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Latte, indagine Antitrust, in Italia produrre costa di più

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A conclusione dell’indagine conoscitiva sul settore lattiero-caseario, avviata nel maggio 2015, l’Antitrust “ritiene fondamentale che, nell’ambito del processo di riorganizzazione del settore, vengano create e riconosciute diverse organizzazioni di produttori (OP), in grado di realizzare sia un’effettiva concentrazione dell’offerta di latte sia un accentramento di alcune funzioni e servizi aziendali”. Sulla linea indicata dall’Unione europea, questa operazione potrà essere di tipo logistico, organizzativo, finanziario e anche di prima trasformazione del prodotto, con l’obiettivo di “incrementare l’efficienza delle singole imprese appartenenti a ciascuna organizzazione”.

L’indagine dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato aveva l’obiettivo di accertare, ai sensi della normativa antitrust e di quella a tutela della parte contrattuale debole, alcune problematiche specifiche di funzionamento della filiera del latte – idonee a incidere sui meccanismi di trasmissione dei prezzi – sollevate dalle principali associazioni sindacali agricole. In particolare, le organizzazioni lamentano una scarsa correlazione fra l’andamento dei prezzi al consumo dei prodotti lattiero-caseari e il prezzo che i trasformatori corrispondono agli allevatori nazionali per la vendita del latte crudo.

Questo settore, com’è noto, sta attraversando un periodo di grave crisi su scala mondiale. Ma, a livello nazionale, secondo le risultanze dell’indagine Antitrust potrebbe risentirne di più che negli altri Paesi europei: “I costi di produzione nazionali – rileva l’Agcm – sono mediamente più elevati (di circa 5 centesimi di euro al litro) rispetto a quelli degli altri principali produttori europei, tra cui – in particolare – Francia e Germania”. A fronte di una “frammentazione molto elevata” che conta circa 34mila imprese produttrici, la maggioranza delle quali di dimensioni ridotte in termini di produzione e capi di allevamento, “si contrappone una domanda più concentrata, rappresentata da circa 1.500 acquirenti”. Da questa situazione, deriva che “le aziende agricola conferiscano l’intera produzione di latte a un unico acquirente e le imprese di trasformazione abbiano invece numerosi fornitori”.

“Sotto il profilo concorrenziale, tuttavia, dall’indagine – come si legge nel testo dell’Autorità – non sono emersi particolari elementi di criticità nei meccanismo di trasmissione delle oscillazioni dei costi nei settori a valle della filiera”. Nessuna delle sue componenti, infatti, “appare in grado di generare e trattenere stabilmente extra-profitti a scapito degli operatori che operano nei mercati a monte dell’approvvigionamento”.

Quanto alla “tendenziale uniformità nell’andamento dei prezzi di acquisto del latte crudo alla stalla, appare riconducibile alla prassi instauratasi nel settore di rendere pubbliche le condizioni negoziate tra il principale acquirente nazionale, il Gruppo Lactalis, e le associazioni di parte agricola, utilizzandole come punto di riferimento per tutte le altre negoziazioni”. Le modalità di contrattazione in Italia sono ancora “sostanzialmente improntate alla vecchia logica dell’accordo interprofessionale”. E quindi possono essere “oggetto di specifica valutazione da parte dell’Autorità, al fine di verificare la coerenza con il combinato disposto delle norme antitrust in tema di intese e del quadro normativo comunitario in materia di mercati agricoli”.

In ordine poi alla tutela della parte contrattuale debole, “le analisi e le considerazioni svolte nell’ambito dell’indagine portano a escludere che le stime sui costi medi di produzione possano essere utilizzate come un parametro di confronto automatico, al di sotto del quale il prezzo di acquisto del latte applicato dall’industria debba essere necessariamente considerato un’imposizione illecita”. Più che nella valutazione dell’adeguatezza delle condizioni economiche di acquisto del latte applicate dalle imprese di trasformazione, che farebbe sconfinare il ruolo dell’Agcm verso una funzione di regolazione dei mercati, la normativa specifica (art. 62 del D.L. n.1/2012) “sembra trovare un suo ambito di applicazione più naturale nell’accertamento che le negoziazioni caratterizzate da significativo squilibrio siano improntate a criteri di trasparenza, correttezza, proporzionalità e reciproca corrispettività delle prestazioni”; più in particolare, l’Antitrust, tenendo conto altresì dell’attuale situazione di mercato, ha ribadito l’importanza che nei contratti di cessione del latte si rispettino le condizioni fissate dalla normativa italiana, che obbliga, tra l’altro, alla forma scritta e alla durata minima annuale.

