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La termoregolazione, valvole e radiatori. Tutte le leggende da sfatare e le cose da sapere

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Il primo mini-trattato tecnico/consumeristico, redatto da un esperto tecnico e un tutor dei consumatori.

Di Massimiliano Magri & Luigi Gabriele

Cominciamo dall’ ABC: a cosa servono i radiatori?

Sembra strano dover chiarire un fatto quasi scontato ma proprio per questo spesso ci dimentichiamo perche’ abbiamo in casa i radiatori. Deve essere cosi’ perche’ troppe volte gli operatori trovano i radiatori nascosti in ogni modo (copricaloriferi, nicchie o addirittura completamente coperti dai mobili). Evidentemente molti pensano che servano per asciugare i panni o tenere caldi addirittura i cibi. Inoltre in molti pensano che i radiatori debbano essere sempre caldi tutto l’inverno in maniera continua e debbano essere sempre bollenti allo stesso modo. Se questo capita significa che l’impianto non e’ gestito in maniera efficiente e molto probabilmente lo spreco di energia , e quindi di soldi, e’ elevato.

A cosa servono i radiatori o in generale l’impianto di riscaldamento? Semplice, a tenere caldi gli ambienti in cui viviamo nei momenti in cui il clima esterno non e’ confortevole. Quando fa freddo, l’impianto (di cui i radiatori, o altri tipi di corpi scaldanti sono solo la parte visibile agli utenti) deve funzionare in modo tale da rendere gli ambienti in cui viviamo confortevoli, per convenzione diciamo a 20 gradi. Tenere caldi i radiatori serve per riscaldare, ma una volta che gli ambienti sono caldi si possono anche spegnere, quindi dobbiamo cominciare a sfatare la credenza che se i radiatori sono freddi l’impianto sia spento. I radiatori dovrebbero essere freddi in certe occasioni, ma parche’? I motivi possono essere diversi, vediamoli, in seguito li chiamero’ anche fattori:

  • la stanza non e’ utilizzata, quindi non serve scaldarla (occupazione)
  • nella stanza ci sono altre fonti di calore interne quali persone, carichi elettrici accesi, illuminazione (fonti di calore endogeno gratuita), la rete di distribuzione del riscaldamento dentro i muri, ecc (fonti di calore endogeno non gratuita)
  • nella stanza entrano altre fonti calore esterne, per esempio il sole attraverso le finestre (fonte di calore esogeno gratuito).

Prima delle termostatiche i radiatori erano sempre caldi, come mai?

Gli impianti riscaldamento centralizzati scaldano gli ambienti in cui viviamo, ma come fanno visto che non ci sono sensori di temperatura negli ambienti?

Vediamo in maniera semplice come funziona un impianto di riscaldamento centralizzato:

i radiatori vengono scaldati da dell’acqua che a sua volta viene scaldata da un generatore (la caldaia tipicamente) e viene trasportata da un circuito di tubi all’interno del condominio (la rete di distribuzione). In un impianto ben gestito c’e’ un dispositivo che sente la temperatura esterna e porta l’acqua di riscaldamento ad una temperatura che dovrebbe essere quella adatta a consentire ai radiatori di portare tutti gli ambienti di tutto l’edificio almeno a 20 gradi. Come abbiamo visto prima pero’ la temperatura degli ambienti non e’ solo influenzata dai radiatori, ma anche altri fattori di cui il dispositivo che comanda la caldaia non e’ mai a conoscenza. C’e’ di piu’, questi fattori non sono spesso prevedibili e sono molto variabili nel tempo. Negli impianti storici questi fattori non venivano considerati quindi i radiatori rimanevano sempre accesi durante le ore di funzionamento che sono determinate per legge (DPR 74/2015), cosi’ come la durata del periodo di riscaldamento. Qui si pone una domanda ulteriore, ma la temperatura esterna risponde alle leggi dello Stato o a quelle Natura? Questo e’ un altro punto dolente dei vecchi sistemi di riscaldamento, essi rispondono alle leggi dello Stato e basta, non certo ai capricci del tempo o alle esigenze vere degli utenti. Pensate, e’ come se noi non potessimo accendere e spegnere la nostra auto a nostro piacimento ma fosse accesa solo 14 ore al giorno dalle 6 alle 10 e dalle 12 alle 22. Vi piacerebbe? Eppure normalmente e’ cosi’ e spesso noi ci lamentiamo se l’auto e’ spenta (il radiatore e’ freddo) quando ci servirebbe e del contrario senza che noi possiamo accenderla e spegnerla quando ci serve. Capite lo spreco dei nostri impianti? Noi non lo sappiamo, ma spesso l’auto e’ accesa quando e’ nel box! Dai dati in nostro possesso quasi il 50% del calore viene sprecato con gli impianti “storici”.

