lettera al mercato richiamando la necessità di verificare se nelle polizze infortuni e malattia siano presenti clausole del tipo descritto e, nel caso, a modificarle entro 120 giorni. Per i contratti già’ stipulati, le imprese dovranno adottare politiche di liquidazione che consentano agli eredi di non perdere il diritto all’indennizzo.

Roma, 28 febbraio 2018

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Industri, a luglio crolla il fatturato -2,3 %

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Il pesante calo del fatturato e degli ordini nell’industria italiana rispecchia la crisi del commercio che sta attanagliando negli ultimi mesi il nostro paese. Lo afferma il Codacons, commentando i dati forniti oggi dall’Istat.

“Le vendite in caduta libera e il flop dei saldi hanno avuto effetti diretti sull’industria italiana, che a luglio registra un calo del fatturato del -1% e degli ordinativi del -2,3% – spiega il presidente Carlo Rienzi – Non a caso i numeri dell’Istat segnano per i beni di consumo un decremento del -0,7% su base annua, a dimostrazione che i consumi ancora stagnanti si riflettono sull’intera economia e sul comparto industriale”.

“Una situazione che rischia di peggiorare se il Governo disporrà le chiusure domenicali dei negozi, perché gli acquisti delle famiglie si sposteranno progressivamente dai negozi tradizionali ai big stranieri dell’e-commerce con effetti diretti su produzione, fatturato e ordinativi dell’industria italiana, e se aumenterà l’Iva nel 2019, perché un eventuale incremento dei listini taglierà i consumi interni” – conclude Rienzi.

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Bollette: arriva il comparatore pubblico per le offerte| www.ilportaleofferte.it

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Dopo le offerte Placet, integrati i contratti del precedente comparatore,
ora non più consultabile
Milano, 18 settembre 2018 – Al via la seconda fase del ‘Portale Offerte’, il sito dell’ARERA,
gestito da Acquirente Unico, pubblico e indipendente, che dallo scorso luglio permette a famiglie e
piccole imprese di confrontare e scegliere in modo semplice e chiaro le offerte di luce e gas. Come
previsto, prosegue infatti il suo sviluppo per fasi successive: dopo che al suo avvio sono state
inserite le offerte Placet (i contratti standard di facile confrontabilità), sono ora presenti anche le
proposte del mercato libero che già erano state inserite volontariamente nel ‘Trova Offerte’, il
precedente strumento di comparazione dell’Autorità, attivo dal 2009. Il vecchio sito di confronto
viene quindi chiuso e non sarà più consultabile. Con l’ultima tappa dello sviluppo, prevista entro la
fine dell’anno, saranno progressivamente inserite le altre offerte esistenti sul mercato libero.
Cittadini e imprese possono quindi comparare oltre 2000 proposte tra elettricità e gas, scegliendo tra
offerte a prezzo fisso e variabile di mercato. Infine, come definito, in questa seconda fase sarà
visibile anche la spesa annuale personalizzata per la maggiore tutela elettrica e tutela gas.
Il Portale Offerte è raggiungibile all’indirizzo www.ilportaleofferte.it.

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Codacons, class action oggi audizione Camera

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Oggi il Codacons è stato ascoltato dalla Commissione Giustizia della Camera, nell’ambito della riforma della legge sulla class action proposta dal Governo.

“La normativa attuale sulla class action è pessima, non tutela i consumatori e neanche le imprese virtuose – ha affermato nel corso dell’audizione l’avv. Marco Ramadori, del collegio di presidenza del Codacons – La legge sull’azione collettiva è del tutto inutile per i consumatori e di difficile attuazione pratica, vanificando del tutto lo scopo per cui è stata introdotta nel nostro ordinamento”.

Tre sono i punti principali della legge che andrebbero modificati, e che il Codacons ha suggerito oggi in Commissione:

1) In primis andrebbe sostituito, come negli Usa, l’opt in attuale con l’opt out: quando una class action viene dichiarata ammessa dal tribunale, tutti i consumatori che si trovano nella fattispecie dovrebbero essere automaticamente inclusi, e solo chi non vuole essere ricompreso dovrebbe dichiararlo con comunicazione specifica. Oggi deve essere ogni singolo consumatore a richiederlo formalmente. Questo per permettere a tutti i consumatori di venire a conoscenza dell’azione e della possibilità concreta di ottenere un risarcimento;

2) una volta che la class action è ammessa, i costi della promozione devono essere messi a carico dell’impresa convenuta in giudizio, e non a carico del consumatore che agisce, il quale oggi si può trovare a dover anticipare decine di migliaia di euro disposte dal giudice per pubblicità sui giornali, come condizione di procedibilità dell’azione;

3) introduzione danni punitivi. Una volta che la class action è ammessa e la società responsabile condannata, la condanna non può essere come oggi solo limitata alla restituzione della spesa subita. Come negli USA, la condanna deve essere proporzionata al fatturato o comunque al danno provocato alla collettività, al fine di avere un reale effetto dissuasorio nei confronti delle imprese disoneste.  Altrimenti rimane tutto l’interesse a mettere in atto comportamento illecito a danno ad esempio di milioni di consumatori, in primis le cosiddette microlesioni, sapendo che anche in caso di condanna l’unica conseguenza è la restituzione delle somme a una piccola percentuale degli stessi.

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