Un ruolo importante nella definizione dei criteri di contrattazione, secondo l’Antitrust, può essere svolto dalle organizzazioni interprofessionali (OI), a condizione che siano sufficientemente rappresentative di tutte le categorie interessate. “Le OI, pertanto, pur senza negoziare il prezzo di vendita, potranno definire i requisiti di forma che dovrà avere il contratto, i suoi contenuti minimi e le modalità con le quali i diversi prezzi negoziati potranno variare nell’ambito del periodo di validità del contratto, anche eventualmente sulla base di meccanismi di indicizzazione concordati” che potrebbero essere utilmente realizzati da ente pubblico terzo come ISMEA.

In conclusione, quanto ai possibili interventi di politica settoriale, “l’Autorità ribadisce in primo luogo la necessità di prevedere strumenti di tutela del comparto agricolo che non disincentivino la competizione sull’efficienza delle aziende lattiere nazionali, inibendo il virtuoso processo di concentrazione degli allevatori già in atto”. In secondo luogo, l’Agcm “ribadisce la necessità di un utilizzo più mirato dei fondi comunitari e nazionali indirizzati alla ristrutturazione settoriale”.

Tra le proposte operative contenute nell’indagine dell’Antitrust, si segnalano in particolare: incentivare la costituzione di OP di dimensione adeguata che non si limitino a centralizzare la trattativa con l’industria; favorire l’installazione di alcuni impianti di polverizzazione del latte; promuovere la costituzione di uno o più fondi assicurativi di natura mutualistica; incrementare l’efficienza degli allevamenti, con un impegno congiunto del Ministero delle Politiche agricole e delle organizzazioni di categoria; prevedere strumenti adeguati e mirati di welfare agricolo, per sostenere il reddito degli allevatori nelle zone svantaggiate; proseguire la promozione di una normativa più rigorosa in termini di etichettatura e tracciabilità del prodotto; incentivare la ricerca e l’innovazione, per immettere sul mercato prodotti a più elevato valore aggiunto; favorire le esportazioni e la penetrazione su nuovi mercati.

Roma, 11 marzo 2016

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Luce e Gas, cosa fare e come risparmiare. Luigi Gabriele da “Quelle brave ragazze” Rai 1

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Luce e Gas, cosa fare e come risparmiare, Luigi Gabriele approfondisce insieme  a “Quelle brave ragazze” Rai 1

6 agosto 2018 – per rivedere la puntata, clicca su questo link da minuto 55″

1) cosa significa e quando avverrà il superamento del mercato tutelato per l’energia elettrica e il gas

La differenza consiste nel fatto che, mentre nel mercato tutelato periodicamente (trimestralmente) l’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas propone un prezzo di riferimento per il mercato e quindi le aziende che vendono gas ed energia elettrica sono obbligate ad applicare il prezzo imposto dall’Autorità, invece nel mercato libero, gli operatori possono applicare il prezzo che preferiscono. Nel mercato libero, sostanzialmente è il cliente a decidere quale venditore o tipo di contratto scegliere, decidendo di cambiare qualora l’offerta non sia più confacente ai propri consumi. In linea di massima, il prezzo di riferimento del mercato tutelato è stato finora anche il più conveniente.

Il superamento è previsto per il 1° luglio 2019, anche se aleggia un’ipotesi molto plausibile sul fatto che il decreto mille proroghe, prorogherà appunto al luglio 2020, la completa liberalizzazione.

2) cosa deve fare il consumatore e cosa rischia in caso non scelga un nuovo operatore

Dunque, il consumatore che non optasse per un operatore del mercato libero, si ritroverebbe catapultato contro la sua volontà, nel cosiddetto servizio di salvaguardia, dove l’energia costa il 40% in più. Quindi il consumatore dovrà scegliere un nuovo fornitore oppure esprimere chiaramente di voler passare al mercato libero dello stesso operatore, se del mercato tutelato.

Codici, per aiutare il consumatore ad orientarsi in vista della liberalizzazione del mercato, sta organizzando un gruppo di acquisto energia e gas.