Non e’ forse ora di rendere gli impianti rispondenti alle nostre esigenze? Possiamo fare in modo che l’impianto intero funzioni come molte altre cose cioe’ “on demand” quando lo vogliamo e basta? La risposta e’ si ovviamente e non da ieri, da molti anni! Solo che in molti non lo sanno, si sa solo che delle leggi (ancora queste leggi..) impongono di installare delle valvole (le famose valvole termostatiche o valvoline) che dovrebbero fare risparmiare. Ma bastano solo delle valvole? No, qui la risposta e’ assolutamente no.

Prima di tutto per risparmiare dobbiamo pagare a seconda di quanto usiamo i nostri radiatori quindi per quanto tempo sono caldi e di quanto, non come adesso in funzione di una quota dipendente solo dalla dimensione del nostro appartamento o dei nostri radiatori (i cosiddetti millesimi di proprieta’ o di riscaldamento). Questo e’ un tema di ripartizione dell spese e di misura del calore che affornteremo piu’ avanti. Per ora cerchiamo di capire come modificare l’impianto per farlo funzionare a seconda delle nostre esigenze evitando al massimo gli sprechi.

Come si diceva prima, gli impianti storici sanno solo quanto freddo fa fuori (la temperatura esterna). Per tenere conto dei fattori elencati in precedenza serve qualcosa che senta la temperatura all’interno delle stanze e che accenda e spenga il radiatore a seconda della temperatura che noi vogliamo nella stanza. La valvola termostatica sente la temperatura nella stanza (con un certo errore, ma lo vediamo dopo), legge la temperatura che noi vogliamo tramite un pomello girevole graduato ed opera sul radiatore interrompendo l’afflusso di acqua calda che arriva dai tubi nel muro. Questo e’ sufficiente per tenere conto dei fattori visti inprecedenza? Vediamoli uno ad uno.

Occupazione della stanza: la valvola non sa se c’e’ qualcuno oppure no, pero’ l’utente puo’ operare sulla manopola per alzare ed abbassare la temperatura, quindi in teoria si puo’ operare sulla valvola come fosse un interruttore. In pratica questo giochetto pero’ non funziona come le luci di una stanza (se accendo le luci in una stanza essa si illumina istantaneamente, invece se accendo un radiatore la stanza non si scalda immediatamente e per di piu’ quando lo spengo la stanza si raffredda dopo parecchie ore) perche’ i tempi con cui un radiatore scalda una stanza quando e’ acceso e la stanza si raffredda quando il radiatore e’ spento, sono immensamente piu’ lunghi rispetto  quelli del servizio di illuminazione. Quindi se una stanza e’ usata sempre allo stesso modo, la termostatica normale e’ efficace, in altri casi bisogna usare sistemi un po piu’ evoluti come le termostatiche SMART o “termopsicologiche” che approfondiremo piu’ avanti.

Calore endogeno/esogeno: in questo caso le termostatiche tradizionali possono essere abbastanza efficaci perche’ alcuni di questi apporti si attivano e si disattivano con una certa lentezza (irraggiamento solare dalle finestre, calore generato dalla cottura dei cibi, ecc), altri invece sono veloci come la presenza di molte persone (cene, feste, ecc.), accensione di elettrodomestici, illuminazione o apertura delle finestre, in questi casi servono delle termostatiche ben piu’ efficaci, ma quali? Nel prossimo articolo si vedranno alcune di queste soluzioni che chiameremo SMART.

