Adoc Roma, 18 febbraio 2014 – Le piccole e medie imprese, secondo l’Adoc, rappresentano la spina dorsale economica e sociale del Paese per cui vanno previsti maggiori incentivi fiscali e misure di sostegno.

“La crisi della PMI si risolve investendo su di loro, occorre concedere credito alla vera forza trainante dell’Italia, sia in termini economici ed occupazionali che sociali e di legame con il territorio – dichiara Lamberto Santini, Presidente dell’Adoc – in questo modo si permetterebbe al Paese di rafforzare la sua dorsale economica e alle piccole e medie imprese di aggredire efficacemente, grazie alla loro elasticità e reattività, i nuovi mercati emergenti, offrendo loro sia prodotti di alta che media qualità. Il finanziamento può venire dagli investitori istituzionali italiani non legati al settore bancario, dato che i componenti di quest’ultimo sembrano refrattari ad investire nel Paese, come evidenziato nel report di Standard & Poor’s, in cui si afferma che lo scorso anno sono stati tolti ben 44 miliardi di euro di finanziamenti alle imprese italiane. In questo senso chiediamo agli Enti locali di ridurre i costi a carico degli esercenti, limitando anche simbolicamente e una tantum il peso delle tasse locali. Sarebbe un grande segnale d’apertura e di spirito di collaborazione che permetterebbe di rilanciare il commercio non solo nei grandi centri urbani ma anche e soprattutto nei comuni più piccoli e le periferie, che più di tutti hanno subito i colpi della crisi. Ricordiamo che le PMI si ergono a presidio dei centri storici e delle periferie, il loro è un ruolo strategico che deve essere valorizzato”.

Codacons – Le difficoltà economiche attraversate dalle imprese italiane, che oggi sono scese in piazza a Roma per protestare, dipendono principalmente dal calo dei consumi operato dalle famiglie negli ultimi anni.

A causa della crisi economica, nel biennio 2012-2013 i consumi degli italiani sono drasticamente calati del 5,8%, con una riduzione delle spese pari a 40,8 miliardi di euro, mentre il potere d’acquisto nello stesso periodo è sceso dell’8,1% – spiega il Codacons – Le ripercussioni sul mondo delle piccole imprese sono stato devastanti, al punto che nel biennio più di 99mila esercizi hanno chiuso i battenti. Questi dati dimostrano senza alcun dubbio che la ripresa del commercio e dell’economia passa necessariamente per la ripresa dei consumi da parte delle famiglie, attraverso interventi urgenti mirati ad aumentare il potere d’acquisto dei cittadini e ridurre la pressione fiscale – conclude l’associazione.

COMITAS- Nel giorno in cui il mondo delle imprese protesta a Roma, l’associazione delle microimprese italiane COMITAS lancia lo “Sportello Anticrisi” che fornirà assistenza a piccoli imprenditori e artigiani in difficoltà.

“Oramai non passa giorno senza che un imprenditore schiacciato dalla crisi economica si tolga la vita – spiega Comitas – La conferma a tale fenomeno arriva dai numeri: negli ultimi 4 anni in Italia i suicidi per cause economiche sono aumentati del 30%. Una vera e propria emergenza nazionale che può essere affrontata fornendo strumenti utili di difesa agli artigiani e ai titolari di piccole attività”.

“Attraverso lo “Sportello Anticrisi” uno staff di legali, commercialisti, psicologi ed esperti daranno assistenza agli imprenditori su diversi fronti: cartelle esattoriale, debiti col Fisco, ritardi nei pagamenti da parte della P.A., banche, interessi usurari e malaburocrazia – prosegue Comitas – Tutte le situazioni in cui i titolari di attività risultano vessati o subiscono una violazione dei propri diritti, verranno denunciate in sede penale, al fine di  far valere le ragioni dei piccoli e salvare realtà che con il giusto supporto possono continuare ad operare”.

“La raffica di suicidi che si sta registrando nel nostro paese trova terreno fertile nella disperazione dei piccoli imprenditori abbandonati a loro stessi – afferma il presidente Comitas, Francesco Tamburella – Con tale Sportello Anticrisi vogliamo non solo offrire strumenti concreti di difesa, ma anche far sentire meno solo chi oggi, schiacciato dalla crisi economica, arriva a compiere gesti estremi perché dimenticato dalle istituzioni”.