 

3) cosa fare in casi di conguaglio e cosa prevede la nuova legge sui maxi conguagli

– In caso di maxiconguaglio bisogna inviare un reclamo scritto al proprio fornitore e richiedere l’accertamento dell’addebito. Ci si può anche far aiutare da un’Associazione di Consumatori per scrivere il reclamo da inviare ad un’azienda. Questo perché grazie alla nostra esperienza, in poche righe riusciamo a cogliere il problema e ad ottenere risposta entro i tempi stabiliti. I recapiti in genere sono scritti sulla bolletta o sul sito dell’operatore. Attenzione perché il reclamo telefonico non è valido, cioè lagnarsi al telefono con un operatore non viene considerato come reclamo!

Bisogna inoltrare un reclamo scritto per mezzo, in genere, di raccomandata A.R, FAX o PEC, posta elettronica certificata comunque deve rimanere una ricevuta a chi invia.

– La Manovra di Bilancio 2018 ha segnato l’addio per legge (speriamo definitivo) alle fastidiose maxi-bollette che troppi di noi conoscono bene e contro cui Codici combatte da ormai diversi anni. Infatti, secondo il provvedimento, nei contratti di forniture di acqua, gas e di energia elettrica il diritto al corrispettivo si prescriverà in due anni, a partire da marzo 2018, per le bollette del gas bisognerà aspettare gennaio 2019, per quelle dell’acqua il 2020.

NON sarà più possibile richiedere al consumatore somme che vadano al di là dei due anni precedenti l’emissione della bolletta. Una bella novità, di cui beneficeranno sia gli utenti domestici che le microimprese.

Un altro diritto garantito all’utente dalla Manovra consiste nella possibilità di sospendere i pagamenti in attesa di una verifica della legittimità di condotta dell’operatore in questione, ad esempio nel caso in cui:

  • Siano state emesse fatture a debito per conguagli relativi a periodi maggiori di due anni
  • L’utente abbia presentato reclami riguardanti i conguagli nelle forme previste dall’Autorità
  • L’Autorità garante abbia aperto un procedimento per l’accertamento di eventuali violazioni del codice del consumo: relative alle modalità di rivelazione dei consumi, di esecuzione dei conguagli o di fatturazione utilizzata dall’operatore interessato

Detto ciò, il diritto che, con ogni probabilità, interessa di più il consumatore consiste nell’obbligatorietà di ricevere il rimborso dei pagamenti effettuati entro tre mesi (a titolo di indebito conguaglio), in caso di esito della verifica sulla legittimità della condotta dell’operatore.

4) come formulare e a chi un reclamo in caso di problemi con la bolletta *VEDI punto 3

5) come valutare i propri consumi ed eventualmente scegliere un nuovo operatore

– Controllare e monitorare sempre i propri consumi, stando attenti agli apparecchi elettrici ed elettronici presenti in casa, spesso ci viene detto dai consumatori di avere solo frigorifero e scaldabagno elettrico. Ecco, già questo da solo fa lievitare i consumi e le persone non ne sono consapevoli.

– Per evitare amare sorprese, comunicare attraverso tutti i canali disponibili, l’autolettura. Questo è l’unico modo, certo se acquisita dall’operatore, di tutelarsi.

– Controllare sempre che il contatore funzioni, che abbia un display leggibile e che registri il dato.

 

  • Il nuovo operatore va scelto sulla base di alcuni parametri fondamentali a nostro avviso:
  • Ovviamente il prezzo che offre per la fornitura, conveniente e tra i più bassi, ma non è l’aspetto fondamentale. Anche da un’indagine condotta da Codici emerge che,
  • la trasparenza e correttezza dei processi aziendali sono prioritari: la modalità di acquisizione di nuovi clienti, la contrattualistica e le politiche in genere che l’azienda attua nei confronti del consumatore, lo fanno stare più tranquillo.
  • La trasparenza delle informazioni che offre
  • I tempi di risposta e attesa
  • La reputazione, che per carità può sempre essere ribaltata e quindi può essere riabilitato
  • L’assistenza che è in grado di fornire

 

 

6) Fino ad oggi come e’ stato gestito  il mercato per l’energia elettrica e del gas e come sta cambiando ora ?