Veniamo ora ad alcuni consigli.

Come vanno usate quindi le termostatiche normali?

Il miglior modo per usare le normali termostatiche e’ quello di impostarle ad un valore che non cambiamo piu’. Cio’ che spesso succede e’ invece che gli utenti, soprattutto quelli che non ricevono le bollette (colf, bambini, ecc.) tendono ad aprirle completamente quando trovano l’ambiente freddo e poi non riportano il valore impostato in precedenza. L’effetto che viene chiamato termopsicologia (effetto rimbalzo, o di Jevons) e’ quello che col tempo tutte o quasi le termostatiche rimangono sempre aperte vanificando completamente la loro funzione e quindi non raggiungendo i risparmi che in teoria dovrebbero essere di circa il 10%, rispetto a quando non erano installate.

La loro migliore applicazione e’ negli ambienti che hanno sempre lo stesso uso, quindi appartmenti sempre abitati oppure vuoti.

Cosa da non dimenticare e’ di ricordarsi di aprire le termostatiche al massimo quando il riscaldamento viene spento e rimetterle come prima quando il riscaldamento condominiale si riaccende, tipicamente al 15 di ottobre, a seconda della ubicazione del condominio.

D’estate fa caldo quindi le valvole se non vengono messe al massimo rischiano quasi certamente di tenere sempre chiusa la valvola. Questa essendo a molla puo’ alla fine della stagione estiva non aprirsi piu’ rendendo necessaria la sua sostituzione, con tutti i relativi costi e fastidi. Il problema e’ di ricordarsi sempre di aprirle al 15 aprile e di rimetterle a posto il 15 di ottobre, cosa che quasi mai avviene ed ancora una volta tutti spesso le lasciano sempre aperte generando ancora piu’ problemi come abbiamo visto in precedenza.

Le termostatiche SMART che verranno illustrate in seguito, risolvono tutti questi problemi.

Come vanno usati i radiatori?

Questa domanda sembra superflua. In realtà’ non lo e’ perche’ spesso vengono usati per molti fini senza contare qual’e’ quello reale. I radiatori servono per scaldare gli ambienti e lo fanno tramite lo scambio di temperatura tra loro e l’ambiente soprattutto grazie all’aria che scendano. L’aria attraversa il termosifone che scaldandosi si muove verso l’alto, si chiama moto convettivo. Il radiatore quindi lavora muovendo l’aria che lo attraversa. E’ quindi ovvio che qualunque cosa ostruisca il radiatore rende piu’ difficile il suo lavoro che si scalda ma non scalda abbastanza l’ambiente. Questo crea due problemi molto gravi, l’ambiente non si scalda, ma gli oggetti che misurano il calore emesso (i ripartitori che tengono conto principalmente della temperatura del radiatore) contano come se il radiatore fosse completamente libero. In questi casi si rischia di pagare per un servizio che non viene in realta’ fornito. Il consiglio e’ quindi tenere i radiatori sempre  ben puliti, liberi da ogni cosa che possa ostruire l’aria che li attraversa. Tra questa cose ci sono mobili, nicchie, copricaloriferi, e tende. Anche la tenda chiusa purtroppo rende difficile il passaggio dell’aria, con le termostatiche normali (non quelle SMART) si rischia di rimanere al freddo perche’ purtroppo la valvola sente la temperatura tra termosifone e tenda e non quella dell’ambiente reale che ovviamente e’ molto piu’ bassa. Ecco perche’ molti utenti, quando gli vengono installate le valvole, trovano gli ambienti piu’ freddi rispetto a prima della installazione.

