A seguito di varie segnalazioni di consumatori concernenti l’elevato livello dei prezzi del latte per l’infanzia in Italia, specie se confrontato al prezzo applicato nei Paesi europei a noi prossimi, parte da Codici Lecce (codici.lecce@codici.org) la denunzia all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e al Ministro della Salute affinché aprano un’istruttoria ed intervengano quanto prima contro questo salasso che da decenni danneggia l’economia reale delle famiglie italiane.

Già nel 2000 e nel 2005 l’Authority aveva sanzionato, in ultimo con provvedimento n. 14775 del 12/10/2005 le società Heinz Italia S.r.l., Plada S.r.l., Nestlé Italiana S.p.A., Nutricia S.p.A., Milupa S.p.A., Humana Italia S.p.A. e Milte Italia S.p.A., colpevoli di aver realizzato “un’intesa che ha avuto ad oggetto ed effetto una significativa e consistente alterazione della concorrenza, consistente in un coordinamento delle loro politiche commerciali, e determinando il mantenimento di prezzi assai più elevati rispetto agli altri mercati europei, in violazione dell’articolo 81 del Trattato UE”.

Dopo circa dieci anni poco o nulla è cambiato e il differenziale tra i prezzi del latte per l’infanzia venduto in Italia e quelli per gli stessi prodotti commercializzati in altri Paesi europei resta sempre troppo elevato.

Nel 2006, l’avv. Stefano Gallotta, segretario di Codici Lecce, presentava a tal uopo un esposto alla Procura di Lecce chiedendo l’apertura di un fascicolo contro gli amministratori delegati succedutisi dal 2000 al 2004 all’interno delle società sanzionate, nonché contro tutti coloro che avevano contribuito a commettere reati connessi alle attività sanzionate dall’Authority.

Nel 2012 il presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, dott. Giovanni Pitruzzella, aveva preannunziato l’avvio di indagini in merito riconoscendo che «i prezzi sono mediamente superiori a quelli praticati nel resto d’Europa. In modo ingiustificato». Non se ne è più parlato e dopo due anni è lecito domandarsi che fine abbia fatto questa indagine, se è mai partita e se i già sanzionati comportamenti anti-concorrenziali nel settore dell’infanzia, che tanto pesano sulle nostre famiglie ed offrono dell’Italia l’immagine di uno Stato dove le regole del Mercato e della Concorrenza possono essere agevolmente ribaltate in danno della collettività, siano ora considerati di scarso rilievo.