Fino ad oggi c’è stato un doppio binario tra il meccanismo di tutela, diciamo di natura monopolistica, e da meno di 10 anni un po’ per l’energia e un po’ più per il gas, si è pensato invece di aprire un po’ più alla liberalizzazione sia della produzione che della vendita di energia. Quindi sostanzialmente già oggi coesistono il mercato tutelato e il mercato libero di energia e gas.

Ciò che cambierà è che a partire dal 1° luglio 2019 o 2020 (secondo emendamento al mille proroghe), esisterà solamente il libero mercato.

 

7) Si parla di mercato tutelato e mercato libero: quali sono le differenze e che peso hanno in questo momento sulle decisioni dei consumatori?* vedi domanda 1

 

 

8) Quali sono le cause principali di questi rialzi?

 

I motivi sono:

  • Le tensioni internazionali, ad esempio tra Iran e USA che quindi sui mercati determinano un aumento del prezzo del greggio
  • Le numerose voci che compongono la bolletta

Il fatto che l’Autorità uscente abbia formulato una riforma tariffaria che da progressiva diventa regressiva, quindi più consumi meno spendi, che determinerà un aumento dal 10 al 30% della bolletta elettrica, e questo è stato programmato e voluto.

9) Quale sarà il costo che peserà sulle famiglie la prossima estate

Il costo sulle famiglie che peserà maggiormente quest’estate è ovviamente quello dei condizionatori, date le temperature e l’utilizzo massiccio degli stessi. Ma in un contesto più ampio, i consumatori la sorpresa se la ritroveranno dal 1° ottobre 2018. Nell’ultimo trimestre infatti, la tariffa che avrebbe dovuto subire degli aumenti ancora più elevati, è stata calmierata dalla stessa Autorità, diciamo che in questo modo la impopolarità dell’atto verrà scaricata sulla Autorità entrante. Questi aumenti sono stati solo rimandati al trimestre successivo, che va da ottobre a dicembre 2018 e qui si che si arriverà ad aumenti anche del 10% ed oltre.

 

10) Come possiamo difenderci dal caro spesa luce e gas?*vedi punto 5. Inoltre, essere noi stessi virtuosi con dei comportamenti quotidiani come: non lasciare le luci accese dove non siamo presenti, non lasciare il frigorifero aperto inutilmente, non lasciare le persiane aperte nelle ore più calde con l’aria condizionata accesa, al contrario non chiuderle finché si può utilizzare la luce naturale ecc ecc…

 

11) Cosa puo’ rischiare il consumatore volendo  rimanere con il vecchio operatore senza optare per uno nuovo?*servizio di salvaguardia vedi punto 2

 

12) Quali sono i consigli per meglio orientare le decisioni del consumatore?* vedi punto 5 secondo punto.

 

13) Come valutare i propri consumi  per gestire al meglio la propria situazione di gas e luce?* vedi punto 5

 

14) A fronte di queste novita’, In base a quali criteri va scelto un nuovo operatore, senza la paura di sbagliare?  *vedi punto 5

          Il nuovo operatore va scelto sulla base di alcuni parametri fondamentali a nostro avviso:

–          Ovviamente il prezzo che offre per la fornitura, conveniente e tra i più bassi, ma non è l’aspetto fondamentale. Anche da un’indagine condotta da Codici emerge che,

–          la trasparenza e correttezza dei processi aziendali sono prioritari: la modalità di acquisizione di nuovi clienti, la contrattualistica e le politiche in genere che l’azienda attua nei confronti del consumatore, lo fanno stare più tranquillo.

–          La trasparenza delle informazioni che offre

–          I tempi di risposta e attesa

–          La reputazione, che per carità può sempre essere ribaltata e quindi può essere riabilitato

–          L’assistenza che è in grado di fornire

 

15) Una parola che incute timore: il famoso conguaglio, che quando arriva, in genere, prevede somme ragguardevoli da pagare.. ma sono sempre cifre che corrispondono alla realtà?

Dipende, possono anche essere cifre dovute se ad esempio qualcuno non ha mai pagato la propria fornitura di energia o gas. In genere però, dalla nostra esperienza, i conguagli non sono mai dovuti in toto rispecchiando la cifra addebitata in quanto interviene la prescrizione, che prima era quinquennale ed ora, da marzo 2018 sarà biennale.

 

16) Ma questo conguaglio  in che modo viene calcolato?