I condòmini caldamente … “viziati”

C’è’ un ultimo fatto che purtroppo e’ presente in molti edifici. La mancanza totale di manutenzione degli impianti a fatto si che in certi casi l’edificio di scaldasse di meno in certe zone, tipicamente quelle a nord, piani sopraelevati ma vuoti sotto ( i pilotis ) i sottotetti, ecc. Per ovviare a questi problemi spesso si ricorre a “soluzioni” non corrette, tipo alzare le temperature dell’acqua e non si opta a soluzioni piu’ intelligenti. Questo ha fatto sì che col tempo alcuni utenti si siano abituati ad avere temperature molto elevate durante l’inverno, tipo 23-26 gradi, dovendo aprire le finestre. Quando questi appartamenti vengono rimessi a 20-22 gradi gli utenti sentono freddo e si lamentano ma in verita’ era prima che erano molto caldi ed oramai sono abituati. Bisogna comprendere anche questi utenti e portarli a riconoscere la loro condizione di abitudine alla temperatura troppo elevata, che pare confortevole, ma che a tutti gli effetti e’ dannosa sia per l’ambiente, sia per loro, e anche per i portafogli loro e di tutti gli altri condòmini.

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Vacanze & Pacchetti turistici: ecco la guida e l’APP del CEC-ADICONSUM

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Scarica l’applicazione gratuita per i diritti dei consumatori/viaggiatori per smartphone e tablet:

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La nuova disciplina sui pacchetti turisti ha già compiuto un anno. Il 1° luglio 2018 entravano, infatti, in vigore le nuove regole introdotte dalla Direttiva (UE) 2015/2302. Negli ultimi anni, complici lo sviluppo delle innovazioni tecnologiche e la loro diffusione, i consumatori hanno cambiato profondamente il modo di organizzare le proprie vacanze, ricorrendo sempre meno alle agenzie di viaggio tradizionali e sempre più a piattaforme web dedicate. L’utilizzo di canali di vendita online aveva, tuttavia, generato delle zone d’ombra in tema di protezione dei consumatori a fronte delle quali non solo si è assistito a disuguaglianze di trattamento, ma sono anche venute meno alcune tutele fondamentali dei consumatori. Proprio per garantire un livello elevato ed il più uniforme possibile di protezione dei consumatori, prescindendo dal canale utilizzato per l’acquisto, la Commissione europea ha ampliato la definizione di “pacchetto turistico” includendo, tra gli altri, anche le prenotazioni c.d. “click-through”, quelle cioè dove a seguito del primo acquisto di un servizio turistico, ad esempio un volo, viene offerta la possibilità, attraverso processi collegati di prenotazione online, di prenotare un altro servizio come una camera d’albergo o il noleggio di un’auto.

La nuova disciplina ha, inoltre, previsto nuovi obblighi informativi a carico di tour operator e agenzie di viaggio il cui mancato rispetto può determinare la risoluzione contrattuale. I tour operator/agenzie di viaggio sono tenuti a fornire, infatti, informazioni chiare e trasparenti sulle caratteristiche principali dei servizi inclusi nel pacchetto prima dell’acquisto; il consumatore è, pertanto, preventivamente informato sull’itinerario e la durata del viaggio, sul prezzo totale del pacchetto comprensivo di tasse, diritti, imposte e altri costi aggiuntivi, sulla possibilità di recedere dal contratto dietro pagamento di penali e spese amministrative ragionevoli, sulle coperture assicurative obbligatorie e facoltative, sui documenti di viaggio necessari e la profilassi sanitaria. Tali informazioni hanno carattere vincolante e costituiscono parte integrante del contratto.

Sull’importanza delle informazioni pre-contrattuali da fornire al consumatore si è recentemente espressa l’Autorità Garante della concorrenza e del mercato con un provvedimento sanzionatorio emesso nei confronti di una nota compagnia crocieristica che, in occasione di due crociere con scalo in Madagascar, aveva omesso di informare i partecipanti dell’emergenza sanitaria (epidemia di peste) in atto nel Paese, disattendendo le stesse indicazioni fornite in più circolari dal Ministero della Salute in cui si sottolineava l’importanza per i viaggiatori internazionali diretti verso aree endemiche di “essere informati sull’attuale epidemia di peste e sul fatto che la peste bubbonica è endemica in Madagascar”. Intempestiva era stata, inoltre, la comunicazione della variazione dell’iter di viaggio con la cancellazione delle tappe previste in Madagascar che, in un caso, era stata effettuata a partenza già avvenuta, in un altro a ridosso della data di partenza.

