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L’aspirapolvere. Come funziona e come sceglierlo

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Il nostro amico #aspirapolvere.
La storia
 Come funziona
 Tipologie
 Consumi

Ne abbiamo parlato questa mattina io Luigi Gabriele e Valerio Rossi Albertini a Unomattina

Se volete rivedere la puntata cliccate qui. A partire dal minuto 40
Consumerismo.it

UNOMATTINA

Martedì 18 settembre 2018 ore 7.40

Luigi Gabriele| Consumerismo.it, Esperto di Consumi

APPROFONDIMENTO ASPIRAPOLVERI

In studio: acqua classico/ scopa elettrica /bidone aspiratutto Aspira da divano

Fonti: wikipedia, salva energia, ARERA, consumerismo.it, fonti varie.

Il nostro amico Aspirapolvere

L’aspirapolvere è un’apparecchiatura destinata alle pulizie provvista di motore ventilatore che crea una depressione in grado di aspirare la polvere e altre particelle.

Tramite un filtro o un ciclone l’aria aspirata viene depurata dalle particelle di polvere che vengono accumulate in un contenitore apposito.

Indice

  • Storia
  • Tipologie di aspirapolvere
    • Bidone
    • Scopa elettrica
    • A traino (o carrello)
    • Portatile
    • Battitappeto
    • Per le apparecchiature elettroniche
    • Robot autonomi
    • Multifunzione
    • Aspirapolvere a ciclone
    • Aspirapolvere centralizzati
    • Uso e consumi
  • Quanto consuma un aspirapolvere
  • Etichetta energetica
  • Come misurare il consumo di un aspirapolvere

L’aspirapolvere è stato inventato tra il 1865 e il 1876 negli Stati Uniti. Il primo apparecchio pare sia stato sviluppato da un inventore di Chicago.

I primi due aspirapolvere elettrici apparvero quasi contemporaneamente ma concepiti da due diversi inventori.

Intorno al 1901 Hubert Cecil Booth si meravigliò che per la pulizia dei treni venisse usato un apparecchio che soffiando aria allontanava la polvere e la sporcizia. Ideò un apparecchio più maneggevole e che era in grado di aspirare la polvere.

L’altro inventore fu lo statunitense James Murray Spangler, un portinaio di Canton, Ohio. Utilizzando un ventilatore, una scatola e un cuscino costruì un aspirapolvere. Insieme alla forza aspirante il dispositivo utilizzava anche una spazzola rotante. Brevettò l’invenzione nel 1908 e vendette il brevetto alla società di suo cugino, la “Hoover Harness and Leather Goods Factory“.

In Inghilterra il termine Hoover è strettamente associato all’aspirapolvere tanto da divenirne sinonimo, nell’uso corrente “doing the hoovering” è la definizione usata per l’operazione di passaggio dell’aspirapolvere.

Per molti anni l’aspirapolvere rimase un articolo di lusso, dopo la seconda guerra mondiale la loro diffusione aumentò.

Tipologie di aspirapolvere

Per l’utilizzo domestico esistono diverse tipologie di aspirapolvere.

Bidone

Di forma cilindrica, ha il motore avvitato nella parte superiore, protetto da un filtro di carta e il cilindro (di metallo) che serve per contenere la polvere. Esistono modelli che aspirano anche i liquidi e si differenziano dai modelli a traino anche per il fatto di avere un tubo flessibile (dove viene aspirata la polvere) di diametro maggiore ed è adatto anche all’uso in esterno. Alcuni hanno due bocchette, una che aspira e l’altra che soffia aria, in modo da poter rimuovere la polvere anche soffiandola via, non solo aspirandola.

Scopa elettrica

È composta da un corpo centrale nel quale si trovano il motore, il filtro e il sacchetto per la polvere, e dal quale fuoriesce un tubo rigido al quale è fissata una spazzola, che può essere di vari tipi, per varie superfici. Sul lato superiore si trova un tubo con l’impugnatura e l’interruttore. Il Folletto, uno dei più noti aspirapolveri a scopa elettrica

 A traino (o carrello)

Il motore, il filtro e il sacchetto si trovano in un contenitore provvisto di rotelle dal quale fuoriesce un tubo flessibile all’estremità del quale si trova un tratto di tubo rigido e infine la spazzola.

Portatile

Si tratta di piccoli aspirapolvere leggeri a batteria da tenere con una sola mano. Sono utilizzati per lavori leggeri e veloci. I vantaggi sono la leggerezza, la possibilità di utilizzarli anche lontano da una presa di corrente (ad esempio in auto) e il basso costo. I limiti principali sono l’autonomia e la potenza limitata.

