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Konsumer: attenzione alle truffe on line nel periodo natalizio

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Parla il vice presidente Antonio Caricato “Ecco qualche consiglio per ridurre i rischi”
Come di consueto, gli esperti di sicurezza informatica hanno previsto prossimamente un forte aumento dei casi di phishing ed altre tipologie di attacchi informatici.
Iniziando dal cosiddetto Black Friday e proseguendo con il Cyber Monday, fino a Natale, l’esperienza degli scorsi anni mostra, infatti, che il periodo legato alle festività natalizie tende ad essere caratterizzato dalla maggiore vulnerabilità dei consumatori, più sensibili alle numerose offerte alle quali è difficile resistere e più disponibili del solito a spendere in regali per se stessi, per amici e parenti.
“In questa epoca dell’anno siamo tutti un po’ meno cauti – avvisa Antonio Caricato, vice presidente di Konsumer Italia – ma non dobbiamo dimenticare che non siamo i soli ad attendere con ansia i saldi in arrivo on line. Mentre i venditori si preparano per rispondere al boom di visitatori ed i gestori delle infrastrutture finanziarie, banche e sistemi di pagamento, si preparano all’atteso aumento del numero e del valore delle transazioni, anche i cyber-criminali affilano le loro armi, adoperandosi per trovare e sistemi per bypassare gli accorgimenti di protezione”.
I consumatori, insomma, non sono gli unici a trarre vantaggio dall’e-commerce.
Se è estremamente facile e comodo fare acquisti on line anche con uno smartphone, è altrettanto facil“hackerare questi dispositivi e carpire le credenziali bancarie e/o le informazioni personali. “Lsituazione è complessa, soprattutto perché gli utenti non conoscono le misure di sicurezza: sappiamo tutti quanto sia facile scaricare e comprare unapp per i nostri dispositivi, ma sappiamo poco dellprecauzioni da prendere quando usiamo anche i dispositivi mobili per realizzare acquisti” osserva Caricato.
Eliminare completamente i rischi di un attacco è impossibile, tuttavia si possono ridurre. KonsumeItalia invita i consumatori a prestare particolare attenzione alle modalità e tecniche usate dai malintenzionati del web per rubare i dati: trojan allegati alle mail contenenti auguri, buoni scontonotifiche di consegna spedizioni o messaggi pubblicitari; phishing telematico o telefonico; utilizzo del wi-fi gratuito in aree pubbliche; app da scaricare tramite cui vengono rubati i dati personali.
“Sfortunatamente ci sono alcune truffe dalle quali è impossibile difendersi, come per esempio il malware che colpisce i punti vendita e che porta alla violazione delle informazioni delle carte di credito.
Controllate quindi costantemente i movimenti della vostra carta di credito ma, soprattutto, mantenetevi sempre aggiornati ed informati e siate cauti. È l’unico modo per proteggervi” conclude Antonio Caricato “Sul sito di Konsumer Italia tutte le indicazioni per individuare i tentativi di frode cibernetica!”
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Consumatori

Revisionare uno scooter costa come un SUV. Esposto del Codacons

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La revisione auto, il famoso certificato cui sono obbligati i proprietari di auto e motocicli, finisce al vaglio dell’Antitrust. Il Codacons ha presentato infatti un esposto all’Autorità per la concorrenza e al Ministero dei Trasporti chiedendo di fare luce sui costi del certificato che la legge impone ai cittadini e di modificare le tariffe stabilite per legge.

Il certificato di revisione è un controllo obbligatorio previsto dal Codice della Strada su tutti i veicoli a motore, finalizzato a verificarne le condizioni sul fronte della sicurezza, del livello di emissioni inquinanti e della rumorosità – spiega l’associazione – Le tariffe per ottenere il rilascio del documento sono stabilite dal Ministero dei Trasporti di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze ma il relativo decreto non fa alcuna distinzione tra tipologie di veicolo: ne consegue così che per sottoporre uno scooter a revisione si paga la stessa cifra prevista per un Suv o per un’auto potente e di elevata cilindrata.

Nello specifico per il corrente anno i costi relativi alle operazioni di revisione sono pari 45,00 euro se la revisione è effettuata presso la Motorizzazione e 66,80 euro (Iva inclusa) se la revisione è effettuata presso un’officina autorizzata.

