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L’app che calcola i rimborsi chilometrici per i lavoratori

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Costi Chilometrici: l’app lanciata da ACI, Automobile Club D’Italia, che ti permette di stimare con puntualità il costo d’uso dell’auto per gli spostamenti compiuti.
A chi serve l’app?
Aiuta tutti i lavoratori dipendenti che per lavoro si recano frequentemente presso i clienti in auto, così, nel momento in cui devono ottenere dal datore di lavoro il rimborso dei viaggi possono calcolare l’importo sulla base del costo degli spostamenti rilevati dall’app; interessa, inoltre, anche ai datori di lavoro che, scaricando l’app, hanno uno strumento rapido per stabilire in modo affidabile i rimborsi da erogare ai propri collaboratori.
Naturalmente l’app può essere usata da tutti anche come semplice strumento di controllo delle spese che si sostengono a fronte di spostamenti in auto.
Come funziona?
La si può scaricare gratuitamente da iPhone, iPod e iPad.
E’ un’app intuitiva che in apertura richiede poche ma necessarie informazioni riguardo al veicolo di cui vogliamo monitorare i costi: ci invita a scegliere tra auto e fuoristrada/SUV, poi, entrando più nel dettaglio, è necessario inserire la casa automobilistica, il tipo di alimentazione (gasolio, elettrica…) e il modello della nostra vettura.

E’ bene rassicurare gli utenti che l’archivio di modelli auto su cui si basa l’app è molto vasto per cui è difficile che si corra il rischio che non funzioni con la propria auto.
L’app mosterà dei numeri, cosa vogliono comunicare?
La spesa relativa agli spostamenti percorsi in auto, ovvero i costi proporzionali in euro per chilometro, IVA inclusa, calcolati considerando il tipo di modello, marca, alimentazione del veicolo che l’app chiede di inserire non appena è stata scaricata.
L’affidabilità dei dati è garantita, infatti, il calcolo del consumo avviene sulla base di dati aggiornati e controllati mensilmente da Direzione Studi e Ricerche di Automobile Club D’Italia e, per quanto riguarda il prezzo del carburante, si fa riferimento ai prezzi aggiornati settimanalmente, comunicati dal Ministero dei Trasporti e registrati sul sito dell’ACI.
Cosa ne pensa chi l’ha già scaricata?
Come ogni app, ci sono pareri discordanti. Chi ne è entusiasta premia la user friendliness, la velocità con cui l’automobilista ottiene esattamente il risultato di calcolo atteso. E’ sufficiente inserire le informazioni principali sul veicolo per ricevere la spesa relativa ad ogni spostamento. Altro punto a suo favore è l’affidabilità, vantando come fonte dei dati la Direzione Studi e Ricerche di Automobile Club D’Italia. Non mancano le critiche. C’è chi non ritiene sufficiente il calcolo del costo per chilometro sulla base di parametri come casa automobilistica, carburante, modello dei veicolo, perché vorrebbe più personalizzazione del servizio.
Ad esempio, avrebbero preferito che fosse inclusa tra i costi fissi l’assicurazione auto.
Per completare il panorama delle app che si offrono come strumento di tenuta della ‘contabilità auto’ ricordiamo anche iVehicles, Gas Manager, focalizzate però solo sul consumo di carburante. Altre, invece, aiutano nella manutenzione dell’auto ricordando le scadenze come bollo e controlli tecnici, tra le quali ricordiamo l’app myCarCare.
Fonte: assicurazioneauto.it

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Consumatori

Finanziamenti condizionati a polizze assicurative, avviate istruttorie per presunte pratiche commerciale scorrette su Agos, Findometic e Cardif

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, anche a seguito di una segnalazione dell’IVASS, ha avviato due distinti procedimenti istruttori per presunte pratiche commerciali scorrette nei confronti:
•    della società finanziaria Agos Ducato S.p.A. e della compagnia di assicurazione, operante nel Ramo Vita, Cardif Assurance Vie s.a.;
•    dell’istituto di credito Findomestic Banca S.p.A. e della compagnia di assicurazione, operante nel Ramo Danni, Cardif Assurances Risques Divers s.a..

Oggetto degli approfondimenti sono due autonome condotte poste in essere rispettivamente dalle citate società erogatrici dei finanziamenti e dalle predette compagnie di assicurazione.

Secondo l’ipotesi istruttoria, Agos Ducato S.p.A. e Findomestic Banca S.p.A. avrebbero condizionato, di fatto, la concessione a favore dei consumatori di prestiti personali alla sottoscrizione da parte degli stessi di polizze assicurative prive di connessione con il finanziamento, realizzando in tal modo una “pratica legante” tra i prodotti bancari e assicurativi, in violazione degli artt. 24 e 25, comma 1, lett. a), del Codice del Consumo. Tali condotte sarebbero idonee a limitare considerevolmente la libertà di scelta dei consumatori in relazione ai prodotti di finanziamento in questione, nella misura in cui le imprese prospettano ai consumatori – intenzionati a richiedere prestiti – di poter accedere a questi ultimi solo sottoscrivendo le menzionate polizze assicurative, che nulla hanno a che vedere con il finanziamento, attuando un abbinamento forzoso tra le due tipologie di prodotti.