Battitappeto

Il battitappeto è un tipo di aspirapolvere specializzato per la pulizia di tappeti e moquette.

Il funzionamento avviene tramite una spazzola cilindrica setolata e rotante che, a contatto con la superficie tessile, strofina e di conseguenza solleva la polvere dalla trama, catturandola tramite un motore aspirante dotato di ventola e immagazzinandola in un sacco asportabile.

Sono presenti sul mercato anche modelli senza sacco (bagless) che immagazzinano la polvere in un recipiente svuotabile, mentre le polveri sottili vengono trattenute da alcuni filtri.

 

Per le apparecchiature elettroniche

Per la pulizia delle apparecchiature elettroniche è in commercio l’aspirapolvere USB, un mini aspiratore collegabile ad un computer o ad un alimentatore USB. Utile per la pulizia dalla polvere da apparecchiature elettroniche quali computer, tastiere, macchine fotografiche e utilizzabile anche per pulire la scrivania. Questo tipo di aspirapolvere è dotato anche di accessori per aspirare la polvere presente sotto i pulsanti delle tastiere.

Robot autonomi

Nei primi mesi del 2000 diverse aziende hanno sviluppato dei robot aspirapolvere capaci di muoversi autonomamente sul pavimento di una stanza arredata. Solitamente sono in grado di aggirare ostacoli e di rientrare autonomamente nella loro base per la ricarica delle batterie.

Multifunzione

Sono anche nati negli ultimi anni degli apparecchi che abbinano la funzione di aspirapolvere con quella di caldaia, soffiando vapore per pulire e aspirando lo sporco bagnato.

Aspirapolvere a ciclone

La modalità d’aspirazione a ciclone (o con tecnologia ciclonica) è la tecnologia più moderna utilizzata nell’aspirazione senza sacco. Il sistema agisce separando la polvere dell’aria all’interno della cosiddetta “cassetta ciclonica”, grazie alla forza centrifuga generata da un ciclone d’aria prodotto dentro la cassetta stessa. I primi sistemi senza sacco detti “basati sul filtro” a causa dell’assenza di un vortice d’aria interno alla cassetta raccoglipolvere, riescono a separare solo una parte della polvere dall’aria (<50%) e di conseguenza vi è una gran concentrazione di polveri sul filtro, il quale appare grande e visibile all’interno della cassetta.

L’aspirapolvere a ciclone è stato inventato e brevettato da James Dyson dopo circa 5.127 prototipi.

Aspirapolvere centralizzati

Gli impianti di aspirazione centralizzati sono composti da una centrale aspirante localizzata di solito in un locale di servizio della casa e dalla quale si diramano dei tubi nascosti nei muri che raggiungono tutti i locali della casa. Per l’utilizzo è sufficiente attaccare alle apposite prese aspiranti presenti sul muro un tubo flessibile provvisto di impugnatura e spazzola.

Caratteristica peculiare di questo sistema è la massima silenziosità, visto che la centrale aspirante è installata in un locale di servizio remoto. Questo permette di usare il sistema a qualunque ora. Questo tipo di soluzione tuttavia è applicabile solo in case nuove o in fase di ristrutturazione in quanto la parte impiantistica fatta di tubazioni diametro 50 mm va inserita sotto il pavimento o nelle pareti. Indicativamente viene prevista una presa di aspirazione ogni 30 metri quadrati.

Questa tecnologia è nata in Nord America nel secondo dopoguerra.

Quanto consuma un aspirapolvere

Il consumo di un aspirapolvere domestico



Il consumo di elettricità da parte di un aspirapolvere è dovuto essenzialmente a quello del motore che lo fa funzionare. La potenza elettrica tipica di un aspirapolvere è intorno ai 1.000-2.000 W, a seconda dei modelli. Se quindi un modello che consuma 1.000 W viene utilizzato per 2 ore, consumerà 2 kWh, e se lo usiamo una volta alla settimana il consumo annuo sarà di 96 kWh. Ipotizzando un costo dell’energia elettrica di 0,25 euro/kWh, ciò corrisponde a una spesa complessiva di 24 euro. Se l’aspirapolvere consumasse 2.000 W, la spesa sarebbe invece di 48 euro. Quindi gli aspirapolvere non hanno un consumo di energia elevatissimo se li si usa relativamente poco, soprattutto se si considera che hanno un potere pulente elevato: percentuale minima di polvere eliminata da un pavimento 95%, da un tappeto 75%. Per risparmiare davvero, occorrerebbe usare un robot aspirapolvere, che oltretutto può operare tutti i giorni consumando una quantità di energia elettrica quasi irrisoria.