Fermo restando la legittimità dell’obbligo di revisione dei veicoli, con riferimento all’aspetto meramente economico ne emerge, a parere della scrivente associazione, un’evidente disparità di trattamento fra gli utenti/automobilisti, in funzione del mezzo adoperato, ed in ragione della loro capacità contributiva ex art. 53 Cost. – scrive il Codacons nell’esposto – Si chiede pertanto di aggiornare ovvero parametrare le tariffe relative alle operazioni di revisione tenendo conto dei dati del veicolo (cilindrata, modello, data di immatricolazione, alimentazione, allestimento del veicolo, tipo di utilizzo e i km percorsi annualmente) nonché ai dati del proprietario (persona fisica, giuridica o società; residenza, data di nascita e anno di conseguimento della patente; classe di merito e attestato di rischio; numero di sinistri e tipologia; eventuali altre auto possedute in famiglia), previo annullamento in autotutela ai sensi della L. 241/90 del “Regolamento recante la fissazione delle tariffe applicabili alle operazioni di revisione dei veicoli” ex D. Min. Trasporti del 2 agosto 2007, n.161”.

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Via libera della Camera alla videoserveglianza nella Asili

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Una ottima notizia per il Codacons il via libera dell’Aula alla procedura d’urgenza per l’esame della proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio-assistenziali per anziani e disabili.

“Da più di dieci anni ci battiamo affinché vengano introdotte telecamere negli asili e nelle scuole, e presso le strutture sanitarie, perché si tratta dell’unica misura realmente utile per combattere violenza e maltrattamenti a danno dei più deboli – afferma il presidente Carlo Rienzi – In Italia sono infatti aumentati a dismisura i casi di bambini malmenati dalle maestre o di disabili e anziani abusati presso cliniche e strutture sanitarie, casi portati all’attenzione pubblica solo grazie ai sistemi di videosorveglianza installati per ordine della magistratura”.

“Invitiamo Governo e Parlamento a non cedere alle pressioni della lobby dei sindacati che, specie nel settore scolastico, si sono schierati contro la presenza delle telecamere, che al contrario potrebbero tutelare anche gli insegnanti contro episodi di bullismo” – conclude Rienzi.

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Ferrovie: Federconsumatori esposto a Trenitalia sui tempi di percorrenza delle tratte regionali

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La “traccia orario” è il tempo assegnato ad un treno per percorrere una certa relazione.

Il tempo impiegato dovrebbe ricavarsi dalla formula t=S/v; dalla quale risulta evidente come il tempo necessario è in rapporto sia allo spazio da percorrere, sia alla velocità.

In realtà in ferrovia non bastano questi elementi per determinare la “traccia orario”, se ne aggiungono alcuni (spesso motivati), e altri di cui nessuno capisce la motivazione.

Solo Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana sono in grado di capire perché per percorrere la relazione Pescara-Montesilvano con treni regionali (ma ci sono centinaia di casi analoghi in Italia) a volte bastano 4 minuti altre volte ne occorrono 17. Eppure, nel caso considerato, i treni viaggiano a velocità simile, non ci sono fermate intermedie e la distanza tra le stazioni è sempre la stessa; ma i tempi assegnati ai treni per percorrere la stessa distanza sono diversissimi.

Un problema che non va sottovalutato, dal momento che ogni minuto di percorrenza di un treno costa alla collettività circa 10 euro.Questo vuol dire che, se al treno Montesilvano-Pescara si assegnano 13 minuti più del dovuto, la comunità pagherà in più 130 euro al giorno; quasi 50.000 euro ogni anno, solo per quel treno! (E questo vale per tutte le altre tratte interessate!

Se il risultato dei vari algoritmi utilizzati per calcolare il prezzo dei servizi da pagare conserva l’apparenza della neutralità, la traccia oraria è chiaramente determinata dagli interessi delle Ferrovie, senza che nessuno possa eccepire alcunché.

Eppure dalle tracce orario dipendono: 1) i costi sostenuti dalle regioni per pagare i corrispettivi a Trenitalia per l’offerta del servizio regionale; 2) la possibilità di applicare o meno le sanzioni a Trenitalia in caso di ritardo; 3) la qualità del servizio ferroviario regionale ;4) la concreta possibilità di apertura del mercato ferroviario.

Per evidenziare un abuso di posizione dominante da parte delle Ferrovie italiane nel mercato ferroviario, la Federconsumatori ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo stesso esposto è stato inviato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e, per conoscenza, anche al Ministro dei Trasporti (con due precedenti esposti della nostra Associazione al Garante, sono state comminate due diverse sanzioni: la prima da un milione di euro nel 2014, la seconda da cinque milioni di euro nel 2017).

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