Dal canto loro, Cardif Assurance Vie s.a. e Cardif Assurances Risques Divers s.a. avrebbero posto in essere condotte contrarie alla diligenza professionale e idonee a falsare in misura apprezzabile il comportamento del consumatore, in violazione dell’art. 20, comma 2, del Codice del Consumo. Segnatamente, esse, pur essendo venute a conoscenza dell’abbinamento forzoso tra le proprie polizze assicurative e i finanziamenti erogati, rispettivamente, da Agos Ducato S.p.A. e Findomestic Banca S.p.A., avrebbero rifiutato la restituzione richiesta da parte di consumatori in sede di estinzione anticipata dei finanziamenti delle quote parti dei premi delle polizze assicurative de quibus, motivando il rifiuto con l’assenza di connessione tra le due tipologie di prodotti: nel far ciò, le due compagnie non avrebbero attuato nei confronti delle finanziarie alcuna attività di verifica circa gli abbinamenti forzosi e, in via generale, di monitoraggio e controllo circa la modalità di collocamento dei prodotti assicurativi in questione.

Per accertare queste condotte, nella giornata di oggi, 18 aprile 2018, i funzionari dell’Autorità hanno eseguito una serie di ispezioni nelle sedi delle suddette società, con l’ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

Roma, 18 aprile 2018

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Consumatori

Il packaging alimentare lo paga comunque il consumatore. Frutta e verdura sfusa o imballata?

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La novità dei sacchetti dell’ortofrutta a pagamento ha orientato le abitudini d’acquisto dei consumatori sulla scelta di alimenti confezionati, ma CODICI avverte, anche l’imballaggio si paga.

L’applicazione della normativa europea, che a partire da Gennaio scorso ha fatto sì che i sacchetti dell’ortofrutta siano diventati a pagamento (da 0,1 a 0,3 centesimi), ha influenzato sicuramente alcune abitudini d’acquisto da parte dei consumatori che si sono ritrovati a prediligere frutta e verdura confezionata in vaschette di plastica, polistirolo o cartoncino.

Naturalmente anche questi imballaggi sono a carico dei consumatori, sebbene il costo non venga percepito in maniera diretta, bensì sia inserito nel prezzo finale. Il prodotto confezionato risulta, a conti fatti, addirittura più caro.

Per quanto riguarda l’impatto ambientale, è evidente che l’ortofrutta in vaschette e coperta dal film plastico ha un peso notevole e comporta tempi di smaltimento più lunghi. La cosa migliore sarebbe non tanto quella di concentrarsi sui nuovi sacchetti biodegradabili, che da una recente parere del Consiglio di Stato sembra si potranno portare da casa, ma cercare di migliorare la sostenibilità e ridurre l’impatto ambientale di questi contenitori.

Considerando il problema della sostenibilità del packaging utilizzato per frutta e verdura, è nata la campagna social “Svesti la Frutta” (#svestilafrutta), lanciata dal portale greenMe.it. I promotori si sono chiesti: quanto abbia senso confezionare frutta e verdura, che già per natura grazie alla buccia hanno una loro protezione, e invitano a lottare in maniera attiva (e social) contro l’abuso degli imballaggi in plastica. L’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica, i produttori e le catene della grande distribuzione per favorire un’inversione di tendenza che rispetti l’ambiente e limiti gli sprechi, che Codici non può far altro che appoggiare.

 

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Consumatori

#Telemarketing e #Svuotacarrello ecco a cosa dovete fare attenzione

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Anche oggi(11 aprile 2018), con Salvo Sottile e @mimandarai3 abbiamo cercato di orientare i consumatori nel prestare più attenzione a quello che fanno.

➡️#telemarketing : ancora non è esecutiva la nuova legge che permette di inserire anche i numeri di cellulari nel registro delle opposizioni, ma ricordate che per i fissi questo è già possibile. Il link di riferimento è http://www.registrodelleopposizioni.it
Occhi aperti al nuovo ed aggressivo fenomeno del “trading on line” proposto attraverso la solita chiamata ingannevole.

➡️#svuotacarrello : prestare attenzione a quel che si compra significa non badare solo alle quantità ma anche al contenuto. Lo so è difficile, ma leggere le etichette ci insegna molto più di quello che pensiamo di sapere.
Per la spesa alimentare io mi orienterei al rapporto con un venditore di fiducia. Ma mettere subito in chiaro che se tradisci la mia fiducia, ti lascio e lo dico a quante più persone possibile.

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