Aspirapolvere senza fili 

Gli aspirapolvere portatili sono di solito apparecchi alimentati a batteria – come ad esempio le moderne batterie a ioni di litio – e consumano meno energia elettrica dei normali aspirapolvere, ma per contro possono avere un’autonomia molto limitata, dell’ordine dei 15 minuti, ma naturalmente è una media: alcuni funzionano solo per 5 minuti altri fino a 30 minuti.

Gli aspirapolveri senza fili vengono venduti con un caricabatteria e la potenza assorbita dall’apparecchio (che lavora alla tensione di 12 V e, se viene fornito un apposito adattatore, può essere alimentato direttamente dalla batteria di una macchina) è dell’ordine dei 50-60 W, ma alcuni modelli ovviamente possono consumare di più o di meno rispetto a tali valori medi. Anche il tempo di ricarica della batteria varia molto da un produttore all’altro.

 

 

 

Etichetta energetica

Dal primo settembre 2017 la UE ha vietato la vendita di aspirapolvere oltre i 900 Watt e introdotto nuove etichette che dovrebbero rispecchiare meglio i consumi reali. Così, mentre i giornali inglesi riportano scene di isteria nei negozi per accaparrarsi gli ultimi aspirapolveri superpotenti, si celebra l’ultimo capitolo di una lunga lotta tra produttori.

Le aziende tedesche avrebbero infatti introdotto nei loro prodotti un sistema per regolare automaticamente la velocità del motore quando il sacchetto è pieno e conservare intatta la potenza di aspirazione. Ma questo implicherebbe un aumento dei consumi, mentre l’etichetta (e la classe energetica) vengono assegnate sulla base di test effettuati col sacchetto vuoto.

Secondo alcuni , un apparecchio da 750 W nell’uso concreto potrebbe quindi arrivare a consumare fino a 1600 W, e passare così dalla classe A alla D o E.

 

Lo scorso maggio una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha dato ragione all’azienda inglese, che lamentava tra l’altro una discriminazione a sfavore dei loro prodotti (Dyson ha inventato la tecnologia “ciclonica”, che non fa uso di sacchetti per la polvere): «Si tratta di una vittoria storica per i consumatori, che avvalora la nostra visione secondo cui i test debbano rappresentare le prestazioni degli apparecchi utilizzati a casa. Di fatto la Commissione Europea ha reso questo test irrilevante e fuorviante per i consumatori. Dyson è stato l’unico produttore a proporre una limitazione della potenza in watt dei motori, presentandola coma la soluzione più efficace per ridurre il consumo energetico e per ottenere una maggiore efficienza.

Non necessariamente un aspirapolvere che consuma di più aspira di più, insomma: e così i nuovi test non valutano più la potenza ma l’efficienza energetica. La vittoria dell’azienda però, cambierà poco, perché gli aspirapolveri a filo si vendono sempre meno, mentre cresce rapidamente il mercato di quelli a batteria  per i quali l’etichetta non è obbligatoria.

COME MISURARE QUANTO CONSUMA UN ASPIRAPOLVERE

Su ogni aspirapolvere trovate scritta l’indicazione della potenza istantanea massima (ad es. 1.000 W) assorbita. Potete misurare il consumo effettivo di un aspirapolvere usando un comune wattmetro da 20-25 euro facilmente reperibile in commercio: vi basterà inserirlo in una presa elettrica e poi collegare l’aspirapolvere al wattmetro, che oltre alla potenza istantanea assorbita vi mostrerà i kWh assorbiti nell’arco di tempo che volete e può anche calcolare la spesa corrispondente se inserite il costo a kWh della vostra elettricità ricavato dalla bolletta (dividendo il fatturato in un dato periodo per il numero di kWh consumati in tale periodo). Ciò è molto utile per misurare con un’errore dell’ordine del 10% il consumo di apparecchi elettrici di cui l’assorbimento non sia noto o perché non riusciamo a leggere l’etichetta energetica oppure semplicemente perché l’assorbimento è variabile, come nel caso del aspirapolvere di cui è possibile selezionare diverse potenze di utilizzo, e/o discontinuo nel tempo.