In genere, sulla base di letture stimate, che significa mai rilevate né da un letturista che dovrebbe passare almeno 1 volta l’anno perché è una attività retribuita in bolletta, né dal contatore teleletto che dovrebbe essere talmente intelligente e preciso da rilevare il dato a distanza.

Oppure il distributore, cioè colui che rileva e detiene il dato della lettura, non ha adempiuto al suo compito comunicando la lettura al venditore di energia (colui per intenderci che si rapporta al consumatore), quindi si sono accumulate letture stimate non realistiche, e poi si sveglia un bel giorno e invia al venditore un conguaglio tra lettura stimata ed effettiva che risulterà in bolletta, perché bisogna riallineare i consumi.

E’ ovvio che magari pur essendo dovute sono insostenibili.

 

 

17) Ci si puo’ tutelare dai maxi conguagli? E soprattutto cosa fare?

Si. L’autolettura VA SEMPRE COMUNICATA e bisogna monitorare il proprio dato di consumo attraverso consumi e contatore, sono sempre la soluzione per evitare amare sorprese in bolletta.

 

18) C’e’ la possibilita’ di poter rateizzare l’importo di questi conguagli? In che modalità?

Si, la regola è concedere una rateizzazione pari almeno al numero di fatture che sono state saltate (cioè non emesse), ovvero pari al periodo del maxiconguaglio.

 

19) E per chi avesse pagato di piu’ del dovuto, in che modo può rientrare delle somme versate?

Attraverso una nota di credito nel caso in cui abbia interrotto il rapporto contrattuale, altrimenti verrà riaccreditato sulle bollette future.

 

20) In caso di problemi di bolletta   come dobbiamo  formulare la richiesta di reclamo  e a chi?* vedi punto 3 reclamo

 

 

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Consumatori

New Deal per i Consumatori, audizione in Senato della repubblica

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Giovedì 26 Luglio 2018 alle ore 8.30 Commissione Industria, commercio, turismo – Ufficio di Presidenza

Protezione dei consumatori

Audizione informale nell’ambito dell’esame degli atti dell’Unione europea n. COM (2018) 183 def. (Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo – Un “New Deal” per i consumatori) e n. COM (2018) 185 def. (Proposta di Direttiva sulla protezione dei consumatori) del Consiglio nazionale consumatori e utenti (CNCU)

Audizione di Luigi Gabriele- Affari Istituzionali CODICI dal minuto 28.

Per rivedere il video

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Consumatori

Luce e gas, via al portale statale ma senza comparare le offerte – da Il Fatto Quotidiano

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Fonte: Il Fatto Quotidiano del 16 luglio 2018, in edicola

di Patrizia De Rubertis

Verso la liberalizzazione . I milioni di euro di multa inflitti a Eni per la scorretta fatturazione dei consumi

Il provvedimento dell’Antitrust trae origine dalle segnalazioni dei consumatori che hanno lamentato maxi conguagli sulle bollette del 2007 Luce e gas, via al portale statale ma senza comparare le offerte.

La piattaforma dell’Authority riporta i prezzi del mercato libero e non quelli del tutelato » 

