Alimentarsi e’ diventato un problema. Ci sono quelli che mangiano di tutto, altri sono vegetariani, altri ancora vegani, alcuni addirittura crudisti. In un libro dissacrante, “Homo dieteticus”, l’antropologo Marino Niola analizza le varie scuole di pensiero o meglio, come le definisce, le nuove religioni che, in quanto tali, pretendono di essere le depositarie della verita’ a cui tutto va sacrificato. Si perdono, cosi’, i piaceri della tavola, la compagnia, la ricerca di nuovi sapori o l’accostamento di altri dei quali non se ne conosceva l’esistenza.
Le varie scuole di pensiero sull’alimentazione ci allungano la vita? Secondo il “World Health Statistics 2014” dell’OMS, l’Italia e’ il quarto dei Paesi piu’ longevi al Mondo. Ci attestiamo, in media, attorno agli 80 anni e questo e’ dovuto ad una serie di fattori quali l’abitazione, le condizioni igieniche, l’assistenza sanitaria e, ovviamente, l’alimentazione che, cosi’ come viene praticata nel nostro Paese, senza gli atti di fede, ci pone nella graduatoria alta della longevita’.  Scegliere un regime alimentare il piu’ adatto alle esigenze del nostro corpo ci pare una scelta razionale. Altro e’ aderire ad una fede. Oltretutto la “gola” e’ solo il quinto dei sette vizi capitali stabiliti nella dottrina cattolica.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc