Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, nel 2013 la spesa delle famiglie segnerà una contrazione del 2,4%. Nel 2014, invece, è prevista una modesta crescita dello 0,2%.
Per il Codacons la previsione dell’Istat per il 2014 è “sballata”, perché priva di collegamento con la realtà. Nonostante sia prevista una crescita decisamente insignificante, resta da capire come le famiglie possano spendere di più, avendo finito i soldi e non ottenendo dal Governo alcuna riduzione di tasse, visto che l’eliminazione dell’Imu sulla prima casa è già integralmente compensata dall’aumento dell’Iva, senza bisogno di aggiungerci pure la Trise, che se non verrà corretta dal Parlamento finirà per essere peggio dell’Imu stessa, dato che colpirà maggiormente i ceti più poveri che già non pagavano l’Imu per via delle detrazioni.
Insomma l’Istat farebbe bene a non fare previsioni e congetture e a limitarsi a fornire dati reali, oggettivi, quantitativamente verificabili.
Tanto più che la spesa delle famiglie nel 2014 è direttamente collegata alla legge di stabilità ancora in corso di approvazione, quindi qualunque previsione per il 2014 non può che essere inconsistente ed immaginaria.
La capacità di spesa delle famiglie, insomma, è nelle mani del Governo Letta.
Fino a che la legge di stabilità non tocca chi vive di rendite finanziarie, gli evasori ed i pensionati d’oro (interventi a parole annunciati più volte, ma non ancora varati), mentre blocca per l’ennesima volta la contrattazione per il pubblico impiego e non rivaluta al 100% le pensioni da fame che vanno da 3 a 6 volte il minimo, come se si trattasse di miliardari, la spesa delle famiglie non potrà che ridursi, anche nel 2014.