L’Antitrust ha ravvisato nei comportamenti adottati dall’operatore turistico in questione “una pratica commerciale scorretta, consistente nella divulgazione di informazioni ingannevoli ed omissive e per aver adottato modalità intempestive ed ingannevoli di comunicazione della variazione dei relativi programmi di viaggio e dei connessi diritti, facendo venir meno la libertà di scelta del consumatore in merito alla fruizione delle crociere e ostacolando l’esercizio dei diritti loro riconosciuti.

Per questo l’Autorità ha erogato una sanzione di due milioni di euro.

Le vacanze “tutto compreso” sono anche al centro della campagna di informazione You’re right – È un tuo diritto promossa dalla Direzione generale della giustizia e dei consumatori della Commissione Europea al fine di sensibilizzare i cittadini dell’UE sui propri diritti e informarli su come ottenere ragione in caso di contestazioni. In Italia, a parlare dei diritti dei consumatori legati all’acquisto di pacchetti di viaggio, l’influencer Andrea Pinna. Altre tappe della campagna sono previste in dieci Paesi dell’Unione europea (Bulgaria, Danimarca, Grecia, Spagna, Portogallo, Cipro, Romania e Slovenia) e si incentreranno, oltre che sui viaggi a pacchetto, anche sulla pubblicità ingannevole e il diritto di recesso.

Ma la tutela dei consumatori approntata dall’UE non si limita al riconoscimento di nuovi diritti: l’UE garantisce infatti anche l’assistenza, a livello nazionale e transfrontaliero, nel caso in cui tali diritti vengano violati. Il consumatore, può rivolgersi al nostro Centro per consulenza sui propri diritti e su come farli valere, ma anche per ricevere assistenza nella gestione delle controversie insorte nei confronti di un operatore commerciale stabilizzato in uno Stato membro diverso dal proprio. Per le controversie insorte nell’ambito di un acquisto effettuato online è poi possibile utilizzare la piattaforma di risoluzione online delle controversie (piattaforma ODR) attraverso cui consumatori e venditori online possono risolvere in via amichevole la controversia insorta per il tramite di un organismo di risoluzione alternativa delle controversie (organismo ADR). E se questi strumenti non sono risolutivi, il procedimento europeo per le controversie di modesta entità permetterà ai consumatori di promuovere una vera azione legale senza rivolgersi ad un avvocato per ottenere soddisfazione in caso di controversie transfrontaliere di valore non superiore ai 5.000 euro.

Per saperne di più sulla nuova disciplina sui pacchetti turistici e servizi turistici collegati scarica il nostro leaflet o guarda il video informativo realizzati dal Centro Europeo Consumatori Italia e se hai ancora dei dubbi sui tuoi diritti contatta i nostri consulenti.

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Consumatori

Antitrust: al G7 posizione condivisa su concorrenza e mercati digitali

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Le autorità di concorrenza dei Paesi del G7 (Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti) e la Commissione Europea hanno presentato, nel corso dell’incontro che si è concluso a  Chantilly, una posizione comune (Common Understanding) sulle questioni che l’economia digitale pone alla politica della concorrenza 
In particolare, tale posizione comune delinea la visione delle autorità antitrust G7 sul ruolo della concorrenza nell’economia digitale, secondo quattro idee principali: 

I mercati competitivi sono fondamentali per il buon funzionamento dell’economia” e molti dei benefici dell’economia digitale “sono meglio realizzabilise i mercati digitali si mantengono competitivi”; a tal fine “una corretta applicazione della legge sulla concorrenza continuerà a svolgere un ruolo importante nel salvaguardare la fiducia nei mercati digitali e assicurare che l’economia digitale continui a produrre dinamismo economico, mercati competitivi, benefici per i consumatori e incentivi all’innovazione”. 

