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La gestione dei beni culturali di ROMA. Zètema sotto la lente di Codici

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Società partecipata al 100% da Roma Capitale, Zètema è l’azienda strumentale capitolina che opera nel settore Cultura.

La realtà che emerge però è che la padrona della cultura romana è una società dove si intrecciano diverse correnti politiche della vecchia amministrazione comunale e alcuni dirigenti dell’ultimo dimissionario biennio.

 Al comando di questa nave da crociera è saldamente posizionato Albino Ruberti, amministratore delegato e Presidente di Zètema.

 

Sembrerebbe che le mansioni dirigenziali della società siano“indicate” dai politici romani (tipico fenomeno dello “spoil system”), ma essendoci remore ad assegnare a queste persone mansioni di responsabilità, si cerchino escamotage e posizioni create ad hoc  per tenere a bada  queste nuove figure. E quale miglior modo per fare felice un dirigente se non aumentare lo stipendio e abbassare il carico di lavoro?

Queste perdite sono dovute secondo le testimonianze dei dipendenti dell’azienda alla sostanziale riduzione dei fondi stanziati da Roma Capitale. Versione che è sostanzialmente confermata anche da  Ruberti.

Ruberti ha fatto inglobare nel settore Progettazione il reparto della Manutenzione dei beni. Gli effetti positivi sul bilancio del prossimo anno è facilmente pronosticabile. Questi i compensi dei dirigenti: Damiano Cavarra ha un RAL di 91.672,00€ come Responsabile dei servizi tecnici cultura e turismo all’interno dell’Area Progettazione. Guido Ingrao, Direttore tecnico dell’Area Progettazione guadagna 110.246,22€.

 

Le pesanti ombre su Zètema cadono sul settore eventi. Su impulso di un esposto anonimo l’ Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione) è andata a verificare gli appalti della società al 100% pubblica, che tra l’altro ha gestito la realizzazione del Concerto di Capodanno del 2013 e del 2014 (entrambi affidati alla The Base SRL) pagando 660.840,00€ nel 2013 e 531 mila euro nel 2014.

Il rapporto tra Sovrintendenza Comunale, Sovrintendenza del Ministero e Zetema è piuttosto complesso.

 

1- Roma Capitale richiede il supporto di Zetema per i servizi accessori

2- Zetema risponde che non ha le competenze.

3- Roma Capitale e Zetema si incontrano e modificano il contratto di servizi per abilitare Zetema

4- Roma Capitale o la Sovrintendenza propone a Zetema delle professionalità da assumere per svolgere quella determinata attività

5- Zetema emette un bando “ad hoc” per il soggetto indicato

6- Il soggetto si candida e magicamente  gli viene assegnata la posizione

 

Questo è ciò che emerge dai nostri studi; è ovvio che dubbi e domande in merito siano sollevabili da qualsiasi persona senziente, anche perché i dati dei bilanci sono pubblici. La nostra preoccupazione, in seguito ai quesiti che ci hanno posto i cittadini e il conseguente input per lo sviluppo del dossier è la  seguente: “ Roma, la sua Storia, il suo patrimonio artistico e culturale, sono il petrolio dell’Italia. Il dovere delle Istituzioni è far si che venga sfruttato per produrre reddito e conseguente abbattimento della spesa pubblica.” spiega il Segretario Nazionale di #Codici Ivano Giacomelli “ non siamo qui ad attribuire colpe a chi gestisce il nostro Patrimonio culturale; la nostra è solo un’analisi lucida dei fatti con dati alla mano. Vorremmo semplicemente sensibilizzare le Istituzioni affinchè questo pozzo di petrolio, l’“oro nero” lo faccia sgorgare, invece di farlo essere un “buco nero” che fagocita entrate, ma non restituisce nulla ai cittadini”.

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Consumatori

Bollette, forse cancelliamo la riforma delle tariffe

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Finalmente abbiamo un TRIBUNO dei consumatori, il Sen. Gianluigi Paragone

Grazie al post di Rita Dalla Chiesa si è riaperta una speranza!

Vi ricordate la famosa riforma delle bollette voluta dall’ex presidente ARERA GUIDO PIER PAOLO BORTONI che aveva dato origine alla teoria delle famiglie numerose che consumano tanto, e che essendo milioni, dovevano essere sussidiate al posto delle vecchiette sole e dei single squattrinati?

Quella riforma, che esiste da circa 3 anni, vi ha spalmato i costi degli oneri e dei servizi in maniera fissa senza tenere conto del vostro atteggiamento al risparmio, insomma la cosiddetta Riforma Bortoni per le famiglie ricche e numerose era un regalino, ma non certo per i consumatori vulnerabili.

Per chi vuole rivedere la storia basta che torni a leggere il link postati ma sopratutto vedere questo video

Ma ora pensiamo al futuro. Il tema è che questa odiosa riforma, ha sostanzialmente azzerato i comportamenti virtuosi e sopratutto per le seconde case è diventata un bagno di sangue.

Oggi, dopo aver tentato invano di trovare qualche Parlamentare interessato (ne avevo parlato con quasi tutti gli “esperti dell’energia”), è rimasta in vigore senza che nessuno si ponesse il dubbio se dovesse essere cancellata.

Insomma cercavamo qualcuno, a 3 anni di distanza dall’entrata in vigore di quell’ingiustizia sociale che cancellava i comportamenti virtuosi e bucava le tasche di 13 milioni di italiani, sopratutto per le persone che vivono da sole. Qualcuno che si ponesse il dubbio se la RIFORMA TARIFFARIA andava cancellata o meno.

