Rivedere i propri stili di vita partendo dalle piccole cose, dai piccoli gesti. In tempi di crisi si fa questo ed altro. Ma se risparmiare su abbigliamento e accessori è tutto sommato semplice, più problematico diventa tagliare sui beni primari come l’alimentazione. Le statistiche non danno adito a dubbi, secondo l’Istat oltre il 70% delle famiglie ha ridotto l’acquisto di cibo, tagliando sulla quantità e talvolta anche sulla qualità.

Spazioconsumatori ha raccolto le testimonianze di cittadini e commercianti alle prese con la crisi, facendo una passeggiata nei mercati romani per cogliere le opinioni e gli umori delle persone che quotidianamente fanno i conti per far quadrare stipendi e costo della vita.

Gli operatori delle pescherie raccontano che clienti che prima compravano con una scadenza di un paio di volte alla settimana, oggi lo fanno una volta ogni quindici giorni. Le persone comprano di meno ed acquistano prodotti più economici: ad esempio, se prima si comprava molto pesce di mare, ora si punta più sul pesce d’allevamento.

Insomma, gli acquisti diminuiscono, ma i pensieri e le preoccupazioni per arrivare a fine mese aumentano. Di alcune cose si può fare a meno, si rinuncia a quel paio di scarpe in più, o al vestito alla moda, ma ci sono spese fondamentali a cui non si può dire di no. Si pensi alle bollette, o al mutuo di una casa. Per questi motivi il risparmio ricade anche sulla qualità dei cibi.

Anche gli operatori dei mercati romani risentono della crisi e del calo degli acquisti, sono molti infatti i banchi che hanno chiuso perché non riuscivano a coprire tutte le spese da affrontare mensilmente.

“Il periodo di intensa crisi economica che stiamo vivendo costringe chiunque a fare dei sacrifici – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – Mai come ora sono necessarie maggiori tutele per le persone che versano in difficoltà finanziarie e che magari hanno anche perso il lavoro”.

Per vedere il servizio completo “Viaggio nei mercati romani. Strategie di sopravvivenza nell’Italia della crisi” è possibile cliccare qui.