Luigi Gabriele

 

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Povertà energetica – il video integrale di “Prima la casa” l’evento Adiconsum/CanaleEnergia del 16 luglio

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Autorità indipendenti: no alle logiche di spartizione politica

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Comunicato stampa Federconsumatori

Indipendenza, competenza e professionalità sono i criteri con cui si devono nominare i vertici di AGCOM e Garante Privacy.

È passato un mese dal nostro ultimo appello, in cui esprimevamo forte preoccupazione per le nomine dei presidenti delle autorità indipendenti Agcom e Garante della Privacy. Abbiamo sottolineato la necessità e l’urgenza di affidare questi compiti a Commissari competenti in materia e completamente indipendenti da ogni logica politica.

Si tratta, infatti, di due authorities che svolgono oggi un ruolo chiave in un’era in cui il settore della comunicazione è soggetto a forti minacce e richiede, come non mai, che siano garantiti i principi di responsabilità, trasparenza, sicurezza, imparzialità e rispetto per la privacy. La tutela della sicurezza dei dati personali è una questione di primaria importanza in un’epoca in cui tali dati sono divenuti letteralmente oggetto di mercato.

Affidare tali compiti secondo un disegno di mera spartizione delle nomine, che nulla ha a che vedere con i meriti e le competenze, potrà determinare un gravissimo danno per il Paese, in termini di sicurezza, di tutela e di sviluppo.

Per tutelare al meglio i diritti e gli interessi dei cittadini ed il Paese è indispensabile che chi compone le autorità indipendenti rispetti i requisiti di autorevolezza, professionalità, competenza, autonomia e indipendenza. Gli unici in grado di assicurare l’elevato grado di trasparenza e credibilità di cui queste Autorità hanno sempre goduto.

Barattare l’equilibrio del Governo con l’assegnazione di cariche così delicate e importanti sarebbe da irresponsabili.

Per questo rinnoviamo il nostro appello affinché le nomine siano improntate esclusivamente alla competenza, alla professionalità e alla trasparenza, per istituire un sistema di vigilanza e controllo realmente libero da qualsiasi condizionamento politico o di altra natura.

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La nostra economia è basata sulla scarsità e ci sta deludendo. Ecco perché il “modello di abbondanza” è ciò di cui abbiamo bisogno.

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Di Bibop Gresta – Chairman & Co-Founder at Hyperloop Transportation Technologies

Fonte: Linkedin

La maggior parte del mondo non pensa all’economia come un sistema creato dall’uomo.

Pensiamo ad esso come pensiamo alla natura: era qui “prima” di noi e sarà qui “dopo” di noi. È troppo grande da immaginare, troppo complessa da capire – e di conseguenza, consapevolmente o meno, l’adoriamo con fede divina. 

Ironicamente, l’economia è il riflesso della natura. 

Nelle società cacciatore-raccoglitori, “l’economia” era giusta ed equilibrata. Non c’era nessuna gerarchia, nessuna concorrenza. Era un ambiente cooperativo – e come un albero cadeva, uno nuovo sorgeva al suo posto, e così via.

Tuttavia, osservando la storia, le società cacciatore-raccoglitori si sono sviluppate soltanto dove c’era abbondanza di risorse, solitamente vicino ad una foresta o in una zona climaticamente mite. È nel deserto che abbiamo sviluppato una gerarchia – un ambiente più del tipo “sopravvivenza del più forte”. In questo tipo di economia, la scarsità dominava, fino al punto che (lentamente, con il tempo) questo modello è diventato il “normale” approccio alla vita — anche in posti con abbondanza. Forte contro debole. Vincitore contro perdente. Coloro che “hanno” e coloro che “non hanno.”

Scorrendo velocemente il tempo, quello a cui siamo finiti oggi è una quantità molto limitata di persone che controllano il 95% delle risorse del pianeta, mentre il resto del mondo sta morendo di fame.

Nel 2019, stiamo attualmente producendo cibo per 10 miliardi di persone – tuttavia siamo un mondo di sette miliardi e mezzo di persone, due miliardi dei quali muoiono di fame.

Qui non si tratta di politica. E non si tratta di raccogliere fondi per le iniziative “going green.”

“Sostenibilità”, nel vero senso della parola, sta nel capire i difetti della nostra attuale struttura economica, e il modo in cui, un modello costruito intorno alla scarsità, non porta ad una società sostenibile.

E vi spiegherò come — con una piccola storia chiamata “L’isola delle 10 palme”.

C’è un’isola con dieci persone e dieci palme.