Ventidue milioni di consumatori dell’energia e 18 milioni del gas entro il primo luglio 2019 dovranno obbligatoriamente passare al mercato libero, così come ha deciso il ddl Concorrenza. Ma, salvo un ulteriore slittamento deciso dal governo nei prossimi mesi, questo passaggio iniziato nel 2009 potrebbe essere “subito” dalle famiglie che ignorano l’avvento della rivoluzione che mette fine al mercato libero. Con la concreta possibilità, tuttavia, di non scegliere il nuovo gestore che soddisfi le proprie esigenze e il serio pericolo di pagare una bolletta più cara. Tanto che, secondo un sondaggio effettuato dall’associazione Codici, un terzo delle famiglie non sa quanto spende davvero in elettricità e gas, mentre 1’80% ignora addirittura il tipo mercato in cui si trova. COSÌ, se la liberalizzazione del mercato nasce da un’esigenza di maggior concorrenza tra gli operatorie di più ampi margini di guadagno che possano portare a maggiori investimenti sul settore, le offerte “libere” già presenti sul mercato non sempre si sono rivelate convenienti. Senza giri diparole, quello che difatto ha sempre bloccato il passaggio (nel 2016 ultimo dato disponibile nel mercato libero c’era solo il 34,4% dei clienti domestici dell’elettricità e poco meno del 38% del gas) è la paura della mancanz a di trasparenza. Fino ad oggi, infatti, chi ha abbandonato consapevolmente il mercato libero (ma è alta lapercentuale dei clienti ai quali sono stati “estorti” contratti stipulati tramite reti di agenti che operano porta a porta o attraverso il teleselling), dopo la scadenza del primo anno quello su cui solitamente viene applicata una forte scontistica si è ritrovato a pagare più di prima. Mentre solo i più smanettoni che hanno sottoscritto i contratti via web sono riusciti a risparmiare fino al13%, secondole elaborazionidiRef Ricerche. Facciamo chiarezza. Alle decine di operatori di call center e agli emissari porta a porta che in queste settimane stanno telefonando o scampanellando a casa per comunicare che entro il mese in corso bisogna passare al mercato libero, va subito risposto che c’è ancora un anno di tempo per prendere una decisione così importante che vede sul piatto migliaia di euro all’anno che si sborsano per le bollette della luce e del gas. La scomparsa del mercato a maggior tutela significa, infatti, scegliere personalmente il proprio fornitore (come si fa con la telefonia), dal momento che non ci sarà più un garante, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera), che ogni tre mesi stabilisce il prezzo di luce e gas. Un importo, frutto dell’acquisto collettivo di energia senza ricarichi, salvo i rialzi che si registrano solitamente per la corsa del petrolio. E che per ilterzo trimestre equivalgono a un +6,5% per l’elettricità e il +8,2% per il gas, che per una famiglia tipo equivalgono a un aumento di spesa da 24 euro all’anno.

COME FARE, quindi, a decidere a quale gestore affidarsi, la forma contrattuale da sottoscrivere (monoraria, bioraria, multioraria) e la condizione di prezzo (fissa, variabile)? E perché proprio queste tre domande? Sono i quesiti che pone il “Portale offerte”, il sito operativo da inizio mese e realizzato dall’Acquirente Unico sulla base delle indicazioni fornite dall’Arera. Iniziativalodevole che dovrebbe aiutare le famiglie a individuare l’offerta più vantaggiosa rispetto al proprio profilo di consumo visualizzando le cosiddette offerte “placet”, vale a dire le proposte commerciali per i clienti domestici che contengono un prezzo determinato dal venditore, ma a condizioni contrattuali e struttura di prezzo definiti dall’Authority. Noi abbiamo fatto la prova sul campo. Quasi impossibile trovare il sito che non solo non è indicizzato sui motori di ricerca, ma non è neanche promosso sul sito dell’Arera, dove tra i banner in bella evidenza, campeggia ancora il “Trova offerte”, il vecchio comparatore. Poi, una volta che si inseriscono i dati, l’offerta del fornitore che esce è alquanto improbabile: un gruppo sconosciuto che riconduce a un sito assi lontano dal concetto di trasparenza tariffaria. “Questo portale ingenera solo confusione in un settore già di per sé molto complicato”, commenta Luigi Gabriele di Codici. Che spiega: “Peccato che si siano dimenticati di comparare queste offerte con il prezzo del servizio ditutela, ossia proprio con il parametro di riferimento piu importante; inoltre mancano le offerte green, qualsiasi informazione sui bonus destinate alle fasce più deboli”. E dal nostro . Dal canto suo l’Acquirente unico si discolpa spiegando che il sito è in fase di rodaggio e che la comparazione tra le offerte avverrà per gradi: a dicembre verranno pubblicate tutte le offerte esistenti sul mercato. Ma il peccato originale della mancata comparazione con il prezzo della tutela resterà.

L’aumento della spesa per luce (+6,5%) e gas (+8,2%) della famiglia tipo nel mercato tutelato per il terzo trimestre 34,4% La quota dei clienti domestici che nel 2016 sono passati al mercato libero dell’elettricità Sul fronte del gas, la percentuale è poco meno del 38% 21% La quota totale sul mercato libero che detiene Enel. Edison è al 6,1%, Eni al 5,5% e agli altri operatori va il 24,9% Alt 1.6 r 72). tr. . r. . 41 ».. . 1¦Igh tie ” Contratto Placet È la nuova proposta ibrida che i rivenditori devono fornire per agevolare gli utenti

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