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La sfida delle tariffe elettriche (di Gionata Picchio)

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Il seminario di ieri dell’Autorità per l’energia con imprese e consumatori sulla riforma delle tariffe elettriche si può considerare il vero “fischio di inizio” di una partita complicata: quella del superamento dell’attuale struttura di imputazione di costi di rete e oneri di sistema che garantisce sconti ai bassi consumi e impegni di potenza e ai consumatori anagraficamente residenti, a scapito di tutti gli altri. Si tratta di un progetto che viene da lontano, rimasto nel cassetto già una volta nel 2007, al tempo della completa apertura del mercato finale, e che si ripropone oggi – stavolta forte di una delega normativa assegnata al regolatore dal Dlgs 104/14 – in un contesto di settore profondamente mutato: consumi non più al galoppo ma in calo o stagnanti, oneri di sistema non più di pochi punti percentuali ma divenuti una voce importante, comparti generazione e vendita in grave crisi, e anche un peggioramento del reddito e del potere di acquisto medi dei consumatori a causa della recessione.
Per questo trovare una “quadra” è impresa complessa. Da un lato c’è l’obiettiva opportunità di superare una distorsione che affonda le sue radici nello spirito della domeniche a piedi del ’73 – ed è assai meno giustificabile in una fase in cui se qualcosa oggi non manca è l’offerta di energia. Inoltre le applicazioni del vettore elettrico sono ora sempre più efficienti e diversificate, e le attuali regole ne mortificano la potenziale diffusione. Nel contempo resta la difficoltà di spiegare a cittadini già in sofferenza l’opportunità di una riforma che comporterà per la grande maggioranza dei consumatori italiani – i quasi 20 milioni che oggi beneficiano delle “distorsioni”, e che oggi coincidono in sostanza con il consumatore domestico tipo – aggravi tra pochi euro e 90 euro/anno, a seconda di quale degli scenari ipotizzati dall’Aeegsi si realizzerà (v. slide in allegato).
Gli scenari del regolatore, alternativi all’ipotesi 0 di un passaggio secco alla tariffa non progressiva D1, ipotizzano diverse forme di gradualità, attraverso una progressività ridotta o un’imputazione integrale dei costi di rete e, integrale o parziale (50%), degli oneri di sistema alla componente potenza. E per le categorie oggi penalizzate, dalle famiglie numerose (realtà per la verità in forte ridimensionamento in Italia), alle case di studenti, a chi sceglie soluzioni tecnologiche magari efficienti ma ad alta intensità elettrica (es pompe di calore) si annunciano risparmi importanti, anche oltre 400 euro/anno.
Decisivo sarà argomentare il cambiamento in modo convincente, fugando il dubbio, che (legittimamente) circola nel fronte dei consumatori, che l’intera operazione serva soprattutto a dare ossigeno al settore elettrico in crisi, rilanciando i consumi e dando un ruolo a impianti oggi “stranded” aumentando la potenza impegnata del settore domestico. Impresa ardua ma si può fare.
Articolo tratto su autorizzazione dell’articolista.

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Consumatori

Elettricità: differita al 2020 l’ultima fase della riforma tariffaria per gli oneri generali dei clienti domestici

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dal 1° gennaio 2019 eliminata la progressività della componente di commercializzazione

Milano, 5 dicembre 2018 – Il completamento della riforma delle tariffe relativa alle componenti degli oneri generali di sistema per i clienti domestici viene differito di un ulteriore anno rispetto al previsto 1° gennaio 2019. Lo ha deciso l’Autorità con la delibera 626/2018/R/eel per evitare la sovrapposizione nel prossimo anno con gli effetti che deriveranno dalla riattivazione degli oneri generali, parzialmente sospesi negli ultimi 2 trimestri per limitare gli aumenti di spesa dell’energia elettrica.

La riforma delle tariffe domestiche, definita dall’Autorità in attuazione del decreto legislativo n.102/14, ha già permesso di eliminare la progressività dalle tariffe dei servizi di rete (trasmissione e distribuzione), nel rispetto degli obiettivi di sostenibilità ambientale e di allineamento della struttura delle tariffe ai costi del servizio.

Per le componenti tariffarie degli oneri generali rimane quindi in vigore la struttura a due scaglioni in vigore nel 2018 (fino a 1.800 kWh/anno e oltre 1.800 kWh/anno). Ciò permette di mantenere proporzionato, per tutti i clienti domestici, l’effetto della riattivazione degli oneri generali.