Non si è trovato nessuno che si prendesse l’incarico di imporre all’ARERA la revisione, ma forse oggi abbiamo finalmente il piacere di annunciarvi che qualcuno c’è. Infatti il Senatore Gianluigi Paragone si sta occupando della questione ed ha presentato un atto di sindacato ispettivo (nulla di che ma almeno cominciamo da qualche parte).

Ecco il video di Gianluigi Paragone che annuncia questo.

Ed ecco il testo dell’impegno rivolto al GOVERNO e che speriamo facciano presto, visto che non impatta in alcun modo sulle finanze pubbliche, si tratta solo di cancellare delle misure di regolazione dell’autorità di settore.

Legislatura 18 – Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00124 Pubblicato il 14 maggio 2019, nella seduta n. 112

Primo firmatario: PARAGONE 

Il Senato, premesso che: con delibere n. 582 del 2015, n. 782 del 2016, n. 799 del 2016 e n. 899 del 2016 l’ARERA ha riformato con decorrenza 1° gennaio 2018 la tariffa elettrica domestica;

con le bollette dell’energia elettrica, oltre ai servizi di vendita, ai servizi di rete e alle imposte, si pagano, altresì, costi per attività di interesse generale, tra i quali ad esempio il sostegno alle fonti energetiche rinnovabili, denominati “oneri di sistema”, che si traducono in una mera maggiorazione della bolletta ed il cui gettito è destinato alla copertura di costi relativi ad attività di interesse generale per il sistema elettrico previsti in attuazione di disposizioni normative primarie di ARERA (già AEEGSI);

con riferimento alle bollette di fornitura domestica, gli importi richiesti attengono: alle spese per quota energia, composta da una quota fissa e una quota variabile; alle spese per il trasporto dell’energia elettrica e la gestione del contatore, composti da quote fisse (e quote variabili legate ai consumi); alle spese per oneri di sistema, tali intendendosi quelli destinati alla copertura di costi relativi ad attività di interesse generale per il sistema elettrico; alle imposte e all’IVA;

una quota parte di tali oneri si applica indipendentemente dal consumo e dal godimento del servizio;

l’importo di tali voci è conteggiato attraverso criteri non indicati;

applicandosi una rilevante quota parte di tali oneri indipendentemente dal consumo, si traducono in un ingiustificabile aggravio per le famiglie e, più in generale, per tutti quelli che consumano poca energia;

inoltre, l’applicazione di costi fissi, indipendentemente dal consumo, è motivo disincentivante per il consumatore, anche in ordine ad acquisti immobiliari, ove destinati a seconda casa o casa di vacanze;

il settore immobiliare, che ancora sconta la crisi del 2008, è gravato, oltretutto, da un gettito tributario che nel 2018 ha quasi raggiunto la soglia 40 miliardi di euro a causa di tre tipologie di prelievo: patrimoniale (Imu e Tasi), reddituale (cedolare secca sugli affitti abitativi, Irpef, Ires e registro e bollo sulle locazioni) e sui trasferimenti (Iva, registro, ipocatastali e imposte di successione e donazione), impegna il Governo a ricondurre ad equità le spese specificate in premessa, con particolare attenzione agli utenti, che realizzano bassi consumi, applicando a tali consumatori una riduzione proporzionale della quota fissa, mediante apposite interlocuzioni con i venditori e con l’Arera, da avviarsi in tempi brevissimi.

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Consumatori

Come abbattere il costo delle Bollette. Approfondimento del #TG2Italia

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🏚FINCHE’ C’E’ VITA C’E’ BOLLETTA- SIAMO RIMASTI IN BOLLETTA….MA NON SAPPIAMO LEGGERLA

Se pensi alla #casa come una bottiglia e gli fai un buco sotto, avoglia a riempirla sempre, perderà comunque. Come fare quindi a ridurre realmente il costo delle bollette?

📺Super approfondimento di #tg2Italia su Rai2 con:

– Luigi Gabriele di ADICONSUM NAZIONALE 

Gian Battista Baccarini di Fiaip – Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali 

#StefanoSaglia #arera

Temi:

-Mercato libero o tutelato?

-Bonus Casa

-Bonus Ristrutturazione

-Isolamento termico

-Bollette & Truffe

🏠PRIMA LA CASA 🏠

MA PRIMA DI COMPRARLA E /O AFFITARLA, PENSA A COME é FATTA…..

Rivedi l’approfondimento del 13 maggio 2019 condotto da Stefania Zane  ⬇️⬇️⬇️

Tg2
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Consumatori

Marketing (L. Gabriele) a Radio Cusano Campus: “Basta volantini cartacei, usiamo le mail”

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Fonte Radio Cusano

“Chi vuole ricevere informazioni sulle promozioni si faccia mandare una mail, o un messaggio whatsapp. Non siamo più nelle condizioni di sprecare in questo modo. Ho deciso di boicottare tutti quelli che si promuovono tramite volantino, ho deciso di non acquistare prodotti che hanno un packaging invadente. Tanto packaging corrisponde a poca qualità. Dove c’è tanta carta, tanta plastica, tanto spreco, non c’è molto da mangiare all’interno.”

Dall’intervista a Luigi Gabriele, andata in onda stamani a Tutto in Famiglia.

Livia Ventimiglia Annalisa Colavito
#pubblicitàsostenibile #marketing #ambiente
#stop #volantini

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