L’economia che abbiamo creato per noi afferma un principio fondamentale: se ognuna delle persone dell’isola ha il potere di sostentarsi (cibo, acqua, ecc.), per definizione, non c’è economia. Se provo a vendere i frutti di una palma a qualcun altro, nessuno li comprerà perché gli altri hanno gli stessi frutti e sono sani e autosufficienti.

Ora immaginate che un uragano o un tornado colpisca l’isola e spazzi via 4 dei 10 alberi.

All’improvviso, si crea un’economia.

Le quattro persone che non hanno più palme per sostentarsi saranno improvvisamente interessate a comprare i frutti dagli altri sei che producono regolarmente frutta.

Pertanto, la teoria economica di Smith e Kerns direbbe: in questa situazione, se una delle sei persone che ha ancora un albero comincia a mettere un prezzo piu’ alto ai suoi frutti, poi qualcun altro abbasserà il prezzo al fine di competere per il cliente—e si avrà sempre un mercato che si auto-compensa.

Questa è domanda-offerta nella sua forma più basilare.

Purtroppo, è stato dimostrato che questa teoria è falsa perché la persona con la palma inizierà a volere sempre più potere. Lui/lei capirà le regole e le dinamiche dell’offerta e della domanda, e troverà il modo per far sì che gli altri con le palme non competano. Lui/lei potrebbe iniziare a comprare le altre palme in modo da poter dominare – o, immaginate che arrivi un altro tornado e distrugga le altre cinque palme. Ciò significa che l’individuo con l’ultima palma rimanente non solo controlla il prezzo, ma essenzialmente controlla l’intero approvvigionamento alimentare. Lui/lei diventa il sovrano dell’isola, in grado di decidere chi vive, chi muore, e ogni cosa che accade sull’isola.

Questo è ciò che succede quando si costruisce un modello economico attorno alla scarsità.

Adesso, vediamo come potrebbe essere l’opposto della scarsità.

Se si progettano le cose basandole sull’abbondanza, non solo si creano le condizioni per prosperare, ma si possono anche creare le premesse per un pianeta completamente nuovo basato su presupposti diversi – opposti a quelli esistenti sull’isola della scarsità. Solo che non dovete “consumare”, non dovete “produrre.” Non avete neanche il problema del lavoro, per esempio. Secondo uno studio di Oxford, il 47% dei posti di lavoro in tutto il mondo scomparirà nei prossimi 25 anni – e questi posti di lavoro non torneranno. Saranno sostituiti da computer e robot, e va bene cosi’. Evviva! Perché questo ci offre l’opportunità di poter garantire i diritti di base a tutti e di lottare per fare ciò che facciamo meglio: spendere l’80% del nostro tempo in creare e far progredire l’umanita’ e il 20% del nostro tempo eventualmente a lavorare.

Se fossimo in grado di ottimizzare e di costruire un modello economico attorno all’abbondanza invece che alla scarsità, sbarazzandoci del “lavoro” definitivamente, sarebbe ancora meglio.

Questo è estremamente importante nel modo in cui ci stiamo avvicinando e stiamo costruendo Hyperloop. 

L’abbondanza opposta alla scarsità è un pilastro fondamentale dei nostri criteri di progettazione. L’obiettivo qui non è quello di creare una società che fa tonnellate di denaro — anche se è l’ovvia conseguenza. La missione finale è un invito all’azione a livello planetario per costruire un sistema che apra la strada e costruisca l’infrastruttura per un’economia di nuova generazione. Non deve essere “Come possiamo arrivare da Los Angeles a San Francisco in meno di un’ora in modo che possa prendere più riunioni, lavorare di più, produrre di più, consumare di più,” ecc. 

Per riequilibrare veramente la nostra economia, dobbiamo attaccare il problema alla radice. E questo significa ridisegnare l’interazione umana da zero.

Mi rendo conto di dover sembrare un pazzo, fuori di testa, e va bene cosi’. Oggi stiamo appena scoprendo il percorso per arrivare a un modello di “abbondanza”. Al Forum mondiale dell’economia (World Economic Forum), 50 delle migliori compagnie del mondo ci prestano attenzione – desiderano tutti gli stessi risultati, ma partendo da punti di vista diversi. Ogni giorno possiamo vedere, passo dopo passo, un percorso sempre più chiaro davanti a noi.

Questo è un momento molto importante nella storia per l’umanità, e sta a noi unire e re-immaginare il mondo come lo conosciamo.

To read the English version of this piece, click here.

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