Il rinvio non riguarda invece la componente DISPBT, applicata a tutti i clienti aventi diritto al servizio di maggiore tutela, che nel 2018 aveva ancora una struttura progressiva per i clienti domestici residenti. Dal 2019 verranno pertanto eliminati gli scaglioni da tale componente, che riguarda i costi di commercializzazione1

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Consumatori

Ferri da Stiro, approfondimento di Unomattina con Luigi Gabriele di ADICONSUM e Valerio Rossi Albertini (Fisico del CNR)

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Tipologie ferri da stiro.

Approfondimento di Unomattina con luigi Gabriele Adiconsum e Valerio Rossi Albertini Fisico CNR

Riguarda il video dal minuto 39

  • Perchè il ferro a caldaia ha superato quello classico?Pro e contro di questa scelta.Ferri classici, perchè c’è una differenza così ampia tra quelli che costano 20 euro e quelli 100?
  • Consigli per l’acquisto
  • Consumi tra classici e a caldaia.
  • Acqua decalcificata(distillata) ha senso?

Vediamo l’approfondimento realizzato dalla redazione con la collaborazione dell’ufficio stampa di ADICONSUM

A vapore

Prezzo: da 20 a 100 euro circa

Potenza massima: (200-2500 watt)

Pro:

  • Economico
  • Occupa poco spazio
  • Utile per stirature rapide
  • Si scalda velocemente

Contro:

  • Serbatoio limitato

Caratteristiche importanti da valutare

  • La pressione del vapore, espressa in bar (sotto 3bar la pressione è bassa, i modelli migliori più aggiornati vanno dai 4,5 bar in su)
  • Grammi di vapore/minuto (per avere prestazioni decenti questo valore deve essere almeno pari a 70g/min; i top di gamma arrivano tranquillamente a 200g/minuto)
  • Vapore verticale (funzione optional)

Consumi: dipendono da molti fattori; una maggiore potenza in termini di watt comporta un maggiore consumo energetico, ma allo stesso tempo, consente al ferro di scaldarsi più velocemente.

Con caldaia

Prezzo: varia in base alle prestazioni da 50 fino a 300 euro

Potenza massima: 700 -2400 watt 

Pro:

  • ideale per lunghe sessioni di stiratura
  • diverse fasce di prezzo
  • esistono modelli che promettono un risparmio energetico del 20/30%

Contro:

  • Molto voluminoso

Caratteristiche importanti da valutare

  • Presenza di un sistema anticalcare adeguatoRisparmio energetico (alcuni modelli assicurano risparmi maggiori rispetto ad altri sistemi)

Da viaggio

Prezzo: dai 13 ai 40 euro

Potenza massima: 700 -1000 watt

Pro:

  • Facile da trasportare
  • Economico

Contro:

Bassa temperatura

Caratteristiche importanti da valutare

  • Varianti mini
  • Varianti con manico pieghevole

Senza filo

Prezzo: 40 /120 euro

Potenza: 1800 – 2400 watt

Pro:

  • Niente fili
  • Poco ingombrante

Contro:

  • Più costoso di un ferro a vapore (a parità di prezzo le performance del ferro a vapore sono migliori)
  • Non adatto per lunghe sessioni di stiratura

Caratteristiche importanti da valutare

  • Vedi ferro da stiro a vapore

 

Verticale

Prezzo: 30/150 euro (alcuni modelli possono arrivare a 910 euro)

Potenza: 700- 1800 watt

Pro:

  • Pratici da usare
  • Prezzi che variano
  • Stiratura molto veloce

Contro:

  • Poco precisi

Caratteristiche importanti da valutare

  • Modello ferro da stiro verticale
  • Modello stiratrice verticale

Altri modelli:

Tavola da stiro con ferro incorporato; Pressa da stiro; macchina per stirare

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Consumatori

Aspirapolvere o scopa elettrica? Fatti consigliare da un fisico (Valerio Rossi Albertini) e un consumerista(Luigi Gabriele)

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Unomattina

St 2018/19 Aspirapolvere o scopa elettrica? – 18/09/2018

Come eliminare la polvere domestica? In studio Luigi Gabriele, esperto consumi, e Valerio Rossi Albertini, fisico CNR.

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