Il diritto della concorrenza è flessibile” e adatto allo scopo di tutelare la concorrenza anche nell’era digitale richiedendo, tuttavia, anche un continuo sforzo di aggiornamento da parte delle autorità di concorrenza; se da un lato “i recenti casi dimostrano che il diritto della concorrenza è in generale in grado di fornire alle autorità di concorrenza gli strumenti e la flessibilità necessari per fronteggiare comportamenti anticoncorrenziali nell’economia digitale”, è tuttavia importante che le autorità di concorrenza abbiano “gli strumenti e i mezzi per approfondire la conoscenza dei nuovi modelli di business e del loro impatto sulla concorrenza”. 

Poiché “anche le normative possono danneggiare la concorrenza aumentando i costi d’ingresso e consolidando la posizione degli incumbent”, nella posizione comune viene osservato che “i governi dovrebbero valutare se leggi e regolamenti in vigore o da adottare pongono ostacoli ingiustificati alla concorrenza nei mercatidigitali” e che “condividere la conoscenza dell’autorità di concorrenza con il governo favorisce la promozione di un’economia digitale competitiva”. 

Data la natura transfrontaliera dell’economia digitale, è importante promuovere una maggiore cooperazione e convergenza internazionale nell’applicazione delle normative a tutela della concorrenza”; inoltre, “la cooperazione internazionale contribuisce a promuovere una cornice di riferimento coerente, il che è anche nell’interesse delle imprese”. 

La posizione comune è il risultato di un approfondito confronto tra autorità di concorrenza del G7, avviato su iniziativa della Presidenza francese del G7 2019 e coordinato dall’autorità di concorrenza francese. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha accolto con favore l’iniziativa e partecipato ai lavori contribuendo alla stesura della posizione comune. 

https://www.agcm.it/dotcmsdoc/allegati-news/G7%20Common%20Understanding%20final.pdf

Roma,22 luglio 2019

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Al via da Luglio i saldi estivi. Acquista in sicurezza con i consigli di Adiconsum

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1 Luglio 2019

I saldi rappresentano ancora un’opportunità di risparmio soprattutto per coloro che non sono avvezzi all’uso di internet o semplicemente perché vogliono toccare con mano la qualità di quello che stanno acquistando e desiderano provarlo. L’attesa dei saldi riguarda in particolare i capi griffati che difficilmente si possono acquistare in altri periodi dell’anno.

Approfittiamo del periodo dei saldi anche per ricordare che essi possono essere un’occasione per acquistare prodotti originali a prezzi convenienti evitando di acquistare prodotti contraffatti, scadenti e potenzialmente pericolosi per la propria salute e sicurezza.

Se pensi di approfittare dei saldi non dimenticare queste semplici regole della nostra infografica

Ecco la lista completa con le date di inizio e fine:

  • Abruzzo: dal 6 luglio al 29 agosto
  • Basilicata: dal 2 luglio al 2 settembre
  • Calabria: dal 6 luglio al 1 settembre
  • Campania: dal 29 giugno al 30 agosto
  • Emilia Romagna: dal 6 luglio al 30 agosto
  • Friuli-Venezia Giulia: dal 6 luglio al 30 settembre
  • Lazio: dal 6 luglio al 15 agosto
  • Liguria: dal 1° luglio al 14 agosto
  • Lombardia: dal 6 luglio al 30 agosto
  • Marche: dal 6 luglio al 1° settembre
  • Molise: dal 6 luglio al 30 agosto.
  • Piemonte: dal 6 luglio al 26 agosto
  • Puglia: dal 6 luglio al 15 settembre
  • Sardegna: dal 6 luglio al al 30 agosto
  • Sicilia: dal 1° luglio al 15 settembre
  • Toscana: dal 6 luglio al 30 agosto
  • Umbria: dal 6 luglio al 30 agosto
  • Valle d’Aosta: dal 6 luglio al 20 agosto
  • Veneto: dal 6 luglio al 31 agosto
  • Provincia autonoma di Bolzano: dal 5 luglio al 17 agosto

Se il negoziante non vuole cambiare il capo difettoso o se non vuole accettare il tuo bancomat o la tua carta di credito asserendo che in periodo di saldi non è tenuto ad accettarli, segnala il suo comportamento alla Polizia Municipale e alla sede territoriale Adiconsum più vicina!

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